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03 Luglio 2022

Pubblicato il

A lezione dalla blogger

Il Codice Ratzinger e Ann Barnhardt: la blogger che ne sa più di papa Benedetto XVI

di Andrea Cionci
C’è un’inchiesta giornalistica chiamata “Codice Ratzinger“ che è durata due anni e ha richiesto circa 800 ore di lavoro
Papa Benedetto XVI (ritratto)
Papa Benedetto XVI (ritratto)

C’è un’inchiesta giornalistica chiamata “Codice Ratzinger“ che è durata due anni, ha richiesto circa 800 ore di lavoro, si è avvalsa della collaborazione di una ventina di specialisti, molti di rango universitario.

Papa Benedetto XVI (ritratto)
Papa Benedetto XVI (ritratto)

La lettera inviata a Papa Benedetto XVI

L’indagine, non smentita nemmeno dal Santo Padre Benedetto XVI quando ha risposto per lettera all’autore, si è dipanata per 200 articoli su testate nazionali italiane che contano alcuni milioni di lettori ed è stata condensata in 60 capitoli web. Ora viene raccolta in un volume di 340 pagine, in libreria fra pochi giorni.

L’autore dell’inchiesta invia a una blogger americana, (che si occupa della stessa questione) due cortesi lettere pubbliche e una personale – più un’intervista premurosamente sottotitolata in inglese – per dibattere pacificamente di un tema molto grave che può segnare per sempre le sorti della Chiesa cattolica e del mondo.

Ovviamente, parliamo di Miss Ann Barnhardt e dello scrivente, il quale non ha particolari problemi a fare nomi e cognomi.

Tuttavia, la signorina non ha mai risposto, né in pubblico, né in privato e, piuttosto, si limita a:

1) dileggiare indirettamente e con sarcasmo le argomentazioni dell’interlocutore senza mai nominarlo e senza rispondergli direttamente;

2) ad appoggiarsi entusiasticamente ad obiezioni altrui senza essere capace di produrne di proprie e inedite;

3) a rifiutare qualsiasi “ingaggio dialettico” sulle frasi più evidenti con cui Benedetto XVI ci fa capire la sua sede impedita;

4) a ripubblicare, per tutta risposta, un suo vecchio articolo del 2019 che ripete ancora la teoria per cui Il Santo Padre Benedetto XVI non sapeva fare il suo mestiere tanto che, a 78 anni, dopo circa 60 di carriera ecclesiastica, ancora non aveva capito bene quale fosse il ruolo del papa.

Il papa è uno solo

Meno male che glielo può insegnare Miss Barnhardt: magari si potrebbe organizzare un ciclo di ripetizioni private per il Santo Padre. E anche lo Spirito Santo potrebbe porgere un orecchio, già che ci siamo, visto che avrebbe abbandonato Benedetto proprio sul più bello.

Decisamente notevole il fatto che, per la blogger, la frase di Benedetto “il papa è uno solo” ripetuta da 9 anni, senza mai spiegare quale, sarebbe “gnosi”, cioè un sapere esoterico e complesso destinato solo a pochi iniziati.

Secondo il più noto pedagogista italiano, il dott. Daniele Novara, un bambino di otto anni è in grado di comprendere un indovinello del genere: “La mamma chiede a Luigino: hai mangiato tu la torta o tuo fratello?” E Luigino risponde: “E’ stato uno di noi due”. Il bimbo di otto anni può facilmente comprendere, senza attingere al Pimandro di Ermete Trismegisto, che Luigino ha qualcosa da nascondere: è stato lui e non vuole, o non può ammetterlo.

Il Codice Ratzinger e la sede impedita

Papa Benedetto parla così perché – come ammette la stessa Barnhardt – lui non ha abdicato validamente. Di fatto, una perdita fattuale del ministerium, può avvenire solo in caso di sede impedita, cioè di prigionia del papa. Forse sarà per questo che Ratzinger parla con un linguaggio appena velato e non può esprimersi liberamente? Mah? Chissà.

Dobbiamo però arrenderci all’evidenza. Per Miss Ann Barnhardt, tali pronunciamenti del papa rappresentano effettivamente un sapere misterico, un arcano alchemico, irraggiungibile con mezzi razionali. Dal suo punto di vista, almeno, è sicuramente così: pura gnosi. Va bene, rispettiamo la sua percezione e la salutiamo con simpatia.

Il dibattito, continua, comunque, con tutti gli interlocutori qualificati, educati, collaborativi, interessati alla verità oggettiva sulla Magna Quaestio e capaci di condurre uno scambio razionale di idee con la serietà e il rigore che la gravissima situazione impone.

 

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