06 Maggio 2021

Pubblicato il

Covid, professor Remuzzi: “Meglio vaccinare tante persone con una dose che poche facendo il richiamo”

di Redazione

"Non bisogna perdere un minuto. Stiamo vaccinando 400 mila persone a settimana, immaginiamo pure di arrivare a 700 mila. Non basta"

Giuseppe Remuzzi

Il professor Giuseppe Remuzzi, uno dei più importanti medici e ricercatori nel panorama italiano e internazionale ha una sua idea per la distribuzione del vaccino anti-Covid nel nostro paese. Secondo il docente e nefrologo, in questa delicata fase iniziale della vaccinazione di massa, è più importante contare sui numeri che sulla completa protezione dal virus.

La velocità nella campagna vaccinale non è un fattore importante soltanto per tornare alla vita “normale” e far riprendere l’economia (obiettivi non da poco), ma è decisivo per ragioni che riguardano l’immunità di gregge.

Vaccino contro il Covid, la proposta di Remuzzi

Secondo quando riporta un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Remuzzi avrebbe affermato che: “Non bisogna perdere un minuto. Stiamo vaccinando 400 mila persone a settimana, immaginiamo pure di arrivare a 700 mila. Non basta”.

E prosegue “arrivare a 50 milioni di vaccinati a marzo è utopico, ma abbiamo il dovere di avere una strategia a medio termine”. Questo tema però prima di essere prettamente clinico è innanzitutto produttivo ed economico. Infatti secondo il medico occorrerebbe estendere l’accordo per ricevere vaccini anche con altre aziende. Pfizer ha detto da tempo di non riuscire a coprire il fabbisogno e il ritardo di AstraZeneca rischia di vanificare tutto.

Dunque ecco la proposta di Remuzzi “Meglio vaccinare un grande numero di persone con una dose singola che un piccolo campione con due dosi. Si può ipotizzare di non fare il richiamo prima che siano passati 120 giorni. Il livello di protezione indotto dalla prima dose del vaccino è comunque molto alto”. E si domanda: “Con rispetto, mi chiedo, sul Mes non si trovano 2-3 miliardi da destinare a un sito italiano per produrre vaccini?“.

 
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