08 Maggio 2021

Pubblicato il

Nel 2013 rubati 57 km di rame per 2 milioni di euro di danni

di Redazione

I preoccupanti dati del Rapporto Acea

Acea ha redatto un Rapporto sulla situazione dei furti dei cavi di alimentazione degli impianti di Roma Capitale:  57 km di rame rubato, 1.900 punti luce coinvolti per un ammontare totale del danno di 1 mln e 930mila euro solo nel 2013. 

“Il rapporto redatto da Acea è preoccupante e conferma quanto da tempo andavamo denunciando. Anche se ancora sono numerosi i quadranti al buio e divenuti di conseguenza insicuri, la novità è che l’azienda ha già iniziato un percorso di ripristino e per prevenire tali illegalità è corsa ai riparti per tutelare il proprio patrimonio e quello dei contribuenti romani, nonché il diritto a un servizio degno per i cittadini di Roma”dichiara Fabrizio Santori, consigliere regionale del Lazio, commentando i numeri contenuti all’interno della Relazione.

Per la prima volta, spiega ancora il consigliere, “Acea Illuminazione Pubblica fa riferimento ad alcuni interventi di natura sperimentale al fine di contrastare il fenomeno che vanno dall’installazione di cavi in alluminio ramato, non ricercato rispetto al rame, alla cementificazione dei chiusini e all’attivazione di una polizza assicurativa per il risarcimento dei furti. Gli interventi prospettati, tra l’altro, sono da considerarsi necessari non solo per il proliferare del fenomeno ma anche per le modalità di azione dei ladri di rame. Già da alcune settimane riceviamo infatti testimonianze su finti operai vestiti con giubbottini retroriflettenti che operano al furto di metalli alla luce del sole, tagliando il cavo, legandolo al furgone e tirandolo con se”.

L’indagine svolta da Acea, non solo fornisce i dati relativi ai furti, ma descrive anche una completa mappatura del fenomeno a Roma, dimostrando come i Municipi più colpiti siano quelli più periferici, a partire dal Municipio IV, seguito dal VI, dal XV, dal IX, dal X e dall’XI. “Il Municipio meno colpito è invece ad oggi il XIII” – conclude Santori.

 
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