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Benzina e diesel “da capogiro” a Roma: prezzi oltre 2 euro e prime code ai distributori

Roma, carburanti sopra 2 euro: diesel fino a 2,30 a Trastevere e benzina verso 2,10. Prime file ai benzinai e caccia al prezzo meno alto

Rifornimento carburante

L'ennesima truffa di un benzinaio è stata smascherata dalle forze dell'ordine - Romait.it - foto Canva

La scena è quella che nessuno aveva voglia di rivedere: auto incolonnate, sguardi fissi sul tabellone dei prezzi e la frase che rimbalza da un finestrino all’altro: “Facciamolo ora, perché domani chissà”. In vari quartieri di Roma, il pieno è tornato a essere un pensiero che pesa. Diesel che arriva fino a 2,30 euro al litro in zona Trastevere e supera 2,20 in direttrici come Nomentana e Parioli; benzina che sfiora 2,10 su Laurentina e Nuovo Salario, con valori alti segnalati anche nell’area di piazzale Jonio. Numeri che cambiano l’umore della città e, per molti, la giornata.

Rifornimento a Roma: dove i cartelli segnano i picchi più altiLa “mappa del salasso” si sta definendo ora dopo ora. C’è chi racconta di aver visto il diesel correre in alto proprio nei punti più frequentati, con una differenza minima fra servito e self che rende ancora più amaro il conto. Non è solo una questione di cifra in sé: è la sensazione di instabilità. Un giorno paghi una cifra, quello dopo ne trovi un’altra. E così scatta l’istinto di anticipare il pieno, anche se non è davvero necessario.La caccia al prezzo meno caro: il portale del Ministero e i confronti “da smartphone”Molti automobilisti hanno fatto una cosa semplice: aprire lo smartphone e confrontare. Il riferimento, in queste ore, è il portale “Osservaprezzi carburanti” del Ministero delle Imprese e del Made in Italy: consente di cercare i distributori in zona e capire dove i valori sono più bassi (o semplicemente meno alti). È diventato il “navigatore” del pieno, usato al volo prima di svoltare o fare un chilometro in più. Perché aumentano benzina e diesel: tensione in Medio Oriente e timori su HormuzDietro i cartelli luminosi c’è un mondo lontano, che però finisce dritto nel portafoglio di chi guida a Roma. L’escalation militare in Medio Oriente e il rischio di restrizioni nello Stretto di Hormuz hanno fatto salire l’attenzione dei mercati, con effetti sul petrolio e, a cascata, sul prezzo alla pompa. Quando si parla di Hormuz si parla di un passaggio decisivo per i traffici energetici: basta l’annuncio di una chiusura o anche solo l’idea di un’interruzione prolungata per generare rialzi e nervosismo. “Se continua così, diventa impossibile”: la voce dei romani in filaNon serve un sondaggio per capire cosa pensano molti cittadini: basta ascoltare le frasi in coda. C’è chi lavora fuori raccordo e fa decine di chilometri al giorno, chi accompagna i figli, chi usa il furgone per lavoro. “Ogni centesimo si sente”, ripete un automobilista mentre aspetta. E quando il diesel supera la benzina, per chi guida un’auto a gasolio — spesso comprata anni fa con l’idea di risparmiare — la beffa è doppia.Effetto domino: dal pieno ai prezzi di tutti i giorniIl timore più concreto è quello di un rincaro che non resta confinato alla pompa. Se aumentano i costi di trasporto, salgono consegne e logistica, e il colpo arriva sugli scaffali e sui servizi. È un effetto che Roma conosce bene, perché in una città estesa, con tempi di percorrenza lunghi, ogni aumento sui carburanti diventa una spesa ripetuta che incide su migliaia di famiglie.