NO2 e polveri sottili: Roma e Frosinone restano in cima alle criticità nel report Legambiente
La notizia che fa pensare è tutta laziale: Roma resta fra le città con livelli più alti di NO2, quel biossido di azoto che racconta traffico, code, assi congestionati
La chiusura della Tangenziale est ha creato disagi tra gli automobilisti, soprattutto legati al traffico - Romait.it - foto Canva
C’è una notizia buona e una che fa pensare. La buona: nel 2025, secondo il report “Mal’Aria di Città 2026” di Legambiente, lo smog “fuori norma” da PM10 riguarda molti meno capoluoghi rispetto al passato. La notizia che fa pensare è tutta laziale: Roma resta fra le città con livelli più alti di NO2, quel biossido di azoto che racconta traffico, code, assi congestionati; Frosinone, pur migliorando rispetto al 2024, conta ancora 55 giorni oltre il limite giornaliero di PM10.
Dati diversi, un filo comune: la salute non vive di statistiche nazionali, ma di aria respirata ogni giorno, vicino casa, in strada, davanti alle scuole.
Mal’Aria di Città 2026: cosa dicono i numeri su Roma e provincia
Roma appare ancora nelle posizioni di vertice per NO2: settimo posto nazionale, con una media annua di 28 µg/m³, stesso piazzamento dell’anno precedente. È un dato che pesa perché si lega a una quotidianità che i romani conoscono bene: grandi direttrici di scorrimento, orari di punta, quartieri che vivono il traffico come rumore di fondo permanente.
Il report non è un “bollettino del giorno dopo”, ma una fotografia di tendenza che richiama la città a una scelta: continuare a convivere con livelli elevati, oppure accelerare sul trasporto pubblico e su una mobilità meno dipendente dall’auto privata.
Frosinone e le polveri sottili: 55 sforamenti che non si possono ignorare
Nel capoluogo ciociaro, il dato simbolo è un altro: 55 giorni con PM10 oltre il limite giornaliero. È meno del “caso disastroso” 2024, come riconoscono anche gli stessi rappresentanti locali di Legambiente, ma resta un numero alto. Stefano Ceccarelli, presidente del Circolo di Frosinone, insiste su un punto spesso sottovalutato: l’inversione termica invernale può far cambiare molto lo scenario da un anno all’altro, ma le criticità restano se non si interviene sulle emissioni.
E richiama la necessità di misure non episodiche su biomasse e traffico, con un occhio speciale sulle PM2,5, misurate in modo limitato, ma ritenute fra le più pericolose per la salute.
Limiti UE 2030: il conto alla rovescia che riguarda anche Roma, Latina e Frosinone
Il report mette nero su bianco un altro tema che, da qui a pochi anni, entrerà nel lessico comune: i nuovi limiti europei, vincolanti dal 2030. Non parliamo di soglie lontane, ma di un orizzonte che impone riduzioni concrete. Legambiente indica i tagli necessari per avvicinarsi agli standard: su PM10 -13% a Roma, -18% a Frosinone, -8% a Latina; su PM2,5 -17% a Roma, -29% a Frosinone, -20% a Latina; su NO2 -29% a Roma, -7% a Frosinone, -6% a Latina. Rieti e Viterbo, nel report, non mostrano criticità.
Le richieste di Legambiente Lazio: più TPL, tramvie e controlli efficaci
Roberto Scacchi, presidente di Legambiente Lazio, parla di cambio di passo: rafforzamento del trasporto pubblico con nuove tramvie, elettrificazione dei bus, completamento dell’anello ferroviario, crescita di sharing mobility, ciclabili, spazi pedonali. Nel pacchetto citato dall’associazione entrano anche misure di gestione della domanda: controlli su Fascia Verde, ipotesi di congestion charge nell’area centrale, rimodulazione della sosta tariffata.
L’idea è evitare che Roma si ritrovi, ancora una volta, a rincorrere scadenze europee con provvedimenti emergenziali.
Perché questa storia interessa tutti: aria, salute e qualità della vita
Il report racconta una verità semplice: migliorare è possibile, visto il dato nazionale sui superamenti, ma dove l’inquinamento resta alto serve continuità. A Roma significa rendere il trasporto pubblico più competitivo dell’auto, non solo “presentarlo” come alternativa.
A Frosinone significa ridurre davvero le emissioni nei mesi in cui l’aria si ferma e le polveri restano sospese. E per tutto il Lazio significa non ridurre la questione a una schermaglia politica, perché la qualità dell’aria incide su bambini, anziani, lavoratori, sportivi, su chiunque esca di casa e respiri.
