07 Aprile 2021

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Era la Romagna

Raoul Casadei, il re del liscio muore per Covid. I messaggi di cordoglio

di Redazione

Ha fatto ballare valzer e mazurke a più di una generazione, fuori e dentro dalla sua Romagna

raoul casadei
Raoul Casadei

Un uomo che incarnava un territorio, la sua allegria, la voglia di divertirsi, il mare, la famiglia, l’amicizia e, va da sé, il liscio. Raoul Casadei, scomparso oggi per Covid, era la Romagna. Nato a Gatteo, in Provincia di Forlì-Cesena, (non a caso) a Ferragosto del 1937, Raoul, musicista, compositore, frontman dell’Orchestra che portava e porta il suo cognome ha fatto ballare, mano nella mano, coppie di mezzo mondo.

Sua la celeberrima “Ciao mare”, come pure “Simpatia” e canzoni che portano la romagnolità in tantissime balere negli anni Settanta come “Romagna e Sangiovese” o “Romagna Capitale”. Senza tema di smentita, si può dire che è stato lui a diffondere il liscio, oltre che il sorriso, in spiagge e sale da ballo.

Un ottimista, oltre che un titano, visto che persino quando è stato ricoverato all’ospedale Bufalini di Cesena, il 2 marzo scorso, malato di Covid, è voluto salire sull’ambulanza con le sue gambe, come hanno raccontato le figlie.

Le figlie, già, parte del grande clan Casadei che del liscio ha fatto la propria etichetta. Raoul era infatti nipote di Secondo. Suo zio è proprio quello che ha scritto “Romagna mia”, lo stesso che gli regalò una chitarra e che, dopo averlo accolto nel gruppo a fine anni Cinquanta, decise di cambiare il nome della sua orchestra da Casadei a Orchestra Secondo e Raoul Casadei, lo stesso che gli lascerà la guida del gruppo alla sua morte, nel 1971. 

Per tutto quel decennio Raoul sarà ancora sul palco a suonare per poi gestire, da fuori, l’orchestra e lasciare lo scettro al figlio Mirko a inizio anni 2000. Raoul però, non scompare. Affatto. Nel 2006, da vero uomo popolare, ha partecipato al reality l’Isola dei famosi.

Per chi non lo sapesse, non era comunque nuovo all’esperienza televisiva e cinematografica, avendo partecipato, oltre a innumerevoli show Tv, anche a più di un film come “Rimini Rimini” di Sergio Corbucci a “Ogni volta che te ne vai” di Davide Cocchi e prima ancora a “La Nottata” di Tonino Cervi e “Vai col liscio” di Giancarlo Nicotra.

Ha recitato in più di uno spot, e da musicista ha partecipato al Festival di Sanremo, al Festivalbar, a un Disco per l’estate. Ma soprattutto ha fatto ballare valzer e mazurke a più di una generazione, fuori e dentro dalla sua Romagna. Anche se Romagna mia, non l’aveva scritta lui.

Franceschini: “amato in tutto il mondo”

 “Mi stringo al dolore della famiglia Casadei in questo triste giorno in cui la musica italiana perde uno straordinario interprete e un autore che ha saputo coniugare tradizione e innovazione in un percorso di grande qualità artistica. Giustamente definito ‘il re del liscio’, Casadei è stato un musicista amato in tutto il mondo che con energia e passione ha fatto ballare intere generazioni portando la tradizione popolare nelle piazze e tra la gente. Io ho avuto la fortuna di conoscerlo e l’entusiasmo suo e della sua famiglia mi hanno fatto amare ancora di più la sua musica e la Romagna”. Così il ministro della Cultura, Dario Franceschini.

Bonaccini: personaggio straordinario, grande tristezza

“E’ veramente con grande tristezza che apprendo della scomparsa di Raoul Casadei. Con lui se ne va uno straordinario personaggio, un compositore che con grande professionalità ha portato in Italia e nel mondo un messaggio musicale profondamente radicato nella tradizione, legato all’allegria e alla voglia di vivere fino a diventare uno dei simboli, un ambasciatore della sua e nostra terra”.

Cosi’ il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha commentato la scomparsa di Raoul Casadei, comunicata questa mattina. “Voglio esprimere il più sincero cordoglio ai suoi familiari, anche a nome dell’intera comunità emiliano-romagnola. Sono certo che il nostro Raoul continuerà a vivere nella sua musica, e noi non dimenticheremo colui che per noi sarà sempre il Re del liscio”, conclude Bonaccini. 

(Asa/ Dire)

 
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