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“Vota la ballerina”: il messaggio su WhatsApp che ti ruba l’account e mette nei guai amici e parenti

Arriva da un contatto noto: “vota la ballerina”. Clicchi, inserisci numero e codice SMS e perdi WhatsApp. Poi chiedono soldi ai tuoi amici

Truffa su whatsapp

Truffa su whatsapp

Sembra una sciocchezza: “Mi dai una mano? Vota questa bimba al concorso di danza”. Il messaggio arriva su WhatsApp, spesso da una persona che conosci davvero, con la chat giusta e il numero giusto. E proprio qui sta l’inganno: non è il tuo amico a scriverti, è qualcuno che ha già preso il suo account e lo sta usando come ariete per colpire te, e poi tutti gli altri in rubrica. La Polizia di Stato ha acceso i riflettori su una campagna di phishing che sta girando anche a Roma: basta un clic per ritrovarsi fuori dal proprio profilo, mentre qualcun altro scrive al posto tuo.

Il trucco del link: ti portano su una pagina “pulita” e ti chiedono il codice

La scena è sempre la stessa. Apri il link e finisci su una pagina web che ti chiede di inserire il numero di telefono, poi un codice che ti arriva via SMS. In quel momento molti pensano: “È normale, serve per confermare il voto”. In realtà stai consegnando ai truffatori la possibilità di attivare WhatsApp su un loro dispositivo, come se fossero te.

E quando l’operazione riesce, te ne accorgi nel modo peggiore: WhatsApp smette di farti entrare, o ti ritrovi disconnesso, senza la possibilità di avvisare subito chi ti sta intorno. È il buco di tempo che cercano: alcuni minuti possono bastare per far partire la seconda parte del piano.

La parte peggiore: usano il tuo nome per inventare un’urgenza e chiedere soldi

Appena hanno il controllo, i truffatori scrivono ai tuoi contatti più “vicini”: famiglia, amici stretti, colleghi. Il messaggio cambia forma, diventa allarmante: un problema improvviso, un pagamento urgente, una richiesta di denaro “da fare adesso”. A volte provano anche a spostare la conversazione su metodi veloci, con la scusa che “non posso parlare” o “sono in una situazione delicata”.

Il punto è che la richiesta arriva dal tuo numero, con il tuo profilo. Chi legge non pensa a una truffa, pensa a te. E se non ti raggiunge al telefono, può cadere nel panico e pagare.

I segnali da riconoscere subito, anche quando scrive un contatto “fidato”

La Polizia di Stato invita a non aprire link ricevuti tramite app di messaggistica, anche se provengono da contatti noti, quando invitano a votare o a seguire collegamenti che chiedono dati personali. È un avviso netto, che vale sempre: un concorso, una classifica, un “mi aiuti al volo” non devono mai passare da una pagina che ti chiede numero e codici.

Il secondo segnale è la richiesta del codice via SMS. Quel codice è personale e serve per verificare l’accesso: non va comunicato e non va inserito su pagine sconosciute. Se ti viene chiesto, la cosa più sicura è chiudere tutto e chiamare il contatto da cui sembra arrivare il messaggio.

Cosa fare per proteggersi: verifica in due passaggi e controllo dispositivi

La prevenzione non è complicata, ma va fatta prima. La raccomandazione è attivare l’autenticazione a due fattori (verifica in due passaggi) per aumentare la protezione dell’account. Non è una garanzia assoluta, ma è un livello in più che può bloccare parte dei tentativi.

Poi c’è un controllo da ricordare: verificare le sessioni attive su altri dispositivi tramite la funzione dedicata nell’app e rimuovere quelle che non riconosci. Se noti accessi strani o se WhatsApp ti butta fuori, muoviti subito e avvisa i contatti con un canale alternativo: una telefonata, un SMS, un messaggio da un altro numero. È l’unico modo per “tagliare” la catena prima che colpisca qualcuno vicino a te.

Segnalazioni e assistenza: come contattare la Polizia Postale

La Polizia Postale è al lavoro per individuare i responsabili della truffa. Per segnalare episodi analoghi o chiedere assistenza si può usare il sito ufficiale del Commissariato di P.S. Online: www.commissariatodips.it. Segnalare aiuta le indagini e consente di mappare i messaggi in circolazione.

A Roma, dove WhatsApp è spesso il canale più rapido per famiglia e lavoro, la regola è banale ma salva: se un messaggio ti mette fretta e ti chiede un codice via SMS, non fare l’automatico. Alza il telefono, chiama, verifica. Un minuto ti evita guai seri.