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Metro C nel cuore di Roma: nuove stazioni, cantieri e l’idea di un bus express per collegare le tratte mancanti

Metro C, il futuro della mobilità romana passa attraverso il Centro storico ma i tempi restano ancora lunghi

Stazione Metro C, Colosseo

L’ingresso della Metro C nel Centro storico, con l’apertura delle stazioni Colosseo/Fori Imperiali e Porta Metronia, segna una svolta per la mobilità romana. Per la prima volta la linea più giovane della rete metropolitana raggiunge uno dei nodi urbani più delicati e simbolici della capitale, creando un collegamento diretto con la linea B e ridisegnando le possibilità di spostamento tra est, sud e centro della città.

Non si tratta soltanto di un traguardo infrastrutturale, ma di un cambiamento che incide sulla vita quotidiana di migliaia di pendolari, residenti e turisti. L’interscambio di Colosseo consente oggi percorsi più rapidi e meno frammentati e va a creare il cosiddetto “triangolo sovietico” che rende la rete metropolitana di Roma meno fragile a guasti ed interruzioni, riducendo il ricorso a mezzi di superficie spesso congestionati e migliorando l’accessibilità di un’area che rappresenta il cuore storico, culturale ed economico di Roma.

Questo avanzamento, tuttavia, è solo una tappa di un percorso ancora lungo. La Metro C è infatti destinata a proseguire verso Piazza Venezia e, successivamente, lungo l’asse nord-ovest della città fino a Clodio/Mazzini e alla Farnesina. La progettazione esecutiva della tratta Venezia–Clodio/Mazzini è in corso e l’avvio dei cantieri è previsto nel 2026. Le previsioni ufficiali collocano l’entrata in esercizio della stazione di Piazza Venezia tra il 2032 e il 2033, mentre il completamento dell’intera linea fino alla Farnesina è atteso attorno al 2036.

Queste tempistiche confermano quanto il potenziamento strutturale del trasporto pubblico romano sia un obiettivo di lungo periodo. Nel frattempo, vaste aree centrali e semicentrali continueranno a essere prive di un collegamento metropolitano diretto, con ricadute evidenti sulla qualità della mobilità urbana e sulla competitività del trasporto pubblico rispetto all’auto privata.

È proprio in questo spazio temporale che si inserisce la proposta di un collegamento bus express dedicato, pensato per migliorare fin da subito l’efficienza della rete e rafforzare le connessioni tra i principali nodi urbani. Non un semplice servizio provvisorio, ma un’infrastruttura leggera capace di produrre benefici concreti nell’attesa del completamento della Metro C.

La proposta, nota come Metrobus MCX, è stata elaborata già diversi anni fa da Cityrailways e oggi torna di stretta attualità alla luce dell’avanzamento dei cantieri nel centro storico. L’obiettivo è creare una linea ad alta capacità che segua, per quanto possibile, il tracciato delle future tratte metropolitane, anticipandone gli effetti sulla mobilità.

Il percorso ipotizzato collegherebbe il Colosseo a Piazza Venezia, proseguendo verso Piazza Argentina, Chiesa Nuova e l’area di San Pietro lungo via della Conciliazione, per poi raggiungere Ottaviano — con interscambio sulla linea A — Clodio/Mazzini e infine la Farnesina. Si tratterebbe di un asse continuo attraverso alcune delle zone più frequentate e complesse della città, oggi collegate in modo indiretto e spesso poco efficiente.

Dal punto di vista operativo, la MCX sarebbe caratterizzata da corsie protette su buona parte del percorso, priorità semaforica agli incroci e l’impiego di autobus da 18 metri in grado di assorbire flussi elevati di passeggeri. Questi elementi permetterebbero di offrire un servizio regolare, veloce e affidabile, percepito dall’utenza non come un semplice autobus, ma come parte integrante della rete di trasporto strutturale.

Il valore di questa soluzione non sta solo nella funzione di “ponte” verso la futura metropolitana, ma soprattutto nella capacità di redistribuire i flussi di traffico, alleggerendo alcuni nodi critici e offrendo nuove possibilità di spostamento a residenti, lavoratori e visitatori.

Accanto alla MCX, sono state avanzate anche altre ipotesi di linee su assi strategici, come quello della via Casilina e delle aree nord-orientali dell’area metropolitana, con un modello di rete integrata tra servizi urbani e regionali.

Un approccio che punta a costruire un sistema di trasporto più flessibile, capace di adattarsi alle trasformazioni in corso e di accompagnare la crescita della rete metropolitana.

Andrea Castano – Odissea Quotidiana