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26 Gennaio 2021

Pubblicato il

Polo Nord senza ghiaccio? La scienza dice sì

di Redazione

Per ogni tonnellata di CO2 emessa, è scritto nello studio degli scienziati dell’Istituto Max Planck per la meteorologia e dell’University College London, si perdono tre metri quadrati di ghiaccio marino

La catastrofe ambientale è dietro l’angolo. Sì, perché, nonostante i ripetuti allarmi degli ambientalisti, prima, della Ricerca poi, suffragati da dati ed evidenze che lasciano poco spazio all’immaginazione, la storia dell’Artico è sul punto di subire mutamenti epocali. Da qui a pochissimi decenni, infatti, la bianca calotta polare potrebbe sciogliersi pressoché totalmente durante l’estate, con le disastrose conseguenze che risultano difficili soltanto da immaginare.

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La lieta novella viene fuori da un’autorevole studio pubblicato su Science e che si può riassumere in due parole: senza un taglio deciso della CO2, il ghiaccio dell’Oceano Artico si potrebbe sciogliere entro la metà del secolo, almeno nel periodo estivo.

Per ogni tonnellata di CO2 emessa, è scritto nello studio degli scienziati dell’Istituto Max Planck per la meteorologia e dell’University College London, si perdono tre metri quadrati di ghiaccio marino. Fatti due conti e con la matematica che non è mai un’opinione, viene fuori che il caro, vecchio Polo Nord perderà il ghiaccio marino d’estate, quando altri mille miliardi di tonnellate di CO2 saranno rilasciati nell’atmosfera.

Se mille miliardi di tonnellate possono sembrare numeri da capogiro, possono diventarlo meno se si pensa ai 35 miliardi di tonnellate l’anno che continuano ad avvelenare il Pianeta. Poi, dopo, è solo una questione di conti. E di tempo. Suggerimenti? I “soliti”. Quelli che, da una vita, rimangono inascoltati. Diminuire decisamente e drasticamente le emissioni per cercare di contenere l’aumento della temperatura globale entro 1.5 gradi centigradi. Non vi sono altre chance o possibilità di salvezza e gli alieni non sembrano intenzionati a rattoppare i casini dell’uomo che, nel frattempo, alla perenne ricerca della pagliuzza, non vede la trave che lo travolge.

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