Bene Inter e Juventus in Champions, disastro Roma: la terza giornata di coppe delle italiane

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Giro di boa dei gironi europei per le italiane. Il bilancio di giornata è in perfetto equilibrio – 3 vittorie, 1 pareggio e 3 sconfitte – ma sono diversi i risultati pesanti, alcuni anche clamorosi.

Inter e Juventus, vittorie toccasana per i gironi di Champions

Era la partita della verità per le ambizioni dell’Inter contro l’autentica sorpresa di questa Champions, lo Sheriff Tiraspol a punteggio pieno nel girone D contro ogni pronostico. La squadra della Transnistria è venuta a San Siro a dimostrare la propria leadership nel girone, provando a rispondere colpo su colpo ai nerazzurri. Tuttavia l’Inter crea molto nel primo tempo ed esce alla distanza nella ripresa con le palle inattive e le combinazioni tra Arturo Vidal e Edin Dzeko. Il primo ed il terzo gol sono arrivati con schermi da corner rivelatisi vincenti. Il cileno, alla prima da titolare quest’anno, spizza la palla di testa per la volée vincente di Dzeko e poi, servito proprio dal bosniaco, garantisce il sorpasso nerazzurro dopo la una punizione perfetta di Thill, l’eroe del Bernabeu che aveva firmato il pareggio momentaneo. In tutto questo anche i legni colpiti da Lautaro e Perisic. Match in cassaforte all’ora di gioco e prima vittoria europea di Simone Inzaghi sulla panchina nerazzurra.

Ancora una vittoria, di misura, con la porta inviolata. Il quarto 1-0 consecutivo tra campionato e Champions regala alla Juventus una vittoria in Russia preziosa per provare il primo posto nel girone. Il risultato “allegriano” per eccellenza per una prestazione sì deludente, come affermato anche dal tecnico a fine gara, ma con la conferma di un lavoro che sta iniziando a pagare. I bianconeri hanno ritrovato compattezza dietro e cinismo là davanti, anche se la manovra offensiva latita ed è troppo dipendente da Chiesa. Quando tornerà Dybala potrebbe sistemarsi anche questa pecca, ma nel frattempo può bastare il colpo di testa di Kulusevski sul cross al contagiri di De Sciglio, il secondo di fila dopo quello con la Roma. Sono 3 successi su 3 in Champions, ad un solo punto dalla matematica qualificazione agli ottavi.

Le sconfitte pesanti (ma diverse) di Atalanta e Milan

Costretto a far risultato in uno stadio ostico, contro una squadra che spesso ha creato problemi alle italiane, il Milan fa fatica nell’arco dei 90 minuti, offrendo la peggiore prestazione di questa prima metà di girone. Contro il Liverpool ha subito ma ha reagito, contro l’Atletico meritava addirittura di vincere: al Do Dragao invece il Diavolo ha patito l’iniziativa locale per quasi tutti i 90 minuti. Emblematici i soli 4 tiri di cui uno solo in porta dei rossoneri contro i 19 totali del Porto. Partita comunque in bilico fino al minuto 66, con un gol contestato per un possibile fallo prima della battuta a rete di Luis Diaz. Nonostante l’ingresso in campo di Ibra, la reazione ormai proverbiale della squadra di Pioli non c’è stata e si è materializzata una sconfitta meritata. È innegabile il peso specifico degli infortuni in casa rossonera – tra i tanti Maignan, Theo Hernandez, Kessie, Brahim Diaz e Rebic – ma al termine del girone d’andata la classifica recita 0 punti.

Di ben altra fattezza è la sconfitta dell’Atalanta, uscita con un sogno infranto dal “Teatro dei sogni”. La Dea meraviglia per un tempo all’Old Trafford ma cade nella ripresa sotto i colpi dell’armeria che ha in dotazione il Manchester United. La squadra di Gasperini va avanti con Pasalic e il colpo di testa di Demiral. Forse proprio questo è il turning point della partita, perché il difensore turco, per saltare ed incornare, si infortuna al flessore, resiste finché può ma deve lasciare il campo all’intervallo. Assenza che – cumulata con quelle di Djimsiti, Gosens, Hateboer e Toloi – nella ripresa si è fatta sentire, consentendo la rimonta ai Red Devils, con Solskjær che ha il lusso di far entrare dalla panchina giocatori del calibro di Pogba, Cavani e Sancho. Decisivo da un lato l’errore di Zapata che manca il tris e dall’altro il colpo di testa del solito Cristiano Ronaldo a 10 dalla fine. Grande rammarico ma corsa alla qualificazione che rimane immutata.

Disastro Roma in Norvegia, sei gol che possono compromettere la stagione

Il risultato che ha fatto più clamore della tre giorni europea è la disfatta della Roma in Norvegia, che prende sei gol e perde il primo posto del girone di Conference League. Brutto inizio nel freddo di Bodø, cittadina all’interno del Circolo Polare Artico. La formazione titolare ampiamente rimaneggiata da José Mourinho paga condizioni ambientali ostiche – come la temperatura vicina allo zero, il vento forte ed il campo sintetico – e sbaglia completamente approccio mentale ala gara: dopo 20 minuti è sotto di due gol. Solo lì i giallorossi reagiscono quasi subito con Carles Perez che, imbeccato sul filo del fuorigioco da Diawara, accorcia le distanze. Nella ripresa Mou inserisce cinque titolari ma un’altra dormita consente alla squadra norvegese di tornare avanti di due reti. Da lì in poi un calvario per i giallorossi che perdono completamente le marcature difensive e subiscono sul finale di gara altri tre semplici gol dei norvegesi in contropiede. Una sconfitta senza appello, umiliante per giocatori e tifosi, in 400 saliti da Roma a sfidare le fredde latitudini per una prestazione disastrosa. Una sconfitta che può compromettere l’intera stagione, con le parole dello Special One nel post partita che rischiano di spaccare lo spogliatoio. Urge ritrovare compattezza.

In Europa League vittoria importante per il Napoli, Lazio bloccata

Per il Napoli, primo in campionato ma ultimo nel girone, la sfida di Europa League con il Legia Varsavia capolista era già molto importante. Dopo 75 minuti di occasioni create e sprecate arriva il momento chiave del match: il Legia colpisce il palo esterno e dopo 20 secondi gli azzurri passano con lo splendido destro in controbalzo di Insigne che spacca la porta. È la svolta che spacca in due la partita e in ripartenza Osimhen prima si fa annullare un gol per fuorigioco e poi combina con lo stesso Insigne per il 2-0 da posizione defilata. A completare il finale perfetto di partita il sinistro chirurgico da fuori di Politano. Girone rimesso in sesto e obiettivo primo posto ora possibile.

In una sfida per nulla scontata contro l’Olympique Marsiglia, la Lazio non riesce a sfondare il muro dei francesi e si deve accontentare di un punto, che le consente di preservare la seconda posizione nel girone E. Partita non indimenticabile all’Olimpico, in particolare nel primo tempo, poi nella ripresa i biancocelesti mostrano di voler essere i più volenterosi a prendere l’intera posta. Diverse palle gol per la squadra di Sarri non concretizzate: il gol annullato e l’incrocio dei pali di Immobile più i tiri di Marusic e Pedro neutralizzati da Pau Lopez consentono all’OM di tornare in Francia con la possibilità di giocarsi in casa, tra due settimane, la possibilità di sorpasso in classifica.