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Attenzione

Covid-19, virus da disastro nucleare e trascuriamo le malattie più nocive

L’accerchiamento da Covid-19 continua nonostante i decessi si stiano azzerando e la curva dei contagi sia in netta discesa

Covid 19, Ospedale Lazzaro Spallanzani
Covid 19, Ospedale Lazzaro Spallanzani

L’accerchiamento da Covid-19 continua nonostante i decessi si stiano azzerando e la curva dei contagi sia in netta discesa, salvo occasionali aumenti legati al maggior numero di tamponi eseguiti. Un accerchiamento fatto di lunghe file davanti a negozi, banche, uffici postali. Serrande abbassate e timidi accenni di qualche attività che boccheggia e volti imbavagliati da mascherine. Controlli della polizia e presto anche di qualche migliaio di assistenti civici che ci invitano all’autodisciplina e alla responsabilità. Un clima da disastro nucleare. Tutti pronti a dover tornare nei “bunker” se l’allarme rosso dei contagi dovesse tornare a salire.
Della possibilità di affrontare questo nemico, di combatterlo e vincerlo semplicemente curandoci, non ce ne parla nessuno. Nulla ci viene detto sul perfezionamento delle diagnosi.

Covid 19: un vaccino ci salverà, Amen

Tanto meno sulle cure in corso, che si stanno dimostrando efficaci e che in molti ospedali hanno ridotto la mortalità da Covid praticamente a zero.

Nulla che potrebbe darci un po’ di quella forza d’animo di cui abbiamo tutti così bisogno in questo momento. Nulla che possa darci una giusta speranza. Ai conduttori televisivi, tutti iscritti ormai di diritto, e di dovere, al “Circolo della paura”, interessa parlare solo della tragedia che sta oscurando il mondo e che continuerà ad incombere sulle nostre vite fino a quando – frase liturgica che accompagna ogni commiato televisivo – “Un vaccino ci salverà, Amen”.

Traffici sotterranei e cure nascoste

“A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca” diceva Andreotti. E verrebbe da pensare male. Sembra proprio che ci sia il timore, da parte delle Istituzioni, dell’informazione e dei suoi lacchè, che la gente si accorga che dal Covid -19 possiamo guarire facilmente utilizzando tempestivamente le cure che in questi mesi si sono rivelate efficaci. Non sia mai! Che non venga in mente a qualcuno di far passare questa informazione che allenterebbe il clima di terrore nel quale siamo precipitati! Delle cure non si deve parlare. Proprio sul fronte della cura, invece, qualcosa si muove. E si tratta di qualcosa di vergognoso, che striscia all’ombra dei soliti interessi politico-farmaceutici. Anche di questo non sapremmo nulla se non ci fosse il giornalismo d’inchiesta.

I conflitti d’interesse delle virus star

Perché “il Diavolo fa le pentole ma non i coperchi” e qualche giornalista va a ficcare il naso in quelle pentole. E ci trova il malaffare.
Viene fuori così lo scandalo dei test sierologici veloci, quelli col cosiddetto “pungi dito”. In Lombardia, dove ce n’era più bisogno, questi test sono stati boicottati a favore dei test sierologici col prelievo, con reagenti difficili da trovare e con lunghi tempi d’attesa per il risultato. E perché mai? Sembra che la ragione di questa scelta vada ricercata nei soliti motivi di interesse. Quelli col prelievo piacevano di più a un esimio virologo “istituzionale”, che li sponsorizzava nonostante il chiaro conflitto di interessi.

I successi del Dott. De Donno

Ma la terapia c’è. La cura con il plasma iperimmune, che nell’Ospedale di Mantova è stata sperimentata con successo dal Dr. De Donno, ha rappresentato una svolta risolutiva per tantissimi casi. Ed ha anche ottenuto il plauso del mondo scientifico internazionale. Fino ad essere riconosciuta dall’OMS come terapia di Prima Scelta per la cura del Covid-19.
Proprio grazie a un’altra inchiesta, e non alla pubblica informazione, è venuto fuori quanto fossero ridicole e sbagliate le critiche mosse alla terapia con il plasma iperimmune da qualche Virus-Star di troppo, in particolare dal Fazio-so Burioni, Don Chisciotte a caccia di Fake news, con il delirante sogno di ricevere la corona di Imperatore di Trebisonda. Proprio lui, in una delle sue consuete apparizioni in TV, non potendo mettere in discussione la validità della cura, sollevò dei dubbi sull’eccesivo costo. Quando poi gli venne spiegato che il costo era di soli 80 euro, cominciò a sostenere che il trattamento con tecniche industriali avrebbe dato maggiori garanzie. Maggiori garanzie di cosa? Ma di reddito alle case farmaceutiche, ovviamente.

Progetti senza il protagonista principale

E proprio andando a scoperchiare qualche altra pentola, è venuta fuori l’esistenza di un Progetto Nazionale di sperimentazione del Plasma Iperimmune in diversi Ospedali italiani. E fin qui tutto bene. Ma incredibilmente questo progetto non comprendeva l’unico Ospedale dove quella terapia, grazie al Dott. De Donno, era stata sperimentata per prima e con successo su un gran numero di casi. Venuta fuori la magagna, lorsignori si sono ovviamente affrettati ad inserire nella sperimentazione anche l’Ospedale di Mantova del quale, chissà come, si erano dimenticati. Ma le sorprese non finiscono qui. Ecco la ciliegina sulla torta: la terapia con plasma immune è una terapia che viene utilizzata da decenni per altre patologie e in tutti gli ospedali del mondo. Utilizza il Plasma che viene offerto in modo assolutamente gratuito dai donatori di sangue. Il Plasma viene trattato per la sua disinfezione direttamente in Ospedale, con una procedura che costa appena qualche decina di euro.

Il filo d’oro che collega gli interessi politici alle case farmaceutiche

Dopo il trattamento il Plasma viene direttamente somministrato al paziente ospedaliero. Senza nessun rischio. Senza nessuna controindicazione.
Ma, attenzione, “ucci ucci sento odor di miliarducci”. Mentre della cura che può farci uscire dal tunnel della paura non si parla, in Italia è già in atto un progetto per trasformare il Plasma, patrimonio gratuito dell’umanità, in patrimonio esclusivo di una Casa farmaceutica. Seguendo le tracce dei “furbetti del Coviddino” si scopre che c’è un filo, ovviamente d’oro, che collega la Presidenza della Regione Toscana a una Casa farmaceutica. La Regione Toscana ha scelto l’Ospedale di Pisa, non quello di Mantova ovviamente, come capofila del progetto. E la Casa Farmaceutica, che partecipa all’operazione, presenzia ed interviene nell’audizione al Senato sul tema “Terapia del Covid-19 con Plasma Iperimmune”.

Come trasformare il plasma in oro

A che titolo la Casa farmaceutica partecipasse all’incontro nessuno lo sa. E nessuno ammette di averla invitata. Mistero.
Forse ha partecipato perché le Case farmaceutiche sono notoriamente dei benefattori dell’Umanità, che offrono la loro collaborazione disinteressata. O forse no. In verità, in questo caso più che di attività benefica sembra si tratti di Alchimia, perché l’obiettivo segreto dell’operazione è quello di trasformare il patrimonio collettivo del Plasma, da sempre disponibile gratuitamente, in oro, che sotto forma di bottigliette di plasma refrigerato andrà distribuito al mondo intero. La sua efficacia sarà minore di quello trattato in Ospedale, ma in compenso costerà molto ma molto di più, migliaia di euro.

Fate i bravi mentre noi facciamo i soldi

E mentre costoro pensano ai loro affari più o meno leciti, noi siamo costretti a farci intossicare da mascherine nelle quali respiriamo riciclo di anidride carbonica, i nostri figli non vanno a scuola, la nostra economia va in frantumi e la nostra vita non è più vita. Ci dicono che tutto questo è per salvarci dal Mostro. Ma siamo certi che sia proprio il Virus il Mostro e non l’oscuramento delle verità? Sarà davvero il Virus ad ucciderci o le scelte sbagliate che stanno distruggendo l’economia e anni di lavoro e di sacrifici di tante famiglie?

Torniamo a parlare delle emergenze vere

Non ci sono dubbi. Il Governo ci ammonisce quotidianamente sulla “assoluta priorità della tutela della salute Pubblica”, fino a farla prevalere anche sulle libertà costituzionali. Ma dove è lo Stato quando si tratta di proteggere la nostra salute da minacce che seminano ben più vittime del Covid-19? Parliamo dell’inquinamento dell’aria e dell’acqua, avvelenati da pesticidi, metalli pesanti, microplastiche e polveri sottili. Hanno fatto crescere vertiginosamente il numero dei tumori, con un aumento di malattie oncologiche nei bambini del 200% in soli 10 anni. Parliamo di una fabbrica che a Taranto significa lutti in ogni famiglia e dove la Salute Pubblica è in coda a tutto da più di 50 anni.

Le malattie cardiovascolari, prima preoccupazione

L’aumento delle malattie cardiovascolari, prima causa di mortalità nel mondo, grazie ad un’alimentazione insana e sempre più incentivata da una pubblicità bugiarda e pericolosa. Un’altra delle maggiori cause di morte nel mondo, farmaci e infezioni ospedaliere. Il fumo e le migliaia di morti che causa ogni anno, da cui lo Stato ci protegge con un’immaginetta sul pacchetto. Perché per queste emergenze, e ne ho citate solo alcune, lo Stato non si è preoccupato con la stessa perentoria e pressante attenzione pur essendo ben più pericolose e mortali del Covid-19?

Quando scriveremo la storia del Covid 19

Un giorno, usciti dalla cronaca, si scriverà la storia di questa Pandemia. Speriamo che non sia il racconto di una psicosi collettiva dei Governi, indotti in errore dai loro consiglieri. E non si scopra che costoro, ciechi e sordi ad ogni evidenza, non avendo avuto la capacità di prevenire il rischio ed organizzare le difese, hanno lasciato che un virus qualunque diventasse letale fino ad essere il nemico pubblico numero uno del 2020. Vorremmo soprattutto che non si scopra che non abbiamo saputo combattere la vera pandemia del Pianeta, che non è certo il Covid-19, ma l’incontro perverso della vanità umana con la brama di danaro.

 
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