Italiani in fuga al Nord ma Milano perde fascino

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Un’analisi effettuata dai bilanci del 2021 ci mostra che la maggior parte degli italiani decide di lasciare il Sud per trasferirsi in grandi città del Nord principalmente. Rispetto al 2019 Milano perde terreno, Trieste diventa la città più scelta nel 2021. La città che ricopre l’ultima posizione è Crotone.

I dati Istat

Molti più italiani hanno scelto nel 2021 di trasferirsi nella città di Trieste, si conta che ci siano sei residenti di altri Comuni ogni mille abitanti. Anche città come Piacenza, Bologna, Pavia, Ferrara ottengono un risultato positivo dalle analisi.  La situazione risulta invece più complessa al Mezzogiorno dove vengono effettuate minori iscrizioni anagrafiche. Crotone, infatti, si trova in fondo alla lista, perdendo 7,1 residenti ogni mille abitanti. Guardando il grafico, effettuato nel periodo precedente alla pandemia, ci viene mostrato quali sono le province che hanno perso più residenti di tutti, e quelli che invece ne hanno acquistati. Il virus, infatti, ha rivoluzionato le scelte e le priorità di vita di numerose famiglie.

Le ragioni sono molteplici per il cambio di città ma solitamente c’è chi si trasferisce per lavoro, chi per motivi di studio o per una scelta di vita. Gli spostamenti interni dal 2020 sono cominciati a riprendere dopo il fermo dovuto alla pandemia. Nel 2020 si sono registrati quasi 1milione 334 mila trasferimenti interni, nel 2021 i trasferimenti hanno superato invece il milione 400 mila, numeri ancora notevolmente inferiori al pre- pandemia. Milano, per esempio, ha registrato un incremento del 3,8% di cancellazioni anagrafiche rispetto al 2019.

Sono state ridotte dell’8,2% anche le iscrizioni anagrafiche di nuovi cittadini provenienti da altri territori italiani. Non stupisce come Milano per la prima volta dopo anni abbia visto un rallentamento rispetto le altre città. Al contrario, le iscrizioni nel periodo pre-pandemia, le iscrizioni in città come Enna e Trieste risultano notevolmente in crescita, soprattutto la seconda che ha la capacità di attrarre nuovi residenti.

Al Sud

Nel capoluogo siciliano, il saldo finale risulta invece negativo, dovuto alle continue cancellazioni. Rallentano i trasferimenti dal Sud in generale, anche se i risultati sono sempre deludenti. Nel dettaglio sono 389mila gli individui che hanno lasciato lo scorso anno un comune meridionale per trasferirsi in un altro comune italiano, mentre sono 339mila quelli che hanno eletto un comune meridionale quale luogo di dimora abituale.

Tale dinamica ha generato un punteggio negativo pari a 49mila unità, -2,5 ogni mille abitanti, in peggioramento. La situazione risulta più sfavorevole in Basilicata (-4,8 per mille) e Calabria (-4,4 per mille), seguite da Molise (-3,9 per mille) e Campania (-3,2 per mille). A Crotone e Reggio Calabria si registra la frenata più brusca, in generale calano di più “le fughe” dal Sud verso altri Comuni. Oltre a Enna anche Foggia, Brindisi e Avellino hanno iscrizioni in aumento.

Dai dati Istat emerge inoltre che i saldi migratori interregionali sono abbastanza costanti nel 2021, sebbene in termini assoluti i trasferimenti interni siano aumentati.

L’istituto di ricerca riporta: “In attesa dei dati definitivi attraverso i quali sarà possibile leggere le traiettorie tra i luoghi di origine e destinazione si potrebbe supporre che i12021 si sia caratterizzato principalmente per una forte crescita dei trasferimenti di residenza di medio-breve raggio, ossia intraregionali e intra-provinciali”.

Dopo la pandemia

La pandemia ha accelerato la fuga dalle grandi città metropolitane e spinge a traslocare dai piccoli paesi di nei più serviti centri urbani di provincia. Ad uscirne vincenti sono le “città a 15 minuti”, o ” 5 minuti”, dove le comodità e i servizi si trovano sotto casa, in una dimensione urbana dove tutto è più accessibile.

Il risultato che Milano, Roma e Torino perdono residenti a favore di città più piccole e fuori dal centro ma ben collegati. Per questo motivo, città come Pescara e Pordenone conquistano cittadini.