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27 Gennaio 2021

Pubblicato il

Roma Municipio XIII, proteste contro il nuovo piano mobilità

di Redazione

Ieri la manifestazione di Fratelli d'Italia contro il sindaco Marino

Si è svolta ieri pomeriggio la manifestazione in via Boccea, promossa da Fratelli d’Italia, per protestare contro il nuovo piano mobilità voluto dalla giunta Marino. Oltre all’aumento delle strisce blu a 1,50 €, l’amministrazione capitolina è intenzionata ad eliminare totalmente le strisce bianche, obbligando i cittadini a parcheggiare a pagamento, ed estendendo l’obbligatorietà del pagamento anche al quartiere di residenza.

Tutto ciò, unito al pedaggio per entrare nell’anello ferroviario, fa pensare ad una stangata nei confronti degli automobilisti romani. A scatenare la protesta è stata, inoltre, la decisione del Partito Democratico di realizzare una corsia preferenziale a via Boccea, con il serio rischio di implementare il traffico già saturo.

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Ha dichiarato Andrea Saponaro, capogruppo di Fratelli d’Italia nel Municipio XIII: “Questo pomeriggio abbiamo manifestato a via Boccea per ribadire la nostra vicinanza ai cittadini colpiti duramente e nuovamente dalla folle politica di Ignazio Marino. Siamo fortemente contrari a questo nuovo piano della mobilità voluto dal sindaco di Roma e dalla sua giunta. In poche parole verranno aumentate le tasse di chi usa mezzi privati, come l’aumento del costo delle strisce blu e la proposta di eliminare tutte le strisce bianche anche per i residenti o come il pedaggio nell’anello ferroviario, e ridotti i servizi di trasporto pubblico sopprimendo di fatto numerose linee Atac.

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Per i residenti del Municipio XIII, però, la vera novità è un’altra. Infatti grazie a Marino, e con il consenso di tutto il PD romano, a via Boccea sorgerà una corsia preferenziale, compromettendo ancora di più il tanto traffico già presente nella via principale del quartiere. I romani non possono sopportare altro. Questa giunta smetta di perdere tempo per cose che non la riguardano, come la trascrizione illegale dei matrimoni gay celebrati all’estero, e pensasse a difendere gli interessi dei suoi cittadini, ormai da un anno e mezzo completamente abbandonati”.

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