Vuoi la tua pubblicità qui?
23 Settembre 2020

Pubblicato il

Non è ancora vinta

Record contagi nel mondo in un solo giorno, 220mila infetti da covid-19: non è finita. E in Italia?

di Redazione

Sono in tutto 12.721.778 i casi confermati di contagio da coronavirus nel pianeta secondo l'ultimo bilancio aggiornato

Lotta al Covid-19
Covid-19

”220 mila contagi covid in un solo giorno a livello mondiale. Mai prima un numero così alto in sole 24 ore. Questo ci dice che non è vinta e che serve ancora attenzione da parte di tutti. Dobbiamo continuare a seguire la linea della prudenza e della gradualità”. Così in un tweet il ministro della Salute Roberto Speranza, commenta i dati Oms relativi alla diffusione della pandemia nel mondo. Dunque è record contagi nel mondo in un solo giorno.

Covid-19, record contagi nel mondo in sole 24 ore

Sono in tutto 12.721.778 i casi confermati di contagio da coronavirus nel pianeta secondo l’ultimo bilancio aggiornato fornito dal Coronavirus Resource Center della John Hopkins University.

I decessi registrati a livello globale, secondo la stessa fonte, sono 565.218. Nel mondo si è registrato il record assoluto di contagi, e in Italia quale è l’andamento secondo le ultime rivelazioni ufficiali?

In Italia indice contagiosità superiore a 1 in 5 regioni

Si osservano pertanto negli ultimi 14 giorni stime superiori a 1 in 5 regioni dove si sono verificati recenti focolai”. E’ il quadro tracciato nel report dell’Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute, con i dati del monitoraggio della situazione in Italia nella settimana dal 29 giugno al 5 luglio.

Le 5 regioni italiane con indice di contagiosità Rt superiore a 1, sono l’Emilia Romagna e il Veneto entrambe a quota 1,2; la Toscana (1,12); il Lazio (1,07); il Piemonte (1,06). La Lombardia, regione che essendo stata estremamente colpita da Covid-19 mantiene la fetta più grande di nuovi casi, ha un Rt sotto 1 a 0,92. All’altro estremo la Basilicata che resta con un Rt a quota zero.

“Persiste l’assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali”, rassicurano gli esperti. Seppur in diminuzione, però, “in alcune realtà regionali continuano ad essere segnalati numeri di nuovi casi elevati”, si avverte nel report.

Vuoi la tua pubblicità qui?

Risale, di poco, la terapia intensiva

“Questo deve invitare alla cautela in quanto denota che in alcune parti del Paese la circolazione di Sars-CoV-2 è ancora rilevante. In quasi tutte le regioni sono stati diagnosticati nuovi casi di infezione nella settimana di monitoraggio corrente, con casi in aumento rispetto alla precedente settimana di monitoraggio in alcune.

“Al momento i dati confermano l’opportunità di mantenere le misure di prevenzione e controllo già adottate dalle Regioni e Province autonome.

E’ necessario mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali, continuare a rafforzare la consapevolezza e la compliance della popolazione. E’ indispensabile inoltre realizzare l’ accertamento diagnostico di potenziali casi, l’isolamento dei casi confermati, la quarantena dei loro contatti stretti.

Queste azioni – concludono gli esperti – sono fondamentali per controllare la trasmissione ed eventualmente identificare rapidamente e fronteggiare recrudescenze epidemiche”.

R0, numero di riproduzione base in assenza di interventi

R0 è un parametro utile a valutare l’andamento di un’epidemia provocata da una malattia infettiva, nella sua fase iniziale in assenza di interventi.

Rappresenta il cosiddetto “numero di riproduzione di base” cioè il numero medio di infezioni secondarie causate da ciascun individuo infetto in una popolazione che non sia mai venuta in contatto con un determinato patogeno, come il virus Sars-CoV-2. E’ importante che il tasso R0 scenda sotto il valore di uno.

Nel caso in cui R0 sia pari a 1 significa che un singolo malato potrà infettare una persona, se invece è uguale a 2 ne contagerà due e così via. Maggiore è il valore di R0, dunque, tanto più elevato è il rischio di diffusione dell’agente infettivo.

Rt, parametro contagi dopo misure contenimento

In Italia, all’inizio dell’epidemia, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) in collaborazione con la Fondazione Bruno Kessler di Trento ha calcolato R0 nelle regioni più o meno colpite dal virus. 

In Lombardia, secondo questa stima, si è partiti da un valore iniziale di R0 di 2,96, in Veneto di 2,51, in Emilia Romagna di 2,84, in Toscana di 2,5, nel Lazio di 3 e in Puglia di 2,61. Dopo l’adozione delle misure di contenimento dell’infezione da SarsCoV-2, il tasso di contagiosità è significativamente diminuito in tutta Italia.

Abbiamo visto che nelle ultime pubblicazioni l’ISS mostra un indicatore diverso da R0, riportando la misura della potenziale trasmissibilità del coronavirus con l’indice Rt . 

Ma qual’è la differenza tra i due parametri? R0 indica la potenziale trasmissibilità di una malattia infettiva nella sua fase iniziale in una popolazione suscettibile. Rt descrive invece il tasso di contagiosità dopo l’applicazione delle misure atte a contenere il diffondersi della malattia. 

 
Vuoi la tua pubblicità qui?

Sostieni il nostro giornalismo


Nessun commento