Vuoi la tua pubblicità qui?
22 Ottobre 2020

Pubblicato il

Via ufficiale da Palermo

Parte il Giro d’Italia “delle foglie morte”: ripartenza o focolaio di polemiche?

di Enrico Salvi

Con il via ufficiale dalla Sicilia, il Giro dall'insolita veste ottobrina vuole riportare lo sport a contatto con la gente. Tra bolle, protocolli e buonsenso, una prova anti-Covid per tutti noi

Giro d'Italia
Filippo Ganna, Giro d'Italia

Non è maggio ma è come se lo fosse a Palermo. Con temperature estive (38°, vento di scirocco e purtroppo qualche principio d’incendio) è partita la 103° edizione del Giro d’Italia. Un Giro diverso, partito nella “tropicale” Sicilia d’ottobre ma che tra poco più di due settimane dovrà fare i conti con freddo e neve per salire sullo Stelvio. La voglia di far tornare lo sport a contatto con le persone, passando come da tradizione sotto casa dei tifosi. Un passaggio inusuale perché tra strade con le foglie morte sul ciglio, un’ulteriore incognita per i corridori.

Tra le tante incognite una grande certezza: Filippo Ganna. Il verbanese, dopo l’ultima tappa della tirreno-Adriatico e dopo il Mondiale a cronometro conquistato ad Imola 8 giorni fa, prosegue nel suo periodo magico e trasforma la sua prima uscita in maglia iridata in maglia rosa. Un dominio nella cronometro da Monreale a Palermo, per 15 km alla velocità monstre di 58,8 km/h di media.

Il Giro d’Italia sfida il Covid: parallelismi con Tour e Serie A

Ma in questa corsa Rosa, che dopo il weekend prima scalerà l’Etna e poi si appresterà a risalire la penisola dal versante adriatico, la vera incognita per tutti sarà il Covid. In Francia ci sono state diverse polemiche scaturite dal passaggio del Tour de France: alla partenza da Nizza i nuovi casi giornalieri (su media settimanale) erano 4932, all’arrivo in una Parigi blindata poco più di 10mila, il doppio. Si sono viste persone assiepate sulle salite che tifavano i corridori senza mascherine, altre salite chiuse per evitare assembramenti.

Tra i protagonisti solo il direttore della corsa (Christian Prudhomme) è stato infetto per una settimana. Insomma, la sfida del Covid internamente è stata vinta, grazie a rigide norme di bolla e protocolli, mentre al di fuori i problemi sono aumentati. Sarà questa la grande sfida per un’Italia i cui casi stanno per superare il limite dei 3mila quotidiani: il rischio concreto è che in un’Italia dalla polemica facile, il Giro possa diventare “focolaio” anche di critiche, facendo arrabbiare i tifosi del calcio che possono andare solo in mille allo stadio.

Il tutto però, in una settimana dove la bolla della Serie A è definitivamente scoppiata: il focolaio del Genoa arrivato a quota 17 giocatori infetti, i 2 del Napoli avversaria del Grifone domenica scorsa e prossima avversaria della Juve, che in questi minuti ha isolato la squadra per due membri dello staff positivi. Genoa-Torino già rinviata, Juve-Napoli a 24h dal fischio d’inizio ancora lievemente a rischio.

Vuoi la tua pubblicità qui?

Insomma, tra tamponi, bolle, protocolli e soprattutto responsabilità individuale, Giro e Serie A fungono da enormi banchi di prova per testare l’Italia intera in questo caldissimo autunno in attesa del vaccino.

Vuoi la tua pubblicità qui?
 
Vuoi la tua pubblicità qui?

Sostieni il nostro giornalismo


Nessun commento