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Priorità vaccinale, l’Anm: “Corsia preferenziale o blocchiamo le udienze”

Il sindacato delle toghe “minaccia” di rallentare i processi senza accesso privilegiato ai sieri: a conferma che il Sistema è vivissimo, e Magistratopoli non ha insegnato niente

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Tribunale

Si è consumato sulla priorità vaccinale il primo, grande scontro tra il Governo Draghi e i magistrati. Il cui sindacato ha sommessamente fatto sapere di essere pronto a bloccare i processi in assenza di un accesso privilegiato ai sieri. A ennesima conferma di quella che il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ebbe a definire, citando il giurista Vladimiro Zagrebelsky, «modestia etica» della categoria.

Priorità vaccinale, le pretese dell’Anm

«L’esclusione del comparto giustizia dalla programmazione vaccinale, specie in un momento di grave recrudescenza dell’emergenza pandemica, imporrà fin da subito il sensibile rallentamento di tutte le attività giudiziarie». Così l’Anm che, in una nota, ha esortato gli uffici a «rallentare immediatamente tutte le attività», senza escludere «la sospensione dell’attività giudiziaria non urgente».

Nel mirino dell’Associazione Nazionale Magistrati il nuovo Piano vaccini predisposto dal Generale Francesco Paolo Figliuolo, Commissario straordinario per l’emergenza coronavirus. Che ha stabilito come unico criterio per la somministrazione dell’antidoto quello delle fasce d’età, senza riferimenti a categorie professionali “protette”.

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Il Generale Francesco Paolo Figliuolo, Commissario straordinario per l’emergenza coronavirus

Scelta che, peraltro, il Ministro della Giustizia Marta Cartabia aveva già comunicato alle toghe, che sembravano averla compresa. Questo, almeno, hanno precisato fonti di via Arenula, menzionando un colloquio con il Guardasigilli del 18 marzo scorso.

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Il Ministro della Giustizia Marta Cartabia

La richiesta di una corsia preferenziale per l’immunizzazione ha comunque scatenato un’immediata polemica politica. Con il senatore azzurro Maurizio Gasparri che ha parlato di «casta delle caste», e il segretario leghista Matteo Salvini che ha evocato il «modello Palamara».

Il riferimento era al tonno espiatorio Luca, l’ex membro del Consiglio Superiore della Magistratura che, espulso dal “Sistema”, ne ha denunciato le degenerazioni. Anche di fronte allo stesso Csm, in una recente audizione che è stata secretata. Tanto per dire che lo scandalo Magistratopoli non ha insegnato niente, nemmeno in termini di opportunità.

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L’ex magistrato Luca Palamara

Come i furbetti dei vaccini?

In effetti, si fa fatica a capire in cosa, nel merito, la pretesa di una priorità vaccinale sarebbe diversa dagli intrallazzi dei furbetti dell’antidoto. Per quanto questo arroccamento corporativistico possa anche risultare, in qualche misura, comprensibile.

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Passi ancora, infatti, che “saltino la fila” rappresentanti delle istituzioni come il Governatore della Campania Vincenzo De Luca. Che però lo faccia Andrea Scanzi, firma de Il Fatto Quotidiano, obiettivamente metterebbe a dura prova la pazienza di chiunque. A maggior ragione dopo la pubblica reprimenda da parte del dottor Evaristo Giglio, direttore dell’Asl di Arezzo, secondo cui l’iniezione del giornalista poteva anche attendere.

Questo, naturalmente, non significa che la “minaccia” dei togati sia giustificata: però – per usare un’espressione giuridica – si potrebbe forse concedere loro delle attenuanti. Visto (o meglio, udito) il tintinnar di manettaro, ne varrebbe certamente… la pena.

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