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06 Luglio 2020

Pubblicato il

Scuola è integrazione

La Scuola? I bambini non votano, per questo i politici non se ne curano

di Antonio Guidi

Da neuropsichiatra infantile propongo una riflessione sugli effetti dell'interruzione scolastica

scuola vuota
scuola vuota

In questo strampalato periodo di convivenza con un virus che si diffonde nel mondo emergono i più vari vizi e virtù del nostro altrettanto strampalato paese. Accenno soltanto al fatto che si dovrebbe parlare degli errori sulle cifre nel calcolo dei contagiati e del decessi, niente affatto inoppugnabili. Invece si parla di tutto, negozi, aziende, fabbriche, trasporti, ma non della cosa più importante: la Scuola.

La scuola l’azienda più importante del paese che dalla tappa storica dall’alfabetizzazione in poi, mobilita immense risorse e capta tutti i giovanissimi cittadini per tentare di preparare il loro futuro individuale e soprattutto collettivo e sociale. Quel futuro che determinerà le scelte politiche, sociali, ambientali e sanitarie anche.

Cos’è davvero la Scuola

Le scuole sono sospese ma le alternative raffazzonate non si spingono oltre il proporre programmi web per il cosiddetto insegnamento. È una dimenticanza spaventosa. Ma dato che i bambini non votano sembrano a molti politici meno importanti dei loro genitori. Quando ero presidente Anci feci fare un manifesto che recitava “Ancora non votiamo ma voteremo”. Voglio dire che c’è un grande equivoco: la Scuola non è l’agenzia pubblica o privata dove si insegna, o un parcheggio, ma è quel luogo dove ogni bambino, anche immigrato o disabile, o con sensibilità particolari, trova il suo spazio di crescita ed espressione. Non solo apprendimento del programma ma il luogo dell’integrazione e crescita livello psico fisico, dove ogni piccolo umano può misurare se stesso immerso nel mondo.

Scuola, luogo di integrazione

Il contatto fisico, la collaborazione con i coetanei attraverso la vicinanza, il tatto, il contatto, l’aiuto, lo scambio, il confronto, questo è Scuola. In un passato anche piuttosto recente il bambino si trovava in una famiglia allargata, fatta di diverse generazioni, tanti cugini, nonni, poteva inventare regole del gioco e prepararsi alla crescita. Oggi con la famiglia nucleare o mono nucleare l’integrazione si spezza. Oggi un bambino non capisce neppure chiaramente il perché di questa interruzione brusca, ma recepisce di un nemico invisibile e spaventoso. Un bambino oggi vede la conta dei morti e immagini di ospedale. Se poi ha la fortuna di poter uscire, vede adulti con le mascherine e distanti per paura. Una sorta di maschera inquietante dove tutti sono nemici e il contatto è antagonista. Bisogna dialogare con i nostri figli e spiegare loro cosa sta succedendo. Anche questo è Scuola.

Scuola e disabilità

Vorrei anche dire molto sulla situazione disastrosa che la sospensione scolastica ha determinato sulle infinite disabilità fisiche, precettive, cognitive, emotive. Se già per i bambini con handicap era difficile l’integrazione nella scuola, ora è una catastrofe. Non vi sono insegnamenti differenziati per loro ne maestre di sostegno previste che possano recarsi a casa per lo studio e il mantenimento di un legame con il mondo esterno. La mancanza della scuola e trascurare il suo ruolo e i sui scopi è quindi la più grave dimenticanza di questa pandemia.

 
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