Emergenza rifiuti a Roma. Cara Sindaca, non dipende solo dal rogo del Tmb

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Se ci fermiamo all’immediato, Virginia Raggi dice cose sensate. Replica agli attacchi di questi ultimi giorni e si appella all’emergenza causata da un fatto imprevedibile, e forse addirittura doloso, come l’incendio del Tmb Salario.

“Ho letto dichiarazioni e articoli un po’ bizzarri – esordisce la Sindaca – È andato a fuoco un impianto che gestiva un quarto dei rifiuti indifferenziati di Roma Capitale, sulle cause c’è la magistratura che sta indagando”.

Premesso questo, si mostra giustamente pragmatica: “Io dico che bisogna risolvere il problema. La mia preoccupazione è che Roma sia pulita nel più breve tempo possibile”. E aggiunge: “Ho già sentito la cabina di regia che è stata costituita da Ama e dagli uffici tecnici del Comune e della Regione e so che stanno lavorando anche oggi per trovare la soluzione per gestire le tonnellate di rifiuti [non più assorbite dal Tmb Salario]”.

Emergenza rifiuti: la soluzione spetta a chi governa

Tutto vero. Ma a condizione, appunto, di limitarsi all’oggi. Se invece allarghiamo un po’ la prospettiva, allora le cose cambiano parecchio. E cambiano parecchio le valutazioni.

Allo stesso modo, dovrebbe cambiare l’atteggiamento di Virginia Raggi. Che sembra dimenticare un po’ troppo spesso che non è appena arrivata al Campidoglio, ma che al contrario ha ormai superato il giro di boa di metà mandato. Giunti a questo punto, ribadire gli obiettivi teorici non basta più.

Le stesse affermazioni che di per sé stesse sono ineccepibili, tipo la succitata “La mia preoccupazione è che Roma sia pulita nel più breve tempo possibile”, si sgonfiano miseramente di fronte alla realtà: la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti sono ancora ben lontani da una soluzione adeguata. E lo erano anche prima dell’incendio di martedì scorso.

La questione è complicatissima? Indubbiamente. Chi governa è tenuto a venirne a capo comunque? È indubbio anche questo. Trovare soluzioni è esattamente il compito principale di chi sta in cima. A un’azienda come a una pubblica amministrazione.

Chi svolge funzioni di vertice dovrebbe avere il coraggio di dirlo, almeno ogni tanto: “Su questo problema siamo ancora indietro”. Assumendosi poi la responsabilità del mancato raggiungimento dei traguardi prefissati.

L’impressione, invece, è che con l’andare del tempo anche i rappresentanti del M5S stiano assumendo il pessimo vizio dei loro predecessori. I quali scaricavano sempre la colpa dei propri insuccessi su qualcosa che non dipendeva da loro.

E le dichiarazioni di principio, allora, decadono a dichiarazioni di facciata.

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