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25 Settembre 2022

Pubblicato il

Grandi emozioni in Cina

Pechino 2022 recap, day 4: curling oro storico! Argento Pellegrino

di Enrico Salvi
Italia a quota 7 dopo 4 giornate grazie a conferme e trionfi storici. Delusione enorme per lo sci alino, al centro di polemiche
Stefania Constantini e Amos Mosaner con la medaglia d’oro al collo
Stefania Constantini e Amos Mosaner con la medaglia d’oro al collo a Pechino 2022

Quarta giornata di gare a Pechino 2022 con altre due medaglie per il contingente azzurro, arrivato già a quota sette. Per numero totale l’Italia è terza, dietro solo a superpotenze come Russia e Norvegia, a -3 dall’obiettivo minimo della spedizione cinese, ossia pareggiare le medaglie ottenute a PyeongChang quattro anni fa. L’ottimo inizio di Giochi vive nel risultato storico del curling, per la prima volta a medaglia, per lo più d’oro.

Mosaner/Constantini nella leggenda dello sport azzurro: l’Italia vince anche nel curling!

Sembra una favola, oppure è la prosecuzione del magico 2021 dello sport azzurro. Dopo i trionfi dell’anno scorso c’è chi ironizzava con frasi del tipo “quest’anno avremmo vinto pure nel curling”. Ironia leggera e legittima, perché una disciplina fortemente territoriale e con poco più di 350 praticanti non poteva ambire realisticamente a vincere. Ma a volte i sogni diventano realtà, ed il merito è soprattutto di Amos Mosaner e Stefania Constantini. Un 26enne trentino e una 22enne cortinese hanno letteralmente scritto una pagina dello sport italiano.

Dopo 10 vittorie consecutive, in finale è arrivata la numero 11, la più importante, contro una Norvegia combattiva e ostica all’inizio ma regolata stone dopo stone e battuta 8 a 5. Un trionfo inatteso per il medagliere azzurro quanto importante. Per la terza volta nella storia del curling olimpico, una squadra vince tutte le partite del torneo: tutto ciò fatto da outsider, in questo modo, giovani con la freddezza da veterani, non ha prezzo. Una vittoria che potrebbe lanciare uno sport e aprirlo al grande pubblico, anche in previsione di Milano-Cortina 2026.

Federico Pellegrino, un nome una garanzia

Per gli appassionati di sport estivi, il nome ovviamente fa pensare alla Divina del nuoto, ma Federico Pellegrino ottiene un argento olimpico che conferma lo status di grande interprete della disciplina da almeno un lustro a questa parte, quando sempre in una sprint a tecnica libera vinse il titolo mondiale. Il valdostano ribadisce il secondo posto di PyeongChang alle spalle del fenomeno norvegese Klaebo, destinato a superare tutti i record dello sci di fondo.

Similmente ad un’altra valdostana, Federica Brignone, Chicco non ha avuto una stagione facile, trovando raramente lo spunto che lo ha reso proverbiale nella disciplina, ma ha risposto presente nel momento clou. Ha gestito con autorità sia il quarto di finale che la temibile semifinale, vincendola al photofinish. In finale ha preso la schiena del norvegese non mollandolo per un centimetro, nel rettilineo finale ha provato invano ad affiancarlo. Le lacrime appena tagliato il traguardo sono la testimonianza di anni di sacrifici e di momenti duri per tornare sul podio olimpico ed essere il baluardo di un movimento storico come quello del fondo azzurro che sta vivendo anni difficili.

Il caos dello sci alpino azzurro per risultati da dimenticare

Dopo la discesa libera di ieri, per Paris (campione del mondo 2019) e Innerhofer c’era la possibilità di riscatto. Nella gara vinta da Mathias Mayer (bis dopo PyeongChang) Paris è 21° autore di un numero di errori per lui inusuale, mentre Innerhofer è uscito a metà gara, trovando la seconda uscita in 24 ore, probabilmente sfiduciato da una stagione difficile ad un clima in squadra non semplice. Infatti l’attenzione si è spostata verso la prestazione di Matteo Marsaglia, ieri 15° e oggi 18°.

Lo sciatore romano è al centro di polemiche che lasceranno strascichi pesanti nell’ambiente. Ieri aveva rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport doveva aveva rivelato che il direttore tecnico (Massimo Rinaldi) gli aveva chiesto di rinunciare alla gara in favore di Mattia Casse, arrivato di fretta e furia dall’Italia. Tesi confermata anche oggi dopo la sua discesa. Qualora vero sarebbe un atto grave, in quanto un atleta può essere sostituito solo se infortunato o positivo al Covid-19, motivo per il quale Marsaglia avrebbe dovuto dichiarare il falso: la Federazione ha smentito l’accaduto, ma rimane una situazione grave, figlia di una gestione delle convocazioni scellerata da parte dei piani alti della FISI. Insomma, l’Italia della velocità maschile ha perso dentro e fuori dalla pista.

Gli altri risultati di oggi: rammarico Fischnaller

Una carriera stellare alla caccia dell’unico alloro che mancava. A 41 anni – di cui 30 sopra la tavola – Roland Fischnaller, alla sesta Olimpiade si deve accontentare della medaglia di legno. Il veterano azzurro, con un palmarès fatto di 6 medaglie mondiali e 44 podi in Coppa del Mondo, è stato bravissimo fino al quarto di finale, dove ha superato il forte austriaco Prommegger. In zona medaglie però, ha perso sia con l’austriaco Benjamin Karl in semifinale sia con il russo Victor Wild nella small final, per un amarissimo quarto posto finale.

Nel pattinaggio di figura buon esordio dei promettenti azzurri Daniel Grassl (argento europeo poche settimane fa) e Matteo Rizzo, rispettivamente 12° e 13° al termine del programma corto. Nel pattinaggio velocità 1500m l’esordiente Alessio Trentini è 25°, mentre le donne dello slittino singolo hanno chiuso in 10° (Voetter) 13° (Hofer) e 15° (Zoeggler) posizione.

Nella 20km di biathlon azzurri mai in piena lotta per le medaglie: Dominik Windisch, autore di un’ottima prima parte di gara, è 14° con due errori. Gli altri azzurri: Hofer 27° (2), Bionaz 48° (3) e Bormolini 63° (5). Nel fondo, oltre all’argento di Pellegrino, Davide Graz è 28° nel maschile, out ai quarti anche le ragazze Laurent 28°, Scardoni 29° e Ganz 30°).

Il programma di domani: scende in pista la portabandiera Moioli

Domani ci sarà subito l’occasione per raggiungere il numero di ori della scorsa edizione. L’Italia si gioca la carta Michela Moioli nello snowboard cross femminile. La bergamasca, portabandiera alla cerimonia di apertura, va a caccia del bis dopo l’oro di quattro anni fa. Tornano in pista le medagliate di ieri, ossia Federica Brignone (nello slalom) e Arianna Fontana (nei 1000m). Per il Freestyle Skating, Leonardo Donaggio ha superato le eliminatorie e sarà presente nella finale del Big Air, mentre nello slittino l’Italia cerca il podio nel doppio maschile.

Pechino 2022 Recap day 4: il medagliere aggiornato

RankNazioneOriArgentiBronziTotale
1)Svezia4116
2)Paesi Bassi3317
3)Cina3205
4)Germania3205
5)Norvegia3148
6)ITALIA2417
7)ROC*23510
8)Austria2327
9)Slovenia2125
10)Francia1405
*ROC= Russian Olympic Committee
 

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