21 Settembre 2021

Pubblicato il

Matrimoni gay, battaglia aperta tra Campidoglio e Viminale

di Redazione
Marino dichiara battaglia ad Alfano e si schiera contro la circolare che impedisce la trascrizione dei matrimoni

“In Aula nel corso della discussione sul registro delle unioni civili, SEL porterà avanti la mozione per la trascrizione delle nozze tra omosessuali ed eterosessuali contratte all'estero”. Ad affermarlo, è il capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà in Campidoglio, Gianluca Peciola, che risponde quindi alle indicazioni del ministro dell’Interno Angelino Alfano che, con una circolare, ha chiesto ai prefetti di annullare le trascrizioni dei matrimoni tra omosessuali contratti all’estero nei vari Comuni d’Italia.

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Già il numero uno romano di SEL, nonché vicario di Ignazio Marino, aveva polemizzato nei confronti del capo del Viminale: “Angelino Alfano – scriveva sul suo profilo Facebook il vicesindaco Luigi Nieriproprio non riesce a concentrarsi sulla prevenzione dei crimini, sulla sicurezza urbana, sul contrasto alle mafie. Sui compiti del Ministero dell'Interno, insomma. No, lui preferisce altri temi, ha altre priorità. Come annunciare che manderà una circolare a tutti i prefetti italiani per impedire e cancellare la trascrizione, da parte dei sindaci, delle unioni tra persone dello stesso sesso contratte all'estero e che vogliono essere registrate in Italia. Dunque adesso i diritti civili negati ai cittadini sono una questione di ordine pubblico? E’ una cosa aberrante, oltre che una scelta lesiva dell'autonomia dei sindaci a riguardo. Alfano dimostra un’apertura mentale pari a quella delle inquietanti ‘Sentinelle in piedi’ (il movimento di cittadini nato per contrastare il ddl Scalfarotto che introdurrebbe, secondo le Sentinelle, il cd. reato di opinione nel nostro Paese, ndr). Dico subito che mi schiero dalla parte dei sindaci che resisteranno a questa indicazione medievale e che mi batterò, con ancora maggior decisione, per introdurre al più presto questa misura di civiltà anche a Roma” – concludeva Nieri.

A queste dichiarazioni, si aggiunge la conclusione di Gianluca Peciola: “Quella di Alfano è un'ingerenza nelle politiche dei Comuni ed è allarmante che un ministro dell'Interno si dedichi ad iniziative di questo tipo quando le emergenze sono altre”.

Certo, detto da chi vorrebbe bloccare l’Assemblea Capitolina su un tema di portata nazionale fa sorridere – ricordiamo, tra l’altro, che la maggioranza del PD ha più volte mancato in Campidoglio l’appuntamento con la discussione della delibera sulle unioni civili, di fatto inceppando l’ordinario svolgimento dei lavori dell’Aula Giulio Cesare. La partita tra il Viminale e il Campidoglio, quindi, al momento è in pareggio, e tutta da giocare.     

Nonostante sia noto a tutti questo particolare, rincara la dose anche il sindaco Marino, che pare quindi dimenticare che proprio la sua maggioranza ha disatteso più volte questo appuntamento elettorale tra i banchi di Palazzo Senatorio: “Chi cerca oggi una conflittualità sull'amore vive probabilmente nel secolo sbagliato – dichiara Marino – Ritengo che una discussione di questo tipo sulle unioni civili nel 2014 rifletta sentimenti, visioni, del '900, del secolo passato. Penso che oggi chi si ama debba avere la possibilità di vedere riconosciuto il proprio amore e i propri sentimenti”.    

A prendere in mano le redini della situazione è il presidente dell'Anci, Piero Fassino, che si improvvisa arbitro della partita tra il Viminale e i Comuni d’Italia: “La trascrizione delle unioni coniugali contratte all’estero è materia troppo delicata per essere lasciata al caso per caso. Né d'altra parte, si può accettare di affidare tale materia a ordinanze prefettizie su competenze che la legge riconosce in capo agli Enti locali. Per questo, come presidente Anci, chiedo un incontro urgente al presidente del Consiglio e al ministro Alfano per assumere un orientamento chiaro e comune in materia”.

Nel frattempo è l’Huffington Post a prendere una posizione chiara in materia. Al quotidiano di Lucia Annunciata parla Maria Grazia Sangalli, vicepresidente della Rete Lenford, la rete di avvocati che sostiene le coppie omosessuali per il riconoscimento dei diritti civili, secondo la quale “Angelino Alfano non può annullare le trascrizioni delle nozze gay celebrate all'estero, tanto meno con una circolare”, in quanto “i prefetti non hanno il potere di annullare le trascrizioni. Secondo l'Ordinamento di stato civile hanno soltanto un potere di vigilanza e un potere ispettivo. Però possono segnalare anomalìe al Ministero".

 
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