20 Settembre 2021

Pubblicato il

Che fine fanno i soldi delle multe?

di Redazione
Il consigliere capitolino M5S Stefàno presenta interrogazione al sindaco Marino e all'assessore competente

2 miliardi di euro all’anno. A tanto ammonterebbe la voce ‘multe stradali elevate’ a livello nazionale. Oltre 400 milioni di euro riguardano invece il Comune di Roma, alla voce ‘multe da riscuotere’ del bilancio previsionale 2014, di cui, però “soltanto una parte avrebbe la possibilità di essere incassata” – come spiegano dal M5S Roma.

Il punto in questione, però, non sembra essere l’entità, più o meno elevata, “relativa ai proventi delle sanzioni amministrative”, quanto “la poca trasparenza sull'utilizzo che le istituzioni farebbero di tali ingenti risorse” – incalzano dal M5S Roma. Già sul blog di Beppe Grillo si leggeva, in riferimento ai 2 miliardi annui: “Un bel gruzzolo di quattrini. I Comuni dovrebbero relazionare al Governo su come li hanno spesi, e naturalmente se ne guardano bene. Il Governo dovrebbe relazionare al Parlamento sugli incassi e la destinazione di quei fondi, e naturalmente se ne guarda bene”.

A tal fine, sono state approvate due proposte, a firma di Michele Dell'Orco e Diego De Lorenzis (M5S), nella Proposta di Legge sul Codice della Strada, grazie alle quali – si spiega ancora sul blog di Beppe Grillo – “non solo i cittadini potranno controllare online dove e come vengono comminate le sanzioni, e come vengono reimpiegati i fondi derivanti dalle multe, ma i Comuni dovranno rendere conto in maniera più stringente sul come spendono quei fondi. Gli Enti locali, infatti, ogni anno dovrebbero inviare al Ministero dei Trasporti una relazione sugli incassi derivanti dalle multe da autovelox da utilizzare, in misura non inferiore al 50%, per la messa in sicurezza stradale”. Tuttavia, il condizionale sembra essere d’uopo, perché, sempre sul sito di Beppe Grillo si denuncia come “in realtà molti Comuni non inviano tale relazione e, inoltre, rispetto al reale utilizzo di quei ricavi non c'è alcun controllo effettivo”. La questione è finita anche in un’interrogazione rivolta al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, al ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e al ministro dell’Interno, a firma di Michele Dell’Orco, Diego De Lorenzis, Mirella Liuzzi e Cristian Iannuzzi (M5S).

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Dal Parlamento al Comune, il passo è breve. Il Codice della Strada, “prevede saggiamente un vincolo di destinazione per i proventi delle multe, per fare in modo che gli incassi siano destinati alla sicurezza e alla manutenzione stradale e, soprattutto, per evitare che quei fondi vengano usati per altri fini. Con il rischio, ormai diventato realtà, che le Amministrazioni tendano a fare cassa sulla pelle dei cittadini piuttosto che sanzionarli giustamente per la violazione delle norme stradali” – incalzano dal M5S Roma.

Per tutti questi motivi, il consigliere capitolino del M5S, Enrico Stefàno, ha depositato ieri un’interrogazione con la quale chiede al sindaco di Roma Ignazio Marino e all’assessore competente: “per quali iniziative, tra quelle previste dall'art. 208 comma 4 del d.lgs. n. 285/1992, siano stati utilizzati nel 2013 i proventi derivanti dalle sanzioni amministrative pecuniarie; se i proventi siano stati utilizzati almeno per il 50% in manutenzione e sicurezza stradale; se Roma Capitale abbia inviato entro il 31 maggio 2014 dettagliata relazione al Governo sull'utilizzo degli stessi”.

 
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