25 Febbraio 2021

Pubblicato il

Rifiuti, tu chiamala se vuoi emergenza

di Redazione

Marino non sa dove mettere i rifiuti, alcuni sono già in Municipio VI

“Tra qualche giorno non saprò dove mettere i rifiuti. Due sono le soluzioni: o Roma sarà coperta di rifiuti o dovremo portarli negli impianti di Cerroni”. Così tuonava qualche giorno fa il sindaco Marino, in merito all’emergenza rifiuti nella Capitale.
I timori del sindaco sono arrivati direttamente in Procura, dove Marino, affiancato dal vicesindaco Nieri, ha chiesto ai magistrati di dissequestrare gli impianti Tmb di Malagrotta, di proprietà di Manlio Cerroni.

E di fronte alle preoccupazioni del sindaco, c’è chi fa ‘ironicamente’ osservare che quella dei rifiuti è già un’emergenza, non c’è bisogno di aspettare il 26 maggio.
“Le foto che continuano ad arrivare al nostro Comitato sulla situazione rifiuti a Roma è imbarazzante, un degrado vergognoso, condizioni igienico-sanitarie preoccupanti e intanto, dopo il pagamento della Tares, la rabbia e la frustrazione dei cittadini romani aumenta di ora in ora” – questa la denuncia del Comitato DifendiAmo Roma. Che aggiunge: “Marino non sa dove mettere i rifiuti, alcuni sono già ammassati nei pressi dei cassonetti della città”.

Un esempio per tutti: nel VI Municipio, in Via Michele Buonori, “dove i cassonetti quasi non si vedono più” – spiegano gli esponenti del Comitato.

“Ai disservizi Ama così si aggiunge un’emergenza rifiuti che i cittadini sentono come pilotata, frutto di immobilismo e di decisioni mai prese e la città più bella del mondo rischia il caos, il degrado totale e la vergogna internazionale. Dalle periferie arrivano foto sconcertanti, ci chiediamo a questo punto cosa debbano attendersi nelle prossime ore i cittadini della Città Eterna” – conclude il Comitato.

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Eppure, qualche giorno  fa il MoVimento 5 Stelle aveva spiegato che “l’ex Commissario Sottile, negli ultimi giorni del suo mandato ha concesso l'AIA ai due TMB del rifiuto indifferenziato operanti a Malagrotta”.
“Dai documenti analizzati – spiegava il MoVimento – è emerso che si è svolta una Conferenza dei Servizi sull'inceneritore, sempre sito a Malagrotta, senza coinvolgere le associazioni e i comitati locali, aggirando così lo spirito della legge Seveso. I vecchi piani vanno comunque avanti – concludevano – nonostante le inchieste che hanno minato la credibilità di molti soggetti”.

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Ma c’è dell’altro. Riccardo Magi (radicale in Lista Civica Marino al Campidoglio) aveva denunciato che nel 2013 gli impianti di trattamento meccanico biologico, sia pubblici (via Salaria e Rocca Cencia) sia privati (Malagrotta 1 e Malagrotta2), avevano operato in realtà solo 280 giorni su 365.

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Inoltre, proprio a Rocca Cencia l’impianto di selezione multimateriale, costato circa 24 milioni di euro, è inattivo, a causa di un incidente, da 4 anni. Risultato: le tonnellate di multimateriale scaricate vengono ammassate in maniera indistinta per poi essere trasferite altrove, con ulteriori costi per Ama e per i cittadini. “Solo nel primo semestre del 2013 – si legge in un’interrogazione presentata dai 5 Stelle capitolini – oltre 20mila tonnellate di multimateriale che sono arrivate a Rocca Cencia sono state ammassate nell’impianto per poi essere trasferite altrove”.  

Sicuri si tratti di emergenza?

 
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