24 Ottobre 2021

Pubblicato il

Da genitori III Municipio, firme per inclusione figli disabili

di Redazione
"Denunciamo il problema della discontinuità didattica dei docenti assegnati agli alunni disabili e della loro scarsa preparazione"

"Come Movimento Genitori del III Municipio e dei movimenti cittadini ''Se esce uno usciamo tutti'' ed ''Una scuola per tutti'' stiamo affrontando dall'inizio dell'anno scolastico 2016-17 il problema della discontinuità didattica dei docenti assegnati agli alunni con bisogni educativi speciali e della loro scarsa preparazione relativamente alle esigenze didattiche degli alunni stessi. Ciò sta comportando di conseguenza la scarsa inclusione degli alunni speciali nel contesto scolastico e un disagio che si ripercuote sulle insegnanti curriculari, sul resto della classe e sulle famiglie".

E' quanto si legge nella lettera aperta che accompagna la raccolta firme, nelle scuole di Roma, organizzata dai genitori dei bambini con bisogni educativi speciali per chiedere norme che rendano obbligatori la continuità didattica e la formazione dei docenti specifica sull'handicap.

"Il movimento genitori, nell'ascolto delle famiglie dei bambini disabili e dei normodotati, ha evidenziato un grosso disagio da parte di tutte le parti coinvolte (famiglie,docenti,assistenti alla persona ecc.) che nasce dal ritardo ormai cronico delle nomine dei docenti di sostegno e del non rispetto della continuità che viene sempre delusa con un girare infinito nelle classi di figure molto spesso più dannose che altro.

Altro punto fondamentale su cui porre l'attenzione è quello delle assegnazioni che devono essere concluse già il 1 settembre per garantire la presenza degli insegnanti di sostegno fin dal primo giorno di scuola: la scuola inizia per tutti i bambini, inclusi i disabili. Non è tollerabile, in un paese civile, che a distanza di 3 mesi dall'inizio dell'anno scolastico non sia conclusa la giostra delle assegnazioni e rinunce, costringendo gli insegnanti curriculari a tenere il G.L.H. a metà dicembre senza l'insegnante di sostegno.

Vi sono già state due proposte di legge che potrebbero sanare questa situazione: la n. 2003, presentata il 29 novembre 2006 e la n. 2444 presentata il 10 giugno 2014. Entrambe le proposte di legge presentano due punti fondamentali, ovvero la continuità didattica e la formazione dei docenti di sostegno".

"Riteniamo- si legge ancora- che questi possano essere i cardini legislativi per dare una risposta concreta alle carenze attuali che vanno nella direzione opposta dell'inclusione e del diritto allo studio degli alunni con disabilità. Tale diritto, costituzionalmente garantito, non può infatti essere affievolito o limitato a causa di problemi di bilancio. Né può essere subordinato alla necessità di sanare la precarietà e ricollocare gli insegnanti sul territorio a scapito proprio dei più deboli.

Nella proposta di legge n.2444, come viene evidenziato dall'articolo 1, deve essere attuata una sana integrazione ed il rispetto dei bambini disabili nelle classi di normodotati. Dev'essere garantita la presenza dell'insegnante di sostegno fin dal primo giorno di scuola e tutte le figure che ruotano attorno al bambino dovrebbero avere un''adeguata formazione.

Ricordiamo che le problematiche di un bambino autistico sono diverse da quelle di un bambino con sindrome di Down o con altro tipo di disabilità ed è fondamentale conoscere le modalità relazionali e didattiche specifiche. Per quanto riguarda la continuità scolastica, la proposta di legge prevede un periodo non inferiore a dieci anni nel ruolo di insegnante di sostegno. Questo è un punto fondamentale ma deve essere accompagnato da una obbligatorietà nel seguire il bambino preso in carico per tutto il ciclo scolastico.

Questa obbligatorietà deve essere estesa a tutte le figure che ruotano intorno al bambino disabile per creare quel rapporto di affettività e relazione che dia stabilità al bambino stesso. Come si è visto in questi anni di turnover continuo i bambini hanno avuto difficoltà, disagi e sofferenze che hanno portato i bambini stessi a rifiutare il contesto scolastico e a sentirsi non inseriti e non accolti".

"Non meravigliamoci poi se in alcune scuole – ed il fenomeno sta aumentando soprattutto nelle scuole medie – il problema viene risolto creando le aule di sostegno che rappresentano tutto il contrario di ciò che viene garantito dalla legge n.18 del 2009 che si basa sulla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità che introduce anche in Italia il principio dell'inclusione scolastica.

Come genitori di bambini disabili chiediamo che vengano accolte le istanze qui presentate per garantire ai nostri figli una vera inclusione scolastica attraverso l'approvazione delle proposte di legge e conseguente attuazione della continuità didattica e della formazione specializzata sulla disabilità degli insegnanti di sostegno. Rimaniamo fiduciosi ed in attesa che vogliate accogliere e sostenere le nostre proposte per una scuola più inclusiva siamo a disposizione per un incontro secondo la vostra cortese disponibilità e sollecitudine", conclude la nota.

 

 
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