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Rise: “Fa’ del tuo meglio, e lascia che Dio faccia il resto”

È uscito da poco il film sulla storia vera del primo trio di fratelli divenuti campioni NBA. Un racconto toccante e avvincente, che parla di sport, fede e riscatto

Una scena di Rise - La vera storia di Antetokounmpo

Una scena di Rise

È uscito da poco su Disney+ il film Rise. Un racconto toccante e avvincente, che parla di sport, fede, coraggio e riscatto. Ecco la nostra recensione di questa pellicola, ispirata a una storia vera.

Una scena di Rise - La vera storia di Antetokounmpo
Una scena di Rise

Rise

Immaginate un’onesta famiglia di lavoratori in Grecia. Papà e mamma che, seppur tra mille difficoltà, riescono sempre a sbarcare dignitosamente il lunario. E quattro figli (tutti maschi e tutti adolescenti) studiosi, educati e sempre pronti a dare una mano ai genitori col loro lavoro. C’è solo un problema: nessuno di loro ha i documenti in regola.

Charles e Veronica sono infatti immigrati illegalmente dalla Nigeria, dove sono stati costretti a lasciare il primogenito Francis. Affidato alle cure della nonna perché troppo piccolo per affrontare il pericoloso viaggio verso l’Europa. Si sono sempre guadagnati da vivere col sudore della fronte, i quattro figli Thanasis, Giannis, Kostas e Alex sono nati e cresciuti ad Atene. Ma la burocrazia ha le sue ragioni che né la ragione né il cuore conoscono. Charles e Veronica non hanno mai potuto avere un impiego stabile proprio perché non hanno documenti, ma non possono mettersi in regola se non hanno un impiego stabile.

Anche quando ai due figli maggiori viene offerta, per una casualità (o un segno della Provvidenza), la possibilità di frequentare gratuitamente una scuola di pallacanestro, Charles si mostra scettico. Dovunque c’è un qualsiasi atto da firmare, c’è un potenziale pericolo per l’intera famiglia.

I ragazzi, però, hanno talento da vendere – soprattutto il più grande, Thanasis. Giannis comunque non demorde, costantemente spronato dai genitori. “Fa’ del tuo meglio” gli dice una sera mamma Veronica, “e lascia che Dio faccia il resto”.

“Fa’ del tuo meglio, e lascia che Dio faccia il resto”

Entrambi i giovani vengono notati da osservatori nazionali, ma il loro passato non smette di perseguitarli: tutti i club interessati, infatti, ritirano l’offerta quando scoprono il loro status.

Solamente una persona crede davvero nell’avvenire delle due promesse: un agente di nome Haris “con-una-sola-r”. È lui che riesce a procurare ai giovani un importante provino, che però sostiene il solo Giannis (Thanasis infatti si è infortunato). E il ragazzo fa faville.

Le franchigie elleniche hanno ancora timori a tesserarlo, ma il Saragozza gli offre un contratto: tuttavia, solo lui otterrebbe il visto. Accettare significherebbe separarsi dalla famiglia, una famiglia che è straordinariamente legata. Accettare, però, significherebbe anche qualcos’altro: diventare eleggibili per i draft NBA del 2013. Giannis sa di star rischiando tutto. Ma è proprio la sua famiglia a consigliargli di firmare per la società spagnola e poi salire sull’aereo per New York.

Il resto è Storia. Perché – scusate se abbiamo voluto mantenere la suspense – il cognome originario della famiglia è Adetokunbo, ma nella “culla della civiltà” è stato traslitterato in modo un po’ diverso: Antetokounmpo.

Giannis Antetokounmpo
Giannis Antetokounmpo

E questo è Rise, la favola moderna del primo trio di fratelli divenuti campioni NBA nella storia della Lega americana di basket, a Milwaukee Los Angeles. Con un paio di ulteriori, commoventi coups de théâtre che preferiamo non svelarvi.

Le vie del Signore sono davvero infinite.