Prima pagina » Cronaca » Incendio a Crans-Montana, Roma piange Riccardo Minghetti: dal Torrino all’Eur il giorno più duro

Incendio a Crans-Montana, Roma piange Riccardo Minghetti: dal Torrino all’Eur il giorno più duro

Identificato Riccardo Minghetti, 16 anni, morto nell’incendio della discoteca a Crans-Montana. Veglia al Torrino, funerali il 7 gennaio

Crans Montana, i soccorsi

Per giorni, al Torrino, qualcuno ha continuato a guardare il telefono con la stessa domanda in testa: “Lo avranno trovato?”. Poi, domenica 4 gennaio 2026, la notizia è arrivata come arrivano quelle che non vorresti mai ricevere: ufficiale, definitiva, senza appigli. Riccardo Minghetti, 16 anni, studente del liceo scientifico “Stanislao Cannizzaro” dell’Eur, è stato identificato tramite Dna fra le vittime dell’incendio nella discoteca “Le Constellation” di Crans-Montana, la notte di Capodanno. I soccorritori hanno recuperato decine di corpi. Uno era il suo.

Incendio a Crans-Montana, Roma piange Riccardo Minghetti: la speranza durata fino all’ultimo

In Svizzera, nella casa delle vacanze dove Riccardo era cresciuto facendo amicizia con tanti coetanei, la famiglia ha atteso un segnale diverso. La madre Carla, il marito e i parenti hanno sperato che il ragazzo fosse fra i feriti ricoverati e ancora senza nome. La polizia svizzera, insieme agli psicologi, ha comunicato l’esito: l’esame genetico non ha lasciato margini. Un passaggio che, oltre il dato tecnico, racconta quanto sia lunga l’agonia di chi resta, sospeso in quel tempo strano in cui ogni ora sembra offrire una possibilità.

Incendio a Crans-Montana, Roma piange Riccardo Minghetti: la scuola e gli amici dell’Eur

Il “Cannizzaro” ha parlato ai suoi studenti e al personale con un messaggio pieno di affetto e rispetto, ricordando il sorriso, la gentilezza e la sensibilità del ragazzo. La preside Giuseppa Tomao ha scelto parole essenziali: “Siamo profondamente addolorati, in questo momento non ci sono parole”. La scuola, in vista della ripresa delle lezioni, sta preparando un gruppo di psicologi per affiancare ragazzi e adulti. Perché il dolore non resta fuori dai cancelli: entra nelle aule, nei corridoi, nel banco che improvvisamente è vuoto.

Incendio a Crans-Montana, Roma piange Riccardo Minghetti: veglia al Torrino e funerali all’Eur

Nelle ore successive alla conferma, una compagna di classe ha organizzato un momento di preghiera: lunedì 5 gennaio 2026 alle 11.30, nella chiesa di San Giovanni Battista de la Salle, in via dell’Orsa Minore 59, al Torrino. Un invito semplice, scritto anche sui social, per salutare Riccardo prima delle esequie. I funerali saranno celebrati mercoledì 7 gennaio 2026, al mattino, nella basilica dei Santi Pietro e Paolo, all’Eur. Luoghi noti, quotidiani, che adesso cambiano significato: la parrocchia sotto casa, la basilica del quartiere, la strada percorsa mille volte.

Incendio a Crans-Montana, Roma piange Riccardo Minghetti: le parole delle istituzioni

Il sindaco Roberto Gualtieri ha espresso vicinanza alle famiglie italiane colpite dalla tragedia di Crans-Montana, citando l’identificazione del giovane romano e offrendo la disponibilità di Roma Capitale a sostenere i parenti in ogni forma necessaria, con discrezione. Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha parlato di un lutto che “colpisce duramente” e ha rivolto un pensiero alla sorellina del ragazzo, ricordata per il tentativo di salvare Riccardo. Anche il direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale, Anna Paola Sabatini, ha espresso cordoglio ai genitori, alla sorella e alla scuola.

Parole ufficiali, certo, ma anche segnali concreti: l’impegno a non lasciare soli i ragazzi, a mettere in campo sostegni psicologici, a creare uno spazio protetto in cui poter piangere senza sentirsi fuori posto.

Incendio a Crans-Montana, Roma piange Riccardo Minghetti: il quartiere che lo ha visto crescere

Davanti alla sua abitazione, nella zona del Torrino, i racconti hanno lo stesso tono: non servono effetti speciali per ricordare chi era Riccardo. “Sempre gentile, educato. Con la battuta pronta”, dice una vicina. Un custode ammette lo sconcerto: “Siamo stati colti di sorpresa da questa tragedia”. Frasi che sembrano piccole, ma che in realtà fotografano il vuoto lasciato da un adolescente quando se ne va: il vuoto di una presenza che era fatta di normalità, di saluti, di scuola, di sport, di amicizie.

Nell’elenco delle vittime con legami romani c’è anche Sofia Prosperi, 15 anni, nata a Roma e trasferitasi da bambina nel Canton Ticino. Un altro nome che riporta sempre allo stesso punto: la notte di Capodanno, un locale, il fuoco, le vite che cambiano per sempre.