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08 Dicembre 2021

Pubblicato il

Povera Patria

Intervista a Nunzia Schilirò, sospesa per meriti in un Paese che nega i diritti

di Anna Mirabile
"Ho paura che il dissenso non sia più ammesso e io ne sono l’emblema. Sono sospesa e rischio di perdere il lavoro" racconta Nunzia Schilirò
Nunzia Alessandra Schilirò
Nunzia Alessandra Schilirò

Su Nunzia Alessandra Schilirò (Nandra per gli amici), si è scatenata la bufera perché ha voluto difendere lo stato di diritto, sempre più messo in discussione dagli ultimi avvenimenti del nostro Paese. La vicequestore, donna brillante con uno spirito da guerriera, da sempre impegnata in battaglie per la difesa delle donne, stavolta ha subito lei una violenza. Insieme a tutti coloro che respingono le ingiustizie.

Il clamore su Nunzia Schilirò dalla manifestazione No Green Pass del 25 settembre

La piazza dove prese la parola come cittadina, per difendere il futuro dei suoi figli e della Nazione che ama, le è costata una sanzione disciplinare. Sospesa per aver espresso la sua opinione sul palco del 25 settembre, in una grande manifestazione a Roma contro il Green pass. Il marchio della discriminazione. Sospesa per troppi meriti in un Paese dove valere, disturba. Sospesa da uno Stato che a volte lascia liberi mafiosi, delinquenti, spacciatori e criminali, ma che subito ha condannato lei.

All’ esilio professionale. Temporaneo, ma in ogni caso ingiustificato. L’abbiamo avvicinata per un commento su quanto accaduto a Trieste, dove i portuali inermi, pacifici e con il rosario in mano, sono stati affrontati con la prepotenza di uomini in divisa senza onore. Strappati dal diritto di manifestare in un territorio internazionale che le forze armate italiane non avevano il diritto di violare.

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Intervista a Nandra sui fatti di Trieste

Abbiamo assistito a scene di guerriglia disarmanti. La legge 953 europea contro la discriminazione non è bastata per fermare il green pass. Neppure i Trattati Internazionali sono serviti per proteggere i manifestanti e i lavoratori marittimi in un territorio inviolabile. Cosa ci dobbiamo aspettare?

Non ti nascondo che mi sono quasi messa a piangere, vedendo quello che è accaduto ieri. Il momento storico che stiamo vivendo è di una gravità senza precedenti. Questa è la ragione che mi ha spinta a salire su quell’ormai famoso palco del 25 settembre a Roma. Pertanto mi risulta difficile commentare quelle scene perché io sono sempre un poliziotto sospeso, oltre che una libera cittadina e non mi riconosco in ciò che accade. Non riesco a capire, mi sembra di vivere in un mondo alla rovescia e i fatti di Trieste lo confermano.

I sindacati dovrebbero proteggere i lavoratori: nella mia mente affiora l’immagine dell’abbraccio fra Landini e il Premier. Dopo le immagini raccapriccianti dello sgombero dei portuali, i politici hanno dichiarato che il green pass è una grande misura e che tutta l’Europa ammira. Io vorrei dire a questi signori che la realtà è molto diversa. E che non a caso, siamo l’unica Nazione ad avere adottato il lasciapassare in questa forma. Tant’ è che un mese fa la Corte Costituzionale spagnola ha dichiarato l’illegittimità del certificato verde.

Quindi non è reale quello che dicono. Abbiamo un grande problema legato all’ informazione. Ieri ho sentito riferire in certe trasmissioni che i manifestanti avevano aggredito la polizia. Non c’ era un’immagine che lo testimoniasse. Io ho visto manifestanti a terra colpiti dagli idranti, ho visto lacrimogeni sui lavoratori inermi e una donna in gravidanza ferita al volto. Non c’è traccia invece di quello che racconta certa tv.

Quali considerazioni ne conseguono?

Il mio terrore più grande è rappresentato dalla paura che il dissenso non sia più ammesso. Io ne sono l’emblema. Sono sospesa e rischio di perdere il lavoro, equiparata ad una terrorista, quando alcuni miei colleghi con una sentenza passata in giudicato per i fatti del G8 di Genova, o che hanno commesso reati, anche gravi, sono in servizio.

Un nonsense che dovrà lasciare spazio alla verità prima o poi.

Il problema è che siamo una minoranza. Chi è vaccinato dichiara di essere favorevole al green pass, ma non è in grado di spiegarne le motivazioni. Non percepiscono il pericolo che rappresenta per tutti noi. E’ questo il punto dolente. Si dichiarano favorevoli quasi fosse un credo religioso.

Ravvisi un fanatismo in certe dichiarazioni?

L’ Italia non si è fermata come mi sarei immaginata. A parte il caso dei portuali, loro hanno un potere contrattuale che nessun’ altra categoria di lavoratori possiede. E’ chiaro, dal punto di vista di chi comanda, che la loro protesta va fermata anche perché colpisce una zona nevralgica.

Non è inquietante che sia stata violata una norma internazionale?

Temo che ci siano accordi perché gli appelli fatti da me e da altri all’ Unione Europea sono caduti nel vuoto, inclusi quelli presentati alla Corte dell’ Aja. Come mai nessuno ci risponde? E se ci fosse un accordo? Il Porto, pur essendo stato occupato, non era sbarrato. L’accesso non era impedito. Se la protesta è iniziata il venerdì perché hanno atteso per intervenire? Stefano Puzzer e gli altri a un certo punto hanno preso la decisione di presidiare il Porto.

Forse perché per sostituire i lavoratori che rifiutavano il green pass, ne erano stati assunti altri che comunque non lo possedevano esattamente come loro? E’ da verificare, ma ho questa sensazione, ma non sono ancora riuscita a parlargli. Non voglio essere provocatrice, ma la prima comunicazione dell’incontro con il governo era fissata per il 30 ottobre durante il G20. Allora ho pensato con ironia: perché non riceverli direttamente a Natale?

Il 23 ottobre Stefano Puzzer sarà ricevuto dal Ministro Patuanelli, è un traguardo?

Lui è di Trieste. Io l’ho vista come: torna a casa e si occuperà dei suoi concittadini.

Toglieranno questo passaporto sanitario della discordia a breve?

Io prego tutti i giorni perché ciò si realizzi. Non credo che il decreto verrà convertito in legge dello Stato. Anche la disaffezione dei cittadini al voto mi pare indicativa.

Quale scopo ravvisi nei comportamenti della politica? In certi annunci di Sorgi e Toti?

Creare divisioni. Portare il popolo all’esasperazione. C’è il rischio di una guerra civile. E’ una mia paura che spero sia infondata. Se cade Draghi cosa succede? Spero di sbagliarmi. Spero che questo resti un mio timore.

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Lunedì non si aspettavano che tante telecamere riprendessero le immagini dello sgombero del porto che hanno fatto il giro del mondo. Io credo che ci sia un disegno più grande. Il grande reset. Trieste mi ha preoccupato. Certe cose non le ho mai viste accadere. Non sarei mai entrata in polizia, se le scene a cui ho assistito, si fossero presentate negli anni passati.

Fra i commenti di Lamorgese: l’agente in borghese, verificava la forza ondulatoria del blindato. Verificava la stabilità. E in aula è scoppiata la bagarre. Cosa possiamo aggiungere? Il Ministro ha rispedito ogni accusa al mittente.

Le parole della Ministra si commentano da sole.

Francesca Donato a Strasburgo davanti agli occhi sbarrati della Von Der Leyen ha chiesto aiuto all ‘ Europa per le discriminazioni che i non vaccinati stanno subendo, parlando di diritti umani calpestati. Potranno ancora voltarsi dall’altra parte?

Sono contenta, finalmente una donna che si occupa di politica e che ha un ruolo importante difende la nostra “Povera Patria” per dirla con le parole del grande Maestro Battiato.

 
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