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24 Gennaio 2021

Pubblicato il

Da Firenze a Roma

Marcia Ristoratori, chef Colonna: “Siamo senza rotta, dateci direzione o finiremo sugli scogli”

di Redazione

Marcia dei Ristoratori: quasi un pellegrinaggio da nord a sud per chiedere al governo indicazioni chiare che non cambino ogni settimana

Marcia dei Ristoratori
Marcia dei Ristoratori

200 persone lungo il Ponte Vecchio di Firenze hanno partecipato alla manifestazione che apre la “Marcia dei Ristoratori”. Il corteo andrà a piedi dal capoluogo toscano verso sud e raggiungerà Roma il 13 novembre.

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Nelle ultime settimane si sono moltiplicate le proteste, alcune anche con scontri violenti, contro la raffica di Dpcm ‘settimanali’ che non danno tempo e modo ai locali e ai lavoratori di organizzare e aggiornare la loro attività.

Proprio nella ristorazione inoltre, è montata la rabbia perché in un primo tempo sono state richieste misure anti-contagio con sanificazioni, distanziamento dei tavoli, registrazione dei clienti, per poi chiudere comunque con la misura del coprifuoco.

Marcia dei ristoratori: un minuto di silenzio per il ristoratore che si è tolto la vita


Una marcia pacifica ma indissolubile, quasi un pellegrinaggio, per focalizzare l’attenzione del governo sulle richieste delle categorie più colpite dalla pandemia e dal lockdown. I ristoratori, ma anche ambulanti, artigiani, tassisti, Ncc e commercianti.

La protesta è stata organizzata dal gruppo Ristoratori Toscana e da Tni, Tutela Nazionale Imprese. La manifestazione è iniziata con un minuto di silenzio in ricordo del ristoratore che, il 22 agosto scorso, si è tolto la vita a causa dell’angoscia legata al futuro della sua attività.

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“Un minuto di silenzio perché il sacrificio di Luca non sia sprecato”, ha detto Pasquale Naccari, portavoce del gruppo Ristoratori Toscana.

Il sostegno e la partecipazione dello chef Antonello Colonna

Il commento dello chef Antonello Colonna per la nostra testata. “Userò una metafora marittima per descrivere la situazione. Sostengo questa marcia pacifica e legittima, è il frutto di una rivendicazione giusta, che chiede agli organi amministrativi di fare almeno chiarezza. Se non possono esserci soluzioni immediate, almeno occorre dare indicazioni precise. Siamo una nave senza rotta, e hanno il dovere di dirci come fare a non finire contro gli scogli”.

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Lo chef Antonello Colonna
 
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