21 Settembre 2021

Pubblicato il

Molto rumore per nulla al Silvano Toti Globe Theatre

di Redazione
In scena dal 22 agosto al 7 settembre

Sotto il cielo stellato di Villa Borghese, più precisamente sotto le assi in legno del palcoscenico del Globe Theatre, sta dimorando una compagnia atipica che ha deciso di fare “molto rumore per nulla” fino al 7 settembre.

Il trio William Kemp e le incursioni canterine di un buffo commissario, accompagnano “Much Ado About Nothig” una delle più brillanti commedie di Shakespeare, al ritmo di tarantella, un ritmo gioioso e allegro che fa pensare alla pizzica salentina, e che si contrappone al baccano di troppe parole.

L’uso della parola è una delle più grandi arti concesse all’essere umano ma è assai complesso gestirla nel modo adeguato e se non lo si fa, la comunicazione diventa un insieme di parole che non dicono ma creano confusione ed equivoci.

La regista, Loredana Scaramella, insieme ad un cast che oserei chiamare “coreale” nel suo complesso pullulante di artisti di talento, riprendono e restaurano questa favola in maniera illuminante, con occhi nuovi.

Gli attori si presentano in una scenografia essenziale, tra luci e ombre riflesse su quattro lenzuoli bianchi retti da una corda che nel corso dello spettacolo diventerà un’altalena, un filo per stendere bianchi corredi, una fune per fare acrobazie, un cappio; una corda che arrotolandosi avvicina i personaggi così come srotolandosi li allontana. Un gioco di luci riflesse sull’acqua di due cavità nelle tavole del palco, ricreano il sole di un Salento ideale.

Protagonisti della scena sono uomini e donne, guerrieri valorosi e domestiche “tutta lingua”, che non sanno nascondere come sono fatti, mossi da una frenesia che li fa amare anche dimostrandosi insensibili all’amore e li mette in gioco attraverso intrighi e menzogne.

Beatrice e Benedetto sono due personaggi insoliti e due dimensioni antitetiche ma solo all’apparenza, entrambi si dimostrano refrattari all’amore: sono troppo ostinatamente orgogliosi per farsi la corte in modo pacifico, eterni litiganti anche mentre si abbandoneranno l’uno nelle braccia dell’altra.

Intrecciati a loro come fili della stessa trama, ci sono Leonato e sua figlia la giovane rispettosa e graziosa Ero la quale insieme al suo innamorato, il conte Claudio, è in lotta contro tragici inganni e pettegolezzi infondati che renderanno necessario mettere in scena una finta morte per ottenere verità e giustizia.

Il disordine anela ad un nuovo ordine. La realtà si dimostra come l’unico elemento superiore agli equivoci, inganni e ripicche amorose. L’autore evidenzia quanto l’uomo sia debole e influenzabile e quanto spesso si fidi più degli altri che del suo cuore. Nell’epilogo rimbomba un tuono più forte di tutto il rumore che può fare un regno dominato dalla parola; e sotto una pioggia allegorica si stringono al ballo tutte le coppie finalmente abbandonate alle loro emozioni, e con loro i due mondi, quello maschile e quello femminile, interpretati da (in ordine alfabetico):

LARA BALBO

FAUSTO CABRA

CRISTIANO CACCAMO

MIMOSA CAMPIRONI

FEDERIGO CECI

JACOPO CROVELLA

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DIEGO FACCIOTTI

ALESSANDRO FEDERICO

DANIELE GRIGGIO

ROBERTO MANTOVANI

MATTEO MILANI

BARBARA MOSELLI

IVAN OLIVIERI

LOREDANA PIEDIMONTE

CARLO RAGONE

MAURO SANTOPIETRO

FEDERICO TOLARDO

 
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