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22 Maggio 2022

Pubblicato il

Doppio cognome ai figli: una normalizzazione, non una rivoluzione

di Laura Vasselli
Ai figli verrà assegnato automaticamente il cognome di entrambi i genitori, un atto dovuto che attende da anni il nostro paese
Atto di nascita

Cognome dei figli: l’attribuzione di quello di entrambi i genitori diventa la norma.

Vissuta da molti uomini come un attentato alla consolidata società del patriarcato e acclamata da molte donne come una vittoria femminista, questa normalizzazione della scelta del cognome da imporre ai nuovi bebè è semplicemente un atto dovuto. Oltretutto tardivo rispetto a molti paesi del mondo.

Atto di nascita

Alcuni hanno infatti giustamente osservato che il voler considerare l’allargamento di una possibilità di scelta come una qualche forma di costrizione è semplicemente incomprensibile.

Solo per fare un esempio, molti anni fa, lessi di un umile signore giapponese dal cognome banale che, sposando la facoltosa nobildonna, non ebbe esitazione a rinunciare al proprio cognome in favore di quello della moglie e poi imporlo ai figli; la notizia mi colpì a tal punto che ebbi la sensazione di essere nata in un paese profondamente retrogrado.

E tale è rimasto, costituendone piena prova la patetica ilarità generale che si è scatenata sui social, ove anche italiani e italiane di presunto pregio culturale stanno dando prova di stupore misto alla minimizzazione della consistenza dell’istituto della doppia imposizione del nome ai neonati, peraltro opzionabile dai genitori.

Cognome dei figli: la decisione della Corte Costituzionale

Orbene, partendo dall’elementare presupposto secondo cui per procreare si è in due come mamma e papà (binomio indissolubile in natura), leggendo il testo della comunicazione ufficiale della Corte Costituzionale del 27 aprile 2022, emergono principi fondamentali, inspiegabilmente trascurati nei decenni e rifiutati nelle occasioni in cui si è tentato di farli valere, come diritti personalissimi dell’individuo.

Dove in particolare, è stato precisato che “Nel solco del principio di eguaglianza e nell’interesse del figlio, entrambi i genitori devono poter condividere la scelta sul suo cognome, che costituisce elemento fondamentale dell’identità personale”… e che di conseguenza “La Corte ha ritenuto discriminatoria e lesiva dell’identità del figlio la regola che attribuisce automaticamente il cognome del padre”.

Sovvertendo la regola generale, la Corte ha quindi stabilito che: “…la regola diventa che il figlio assume il cognome di entrambi i genitori nell’ordine dai medesimi concordato, salvo che essi decidano, di comune accordo, di attribuire soltanto il cognome di uno dei due. In mancanza di accordo sull’ordine di attribuzione del cognome di entrambi i genitori, resta salvo l’intervento del giudice in conformità con quanto dispone l’ordinamento giuridico”.

Doppio cognome: una normalizzazione, non una rivoluzione

Per quanto ritenuta “rivoluzionaria”, questa pronuncia ha riportato la questione del cognome alla normalità e volendo puntare in altro, non è poi detto che i nuovi padri intenderanno prevalere nella scelta in danno ai cognomi della future madri e compagne dei loro figli.

Se solo si pensi alla numerosa quantità di istanze per ottenere il cambiamento del cognome da parte di cittadini per ragioni legate a significati corrispondenti a termini ridicoli o cacofonici (ma quanti ne sono stati presi in giro e ancora lo sono nelle scuole?), questa opportunità deve essere considerata una buona occasione per favorire il miglioramento della persona che viene identificata proprio attraverso il suo cognome.

E quindi, i genitori potendo scegliere liberamente i cognomi dell’uno, dell’altro o di entrambi, devono sapere che stavolta la Corte ha già pensato a tutto, ovvero che il bebè porterà automaticamente il cognome di papà e mamma qualora insorga contestazione.

Senza polemizzare sul fatto che comunque, in questo ultimo caso, arriva sempre prima il papà (già qualcuno lo ha eccepito) è bene agire operativamente, nel senso che ci augura che questa legge non si faccia attendere troppo per essere promulgata, anche in ragione dell’ampiezza della richiesta che una gran quantità di neogenitori ha già opzionato.

Per chiudere con un sorriso, divertente è stato un simpatico utente social che, a conferma del dato oggettivo secondo cui mater semper certa est, ha così twittato: “il paradosso è che assegnavamo in automatico il #cognome del genitore sul quale potevano esserci anche dei dubbi”.

 

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