Napoli e Milan di corsa, big match a Juve e Lazio tra tensione e risse: l’ottava di campionato

36

Dopo la – più che mai contestata – pausa per le Nazionali torna il campionato con una giornata che prometteva scintille e così è stato. Un turno che si porterà dietro tanti strascichi ma con una piccola certezza: lo stacco dai blocchi di questa Serie A è di proprietà di Napoli e Milan.

Napoli e Milan, partenza record e piccolo allungo

La capolista fa fatica a sbloccarla ma non sbaglia e fa 8 su 8 in questo inizio di campionato. Col Torino molti episodi hanno girato contro: l’errore dal dischetto di Insigne (che ha perso il feeling con i rigori, 2 soli gol negli ultimi 6 tentativi); il gol annullato a Di Lorenzo per fuorigioco millimetrico; il palo di Lozano appena entrato. Tanti episodi a sfavore che hanno tenuto bloccato il match, fino al minuto 80, nel momento in cui il Toro aveva anche accarezzato l’idea di poterla vincere. Come spesso è accaduto in questo inizio di stagione (Udinese, Sampdoria e Cagliari), è Osimhen a decidere la partita dopo un affondo di squadra – 4 scambi di prima nello stretto ai 20 metri – e con un pizzico di fortuna, il rimpallo che permette al nigeriano il terzo tempo per il quinto gol in questo campionato. Ostacolo Toro superato e Napoli unica squadra a punteggio pieno nei principali campionati europei.

Ma se il Napoli viaggia spedito, il Milan tiene botta e recupera una partita che aveva preso una piega molto brutta. Similmente a 12 mesi fa, la squadra di Pioli dimostra di saper reagire alle avversità. Prima delle partite (vedi la situazione infortuni in continua evoluzione, con Rebic ultimo entrato in infermeria) ma anche durante, sotto di due gol nel primo tempo. I rossoneri rimontano il Verona nella ripresa grazie all’entrata di Leao, ed il ritorno in campo di Ibra e soprattutto di Giroud, che fa partire la rimonta, completata dal rigore di Kessié e dal goffo autogol di Günter. Per il Diavolo è record nell’era dei tre punti, con 22 punti su 24 disponibili. Le prime due, con partenze da record, hanno accumulato un margine di 5 punti sulla concorrenza.

Lazio e Juventus vincono i big match su Inter e Roma

Piccola fuga di Napoli e Milan sulla concorrenza che è stata rallentata da scontri diretti. In particolare l’Inter, battuta dalla Lazio all’Olimpico nel giorno del ritorno di Simone Inzaghi. I biancocelesti in questo inizio si confermano incostanti ma capaci di interpretare al meglio gli scontri diretti, e dopo il derby vinto conquistano lo scalpo anche dei campioni d’Italia. La squadra di Sarri gioca e crea e alla fine ha ragione, nonostante sia andata sotto nel punteggio, con uno straripante Felipe Anderson. Al netto dei gol contestati e delle risse, l’Inter paga oltremodo la sosta per le nazionali non tanto per gli infortuni (tipo Milan), ma per avere a disposizione giocatori spremuti dagli impegni. Lo stesso Lautaro Martinez, partito dalla panchina, aveva giocato appena 40 ore prima con l’Argentina dall’altra parte del mondo.

In una sfida altrettanto intensa dal punto di vista agonistico, la Juventus ha ragione della Roma e mette a segno la quarta vittoria di fila in campionato, tutte di misura. Allegri non prende gol da tre sfide e sembra aver rimesso sulla retta via la sua squadra, quanto meno dal punto di vista mentale. Nonostante le diverse assenze, basta la rete di Kean “di rimbalzo” sull’inzuccata di Bentancur e 90 minuti di grande intensità difensiva contro una Roma che non ha mai mollato l’idea di rimettere in parità la partita. Inevitabile che il turning point è stato il rigore prima negato, poi accordato, ma che poteva non essere dato con la regola del vantaggio. In ogni caso è fatale la parata di Szczesny sul tiro dal dischetto di Veretout. La Roma non esce ridimensionata dall’Allianz Stadium, anche se con l’ennesima sconfitta sul groppone nello stadio bianconero: per la prestazione il pareggio sarebbe stato più giusto.

Centrogruppo: sale l’Atalanta, prima vittoria del Cagliari

La Dea è corsara ad Empoli e torna tra le grandi approfittando anche dei passi falsi altrui. Gasperini ritrova Ilicic, nel bene e nel male: prima la doppietta d’autore (mancava nel tabellino da aprile) poi l’errore dal dischetto per il tris. Fondamentale vittoria del Cagliari contro la Sampdoria: 3-1 e primo successo per i sardi che non sono più ultimi in classifica. Ultimo posto occupato ora dalla Salernitana, che si fa rimontare dallo Spezia con Castori che lascia la panchina a Colantuono. A centrogruppo pareggi tesi tra Genoa e Sassuolo (Grifone che recupera ancora una volta due reti di svantaggio) e tra Udinese e Bologna.

Ci Piace e Non Ci Piace: José Mourinho e le risse

Palma di migliore a José Mourinho, nonostante la sconfitta della Roma a Torino. Il portoghese in conferenza stampa decide di non buttare benzina sul fuoco per alimentare le polemiche che porteranno le decisioni arbitrali. Ha fatto i complimenti alla squadra e a tutto lo staff tecnico della Roma compattando l’ambiente. Una mossa che stupisce, ma fino ad un certo punto: il portoghese è sì un arringa popolo, ma anche un abile comunicatore. In una piazza “facilmente infiammabile” come Roma si sta muovendo con grande cautela per cercare di costruire una mentalità vincente, cosa da sempre molto complicata nella Capitale.

Malus di giornata alle polemiche arbitrali – come il caso Orsato già citato – ma anche all’eccessiva tensione tra giocatori, che ha provocato la rissa vergognosa di Roma ma anche a Genova e la tensione allo Stadium nel posticipo. Su tutti il gol del vantaggio della Lazio sull’Inter con Dimarco a terra e Handanovic che dopo il gol per poco non tira un pugno a Felipe Anderson. La maxi rissa che ne è susseguita con protagonisti Milinkovic-Savic, Lautaro e Dumfries, le 9 ammonizioni, l’espulsione di Luiz Felipe per aver esultato davanti all’amico-avversario Correa. Complice qualche sfumatura del regolamento sempre difficile da interpretare, non si possono assistere a scene da saloon su un campo da calcio.