Adr Security, Fast-Confsal apre la vertenza: “Turni compressi e controlli a sorpresa, così aumenta il rischio di errore”
Fast-Confsal denuncia turni compressi e carichi sbilanciati in Adr Security: “oltre il normale stress”. Chiesto confronto urgente su Fiumicino e Ciampino
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La sicurezza aeroportuale non è un lavoro “invisibile”: è una catena di gesti ripetuti, attenzione costante, procedure che non ammettono distrazioni. Proprio per questo, Fast-Confsal sostiene che le condizioni operative del personale Adr Security negli scali romani siano arrivate “oltre la soglia di normale stress”, aprendo formalmente una vertenza e chiedendo un confronto che, secondo il sindacato, finora sarebbe mancato.
Vertenza Adr Security: l’allarme del sindacato su turnazioni e carichi di lavoro
Nel comunicato, Fast-Confsal parla di “turnazioni sempre più compresse” e di carichi “mal distribuiti”, un mix che — a loro giudizio — può tradursi in maggiore probabilità di errore in un settore dove l’errore non è mai un dettaglio. Il riferimento è al personale che opera nei controlli e nei servizi legati alla sicurezza dei passeggeri in partenza da Fiumicino e Ciampino, due aeroporti che nel periodo post-Covid hanno visto un’accelerazione dei volumi e una pressione crescente su tempi e flussi.
La linea scelta dal sindacato è netta: aprire una vertenza “contro una azienda sorda al dialogo”, rivendicando anche una crescita di adesioni nell’ultimo anno, letta come segnale di un disagio diffuso e di una richiesta di rappresentanza più forte.
“Test a sorpresa” e tensione sul posto di lavoro: cosa contesta Fast-Confsal
Uno dei passaggi più contestati riguarda l’aumento dei “test a sorpresa”. Secondo Fast-Confsal, questa scelta non ridurrebbe i rischi, anzi finirebbe per alzare ulteriormente la pressione psicologica: più controlli improvvisi, dicono, significherebbe più ansia e quindi più possibilità di inciampo operativo, soprattutto quando il ritmo dei turni è già serrato e la distribuzione delle mansioni non appare equilibrata.
Il sindacato propone una lettura alternativa: invece di agire con verifiche aggiuntive che “stressano” l’organizzazione quotidiana, sarebbe necessario assorbire l’impatto dell’aumento di passeggeri con assunzioni, pianificazione meno “spinta” e condizioni di lavoro capaci di reggere i picchi senza scaricare tutto sulle spalle di chi presidia i varchi.
Sicurezza passeggeri a Fiumicino e Ciampino: perché la denuncia pesa anche fuori dall’azienda
Quando una vertenza riguarda chi opera su controlli e procedure di sicurezza, la questione esce subito dal perimetro aziendale. Non perché ci sia, oggi, un fatto specifico contestato su singoli episodi, ma perché il tema tocca un principio semplice: qualità e affidabilità del servizio dipendono anche da turni, riposi, ferie, carichi e gestione dei picchi.
Fast-Confsal lega esplicitamente la propria denuncia al rischio di errore: “carichi mal distribuiti” e turni più compressi, sostiene, possono incidere sulla lucidità necessaria in una professione che garantisce la sicurezza dei passeggeri. È una frase che pesa, soprattutto mentre gli aeroporti cercano efficienza e tempi più rapidi ai controlli, con flussi crescenti e domanda di puntualità.
Il precedente e il contesto: le criticità segnalate già nei mesi scorsi
Non è la prima volta che, sul perimetro aeroportuale romano, Fast-Confsal parla di peggioramento organizzativo. In una nota pubblicata nell’area “Comparto Aereo” del sindacato, si fa riferimento a criticità legate a modifiche di turnazioni, gestione di riposi e ferie e pianificazione operativa negli scali di Fiumicino e Ciampino, chiedendo interventi e chiarimenti.
Questo elemento aggiunge una chiave di lettura: l’apertura della vertenza non nasce da un episodio isolato, ma da un accumulo di segnalazioni e frizioni, che ora il sindacato prova a incanalare in un tavolo negoziale, rivendicando “urgenza” e risposte strutturali.
Le reazioni attese e lo scenario “primavera calda”: cosa può accadere negli aeroporti romani
Fast-Confsal conclude con un avvertimento politico-sindacale: se l’azienda non accetterà il confronto, “si prospetterà una primavera calda per gli aeroporti romani”. È un’espressione che nel lessico delle relazioni industriali significa una cosa: iniziative progressive, fino a possibili mobilitazioni, se i canali di trattativa restano chiusi o senza esiti.
In concreto, le prossime mosse ruotano intorno a due piani. Il primo è negoziale: apertura di un confronto su organici, turni, riposi, ferie, criteri di distribuzione dei carichi e gestione dei controlli interni. Il secondo è operativo: qualunque irrigidimento delle relazioni sindacali, negli scali, rischia di riflettersi su servizi e percezione dei passeggeri, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso e nelle fasce orarie più sensibili.
Al momento, insieme al comunicato sindacale rilanciato da diverse testate, non risultano note pubbliche di replica diffuse contestualmente da Adr Security sul merito delle contestazioni. È il passaggio che spesso decide l’escalation o il rientro: una disponibilità formale a un tavolo e un calendario di incontri, oppure lo scontro che si trascina e si allarga.
L’asse sindacato-confederazione: Fast-Confsal e Confsal alzano il livello della vertenza
Un ultimo dettaglio non secondario è la cornice: Fast-Confsal parla insieme alla Confederazione Confsal. Quando la vertenza viene “coperta” anche dalla struttura confederale, il messaggio è che la questione non è considerata locale o episodica, ma un nodo che merita attenzione e pressione più ampia.
Nei prossimi giorni, la partita vera sarà nei numeri e nelle scelte: organici adeguati ai volumi, turnazioni sostenibili, formazione e controlli percepiti come strumenti di qualità e non come ulteriore fonte di tensione. Perché, negli aeroporti, il confine fra efficienza e rischio passa spesso da qui: dalle condizioni reali di chi lavora ai varchi.
