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Dalla Romania in Italia solo per il Reddito di cittadinanza: mega truffa da 116 denunce

Alcuni hanno dichiarato di essere residenti in Italia da oltre 10 anni anche se in Italia non ci avevano mai messo piede

Carabinieri indagini postali

Le indagini sono partite dopo una serie di “operazioni sospette fatte presso gli sportelli postali” di Ozzano Emilia (Bologna). Un numero rilevante di cittadini stranieri a percepire il reddito di cittadinanza, troppi, per passare inosservati. Così i carabinieri hanno iniziato a raccogliere informazioni e più ne accumulavano e più emergeva il quadro complesso di una truffa ben architettata ai danni dell’Inps. Arrivavano dalla Romania solo per riscuotere in Italia il reddito di cittadinanza.

False dichiarazioni per Reddito di cittadinanza, truffa da 300mila euro

I Carabinieri della stazione di Ozzano Emilia, hanno così denunciato 115 rumeni, tra i 18 e i 66 anni, e una brasiliana di 32 anni, per false dichiarazioni per indebita percezione del reddito di cittadinanza.


I coinvolti hanno un’età compresa tra i 18 e i 66 anni e sono stati tutti denunciati per false dichiarazioni per indebita percezione di reddito di cittadinanza.

Alcuni hanno dichiarato di essere residenti in Italia da oltre 10 anni anche se in Italia non ci avevano mai messo piede, oppure erano venuti soltanto per attivare il reddito di cittadinanza.

Persone indigenti che hanno trovato altro modo per mettere insieme il pranzo e la cena? Nemmeno per sogno, alcuni di loro possedevano casa e lavoro, nonché anche auto di grossa cilindrata.
Le operazioni degli agenti sono concentrati adesso al recupero dei 300mila euro percepiti illegalmente.

Non è la prima volta che accade un simile scandalo, già nel mese di giugno nel comune di Pianoro i carabinieri della locale stazione hanno denunciato 27 cittadini stranieri che pur non avendo i requisiti necessari avevano ottenuto il reddito di cittadinanza tramite il CAF di Milano.

Questi fatti di cronaca a danno delle casse dello stato e dei cittadini italiani devono urgentemente portare a ripensare criteri e norme legati alla ricezione di questo tipo di sussidio.

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