Roma e provincia, la pizza “tiene su” l’inverno: pizzerie in boom e quartieri più vivi
Roma, pizza in boom: nel 2025 pizzerie a +10%. Più asporto, più sperimentazione e locali pieni nei quartieri. Nel 2026 attese migliori
A Roma lo si capisce senza bisogno di statistiche: basta passare davanti a una pizzeria il venerdì sera. C’è fila, ci sono motorini che arrivano e ripartono, ci sono famiglie che scelgono la “solita” margherita e ragazzi che chiedono l’impasto speciale del giorno. Poi arrivano i numeri, e confermano la sensazione: il 2025 per le pizzerie della Capitale avrebbe chiuso con un aumento di fatturato stimato in almeno il 10%, con un 2026 che promette di spingere ancora.
Boom pizzerie a Roma, il 2025 in crescita e il 2026 già nel mirino
Il punto non è solo “si incassa di più”. Il punto è perché: tre spinte che si sono incastrate come ingredienti sulla pala. Da una parte l’effetto dei grandi flussi in città, dall’altra la scelta dei residenti di restare più spesso nei quartieri, infine la mano nuova dei pizzaioli più giovani, che sta cambiando gusti e abitudini senza tradire i classici. È la somma che fa la differenza, e a Roma la somma si vede in ogni zona, dal centro alle periferie.
Pizzerie a Roma e centro storico, la pizza come “lingua comune” dei visitatori
Chi arriva a Roma per pochi giorni spesso cerca due cose: un piatto tipico e un pasto pratico. La pizza, per definizione, risponde a entrambe. Si mangia al tavolo, ma anche camminando; costa meno di molte alternative; piace a gruppi misti, con bambini o con anziani. E nei periodi di maggiore afflusso diventa il compromesso perfetto: nessuno resta scontento, nessuno si svena, tutti ripartono con la sensazione di aver assaggiato “Roma” in versione semplice.
Pizzerie nei quartieri di Roma, carovita e voglia di uscire senza esagerare
Poi c’è la Roma dei residenti. Chi ha rinunciato a una vacanza, chi ha rimandato un weekend, chi sta più attento al portafoglio, spesso non rinuncia però al piccolo rito del sabato sera. La pizzeria di zona diventa il posto dove ci si ritrova, dove si festeggia un compleanno senza cerimonie, dove si porta un bambino dopo allenamento. In tempi di spese sorvegliate, la pizza resta una delle poche “uscite” che molte famiglie si concedono con leggerezza.
Nuovi pizzaioli a Roma, impasti, farine e pizze stagionali che fanno parlare
Il bello è che, mentre la città riscopre la pizzeria come presidio quotidiano, il prodotto cambia passo. I giovani pizzaioli stanno portando sperimentazioni che non hanno l’aria del gioco: farine ricercate, lievitazioni studiate, topping stagionali, abbinamenti inconsueti ma pensati. Sergio Paolantoni (FIPE Roma) mette in fila due aspetti: l’effetto di ritorno d’immagine dopo l’Anno Santo e il merito di chi, sul territorio, ha saputo rinnovare l’offerta, con proposte gourmet accanto ai grandi classici.
Asporto a Roma, la comodità che cambia il lavoro dei locali
C’è un’altra scena che ormai fa parte del paesaggio urbano: il banco asporto come seconda sala, e i forni che lavorano a ritmo continuo. L’asporto non è soltanto “pizza sul divano”: è organizzazione, packaging migliore, gestione degli orari, clienti che ordinano e ritirano in pochi minuti. E, come nota ancora FIPE, intercetta anche i “sedentari”, quelli che non hanno voglia di spostarsi ma non rinunciano alla qualità. In tante pizzerie è qui che si gioca una fetta importante del fatturato.
Fermentum e Manser, quando la pizza diventa anche lavoro per i più fragili
In mezzo alle storie di incassi e innovazione, Roma ne offre una che vale doppio. Al Parco degli Acquedotti, la pizzeria Fermentum, gestita dalla cooperativa Manser, racconta un 2025 “buono” sul piano commerciale e su quello sociale: aumento delle entrate e inserimenti lavorativi di persone con disagio psichico e intellettivo, in un ambiente tosto come la cucina. E c’è anche un dettaglio che profuma di stagione romana: le pizze speciali legate alle materie prime, dai carciofi alla zucca gialla, che hanno incontrato il gusto del pubblico.
Pizzerie a Roma nel 2026, cosa si aspettano clienti e addetti ai lavori
Se il 2025 ha acceso la miccia, il 2026 sarà l’anno della prova: tenere qualità alta, reggere costi, trovare personale formato, non perdere identità. Roma, però, sembra avere un vantaggio: la pizza è un’abitudine trasversale, un rito che mette d’accordo generazioni e tasche diverse. E finché i forni continueranno a sfornare classici ben fatti e novità credibili, la città continuerà a riconoscersi in quel gesto semplice: tagliare una fetta, alzare gli occhi, e sentirsi a casa anche fuori casa.
