14 Giugno 2021

Pubblicato il

Lo sapevate che...

Il nuovo bonus per le partite IVA: a chi va e a quanto ammonta

di Redazione

Il nuovo bonus per le partite IVA è un contributo a fondo perduto per le imprese e i liberi professionisti con un tetto di 150mila euro

bonus partite iva
Bonus partite iva

Lavorare con una partita IVA è diverso rispetto ad avere un impiego da lavoratore dipendente. I titolari di partita IVA sono una macrocategoria che racchiude professionisti di tutti i tipi, dagli avvocati agli artigiani, i quali effettuano prestazioni di lavoro autonomo nei confronti di un altro soggetto giuridico o fisico che nel rapporto che si va a creare si chiama committente e non datore di lavoro. La gestione di questa particolare modalità lavorativa è specifica dell’Italia: infatti la partita IVA all’estero, come spiegato nel dettaglio sul sito icribis.com, è disciplinata in maniera differente a seconda del paese in cui si opera.

È innegabile che in questo periodo di difficoltà economica dovuto alla pandemia è stata tra le categorie di lavoratori più colpiti in tutto il mondo. Per questo il nostro paese ha pensato a una serie di aiuti, tra cui uno speciale bonus concesso dal Governo nel decreto Sostegni: vediamo come funziona.

Chi può fare domanda

Il nuovo bonus per le partite IVA è sostanzialmente un contributo a fondo perduto per le imprese e per i liberi professionisti con un tetto massimo di 150mila euro. I requisiti necessari per poter usufruire di questa misura sono: essere residenti o stabiliti in Italia; non aver chiuso la partita IVA prima del 23 marzo 2021 e averla comunque aperta prima del 24 marzo 2021; non aver conseguito un ammontare di ricavi o compensi superiori ai 10 milioni di euro nel corso dell’anno 2019.

Aver subito un calo del fatturato di almeno il 30% nel 2020 rispetto al 2019 oppure aver attivato la partita IVA a partire dall’1 gennaio 2019. Sono esclusi alcuni soggetti specifici, come gli enti pubblici indicati all’art. 74 del Tuir e gli intermediari finanziari e le società di partecipazione di cui all’art. 162-bis del Tuir.

I contributi previsti

Se si rientra nei parametri sopra citati si può fare domanda a partire dal 30 marzo 2021 e fino al 28 maggio 2021, esclusivamente in modalità telematica tramite il portale dell’Agenzia delle Entrate, dove si potrà poi seguire l’elaborazione e l’esito finale della richiesta. L’importo del contributo è compreso tra un minimo di 1.000 euro per le persone fisiche – 2.000 euro per quelle giuridiche – e un massimo di 150mila euro.

Per capire quale sarà l’effettiva entità dell’aiuto economico, bisognerà confrontare la media mensile del fatturato e dei corrispettivi degli anni 2020 e 2019, alla cui differenza andrà applicata una percentuale più o meno alta a seconda dell’entità dei ricavi e dei compensi del 2019. Ad esempio, se i ricavi e i compensi del 2019 non superano i 100mila euro, l’importo del bonus sarà il 60% della differenza tra la media mensile del fatturato mensile del 2020 e quella del 2019, mentre se ricavi e compensi vanno dai 5 ai 10 milioni di euro (tetto massimo per richiedere l’aiuto) il bonus varrà il 20% di quella stessa differenza.

Si tratta quindi di uno strumento concreto molto utile per chi ha visto diminuire il proprio fatturato e che, chi ancora non l’ha fatto, farebbe bene a sfruttare subito visto che manca poco alla sua scadenza.

 
Vuoi la tua pubblicità qui?

Condividi questa notizia per primo

Scorri lateralmente questa lista

Seguici per rimanere aggiornato

Sostieni il nostro giornalismo


Nessun commento