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Farmaci “introvabili”, sono 3200 in Italia e molti sono quelli da banco

Si tratta di carenze temporanee dovute all’inflazione, alla crisi geopolitica e altri fattori complessi

Farmaci

In Italia ci sono circa 3.200 farmaci “introvabili” o comunque difficili da reperire: lo dice il più recente report dell’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco. Essa infatti che pubblica ciclicamente sul proprio sito ufficiale, la lista dei farmaci temporaneamente carenti.

Farmaci temporaneamente introvabili

Il documento è aggiornato al 5 gennaio 2023, e tra i farmaci difficili da reperire ce ne sono diversi molto comuni e da banco. Ad esempio l’antibiotico Augmentin, l’Aspirina, l’Amoxicillina, il Clenil per aerosol, il Malox per lo stomaco, lo sciroppo Mucosolvan e le caramelle per il mal di gola Neo Borocillina. E ancora il Fluifort, il Gaviscon, l’Ibuprofene Lasix, l’antinfiammatorio Nurofen, i gastroprotettori Omeprazolo e Pantoprazolo e anche la Tachipirina.

Nelle farmacie italiane si accusa la carenza di alcuni dei farmaci più utilizzati come antinfiammatori, antipiretici, diversi tipi di antibiotici, cortisonici per l’aerosol, prodotti per la tosse. Si aggiungono alla lista anche i farmaci antipertensivi e per patologie croniche come gli antiepilettici.

Federazione Ordini farmacisti: restiamo punto di riferimento per i pazienti

Andrea Mandelli, il presidente della Fofi, la Federazione degli Ordini dei farmacisti Italiani, ha dichiarato a questo proposito:

“Si tratta di una questione complessa che riguarda da vicino la salute delle persone. “Per questo va affrontata al più presto e secondo una visione di sistema, tenendo conto dell’attuale contesto economico ed energetico che incide sui costi di produzione e distribuzione dei farmaci, beni per i quali non sono possibili fluttuazioni del prezzo che è deciso dallo Stato”.

“Mi preme sottolineare che i cittadini non vengono mai lasciati soli. I farmacisti restano un punto di riferimento insostituibile per informare e orientare i pazienti, ance suggerendo l’utilizzo di farmaci equivalenti e alternative della stessa classe terapeutica” ha concluso.