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07 Dicembre 2021

Pubblicato il

Dal I Municipio uno stop alla rimozione dei sampietrini

di Redazione
Votata una mozione che chiede di approfondire la proposta nelle sedi opportune

La questione dei sampietrini continua a far parlare di sé. Da una parte sindaco e vicesindaco sembrano soddisfatti della proposta dell'assessore ai Lavori Pubblici di rimuovere i sampietrini dal centro di Roma. Tanto che, a RadioRadio, lo scorso 15 gennaio Marino spiegava: "I sampietrini che verranno tolti dalle grandi arterie di transito come via Nazionale verranno usati per creare aree pedonali nelle periferie" (qui il suo intervento). Anche il vicesindaco Nieri, sul suo profilo Facebook, spiegava: "I sampietrini che saranno rimossi dalle strade del centro destinate alla viabilità daranno vita a 14 piazze, una per Municipio (escluso il primo) completamente pedonalizzate" (qui i dettagli).

Ma l'idea non piace a tutti. Tanto che oggi, dal I Municipio, è arrivato uno stop. Un 'no' a quella che Stefano Tozzi, consigliere FdI-An, considera un'iniziativa "assolutamente fuori luogo partorita dall’Amministrazione Marino", ovvero la rimozione dei sampietrini dal centro storico.

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A volere la mozione votata oggi in Consiglio, sono stati i partiti di opposizione, centrodestra in primis – tra FdI-An, FI e Noi con Salvini. Con l'atto – spiega Tozzi – si chiede di fermare "l’idea folle di chi ha deciso di sventrare la storica pavimentazione in selciato nelle aree di pregio della nostra città, tra cui piazza Venezia e via Nazionale e di avviare una discussione ed un approfondimento della tematica".

Nel documento presentato e votato, infatti, è stato chiesto "di sospendere qualsiasi iniziativa in tal senso e di approfondire l'argomento nelle sedi opportune e ascoltando anche il I Municipio" – aggiunge Tozzi, che conclude: "Non permetteremo a Marino di schiacciare il patrimonio culturale della nostra città".

Soddisfazione anche da parte di Lorenzo Santonocito, consigliere FI in I Municipio: "Finalmente il buonsenso e il riconoscimento della storia hanno avuto ragione su un 'falso modernismo' che dimentica i veri problemi di Roma".

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