13 Giugno 2021

Pubblicato il

Esce “Mediterraneo” di Sergio Nazzaro, disegni di Luca Ferrara

di Redazione

Intervista a Sergio Nazzaro, autore del libro, coadiuvato da Luca Ferrara per i disegni

Immersi da mesi in un clima da campagna elettorale perenne in cui la cifra distintiva della discussione collettiva è rappresentata dalla semplificazione esasperata dei temi più complessi che affliggono la nostra società, appare quanto mai provvidenziale il lavoro di Sergio Nazzaro e del fumettista Luca Ferrara pubblicato dalla Round Robin Editrice e realizzato in collaborazione con la Croce Rossa Italiana. “Mediterraneo”è il titolo, un libro in cui le immagini prendono il posto delle parole. Oltre 100 pagine di tavole colorate che raccontano la storia di Amalia, una bambina del mondo mediterraneo, rimasta senza famiglia a causa degli assurdi e crudeli massacri portati dalle guerre che si consumano a poche miglia dalle coste dell’Italia meridionale. C’è solo il suo amico Giufà che può riconsegnarle una parvenza di vita che la aspetta in Italia, terra sicura,  meta del viaggio intrapreso da Amalia attraverso il Mediterraneo.

Un viaggio spettrale come quello delle centinaia di migliaia di uomini donne e bambini che negli ultimi 20 anni hanno attraversato quel lembo di mare, perdendo la vita, per trovare una speranza sulle coste dell’Italia e dell’Europa. Solo che nella traversata di Amalia il mare non c’è più. Si è ritirato è scomparso ed ha lasciato sul fondale di sabbia arida corpi, cadaveri relitti. Il Mediterraneo è diventato un deserto i cui le navi viaggiano sospese su fili che collegano pezzi di terra, una volta isole. Immagini forti, metafore intense che lasciano il segno. “La letteratura in questo invece può agire, risvegliando le coscienze per costruire una nuova consapevolezza umana”  scrive Francesco Rocca, Presidente della Croce Rossa Italiana nella sua prefazione al libro. Ciò che colpisce di questo libro illustrato è anche la fervida immaginazione con cui si è costruito lo scenario del viaggio di scoperta e disvelamento intrapreso dalla protagonista, una immaginazione capace di portare in superficie con precisione chirurgica tutto ciò che ogni giorno cerchiamo, anche senza volerlo, di nascondere alla nostra coscienza. Come è nata l’idea di questo libro lo chiedo all’autore Sergio Nazzaro: “Ho immaginato cosa sarebbe mai successo se il Mar mediterraneo avesse ritirato le proprie acque per la vergogna di quanto sta succedendo. Mi sono chiesto cosa avremmo mai trovato sul fondo".

”Perché affrontare un tema così complesso attraverso una narrazione per immagini?“ Perchè volevo mostrare un mare diventato un deserto, mostrare queste isole che diventano speroni altissimi di roccia da scalare per giungere alla salvezza. Soprattutto ho voluto togliere le parole, perchè troppo è stato detto. Creare un libro di silenzi e soprattutto un testo che può attraversare i confini ed essere letto da tutti perchè non ha bisogno di nessuna traduzione, merito dello straordinario lavoro di Luca Ferrara e delle sue tavole intense e vive". 

Per noi italiani, europei che viviamo lontani anni luce dalla realtà di chi scappa dalla guerra e dalla disperazione, esiste un giusto approccio anche solo per decifrare e comprendere davvero le tragedie che si consumano ancora oggi nel Mediterraneo? “Personalmente non credo, c'è bisogno di tornare con la memoria al dopoguerra per riconoscere certi stati d'animo e ferite che sono terreno comune con i migranti di oggi". 

Il caso del piccolo Aylan in Italia si è trasformato esclusivamente in una disputa se fosse corretto o meno pubblicare quella foto. Che cosa significa? ”Che si discute solo per il gusto di farlo e non si riflette mai sul dolore e la morte. Aylan era un bambino morto affogato perchè scappava dalla guerra, ma lo abbiamo dimenticato in fretta". 

Questo libro proprio ora, vuole e può rappresentare una risposta ed un invito a riflettere in un momento in cui populismi e nazionalismi sembrano dilagare come unica soluzione e risposta alle criticità che le società complesse ci mettono di fronte? “Mi auguro che ponga come riflessione che il Mediterraneo da culla di cultura, sia diventato frontiera e paura, ma soprattutto un cimitero. Eppure la nostra richezza è nelle diverse razze, idee, religioni. La ricchezza culturale e spirituale dipende dalla sua complessa stratificazione. Se un mare diventa cimitero è un fallimento dell'umanità che si affaccia su quelle coste, e non solo”.

“Mediterraneo”, che è stato presentato in anteprima durante il Comicon di Napoli, è già nelle migliori librerie.

 
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