Come il Codice Ratzinger seleziona l’esercito di papa Benedetto XVI

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Il libro-inchiesta “Codice Ratzinger” (ByoBlu ed.) uscito da due settimane, pare sia fra i 20 più letti in Italia e fra i primi nella categoria “religione” per vari editori. Eppure, come perfettamente previsto, il mainstream lo ignora. Del resto, che volete che sia: la prima guerra antipapale dopo 700 anni.

Un papa illegittimo sul trono di Pietro

Un papa illegittimo sul trono di Pietro che – per sua stessa dichiarazione – vuole edificare un nuovo ordine mondiale; un vero papa in stato di prigionia… Insomma, quisquilie e pinzellacchere… Tanto che molti vaticanisti si sono detti “annoiati” della questione.

Il bello è che l’inchiesta, la più approfondita sul tema mai realizzata, non interessa nemmeno alle testate catto-conservatrici che criticano ferocemente Bergoglio. Ieri abbiamo indirizzato, su Libero, una lettera aperta al quotidiano online cattolico La Nuova Bussola quotidiana, informando garbatamente i colleghi sulla necessità imprescindibile di prendere comunque in esame (pro o contro) tale questione millenaria, anche perché, secondo le regole della Chiesa, non si può parlare male di Francesco riconoscendolo legittimo papa: si offende lo Spirito Santo che assiste il pontefice anche nell’attività ordinaria, non solo ex cathedra. Ma la risposta è stato un secco disinteresse. Contenti loro, contenti tutti.

Ciò che è davvero interessante, però, è il sistema geniale, straordinario con cui il Santo Padre Benedetto XVI sta “separando i credenti dai non credenti”, come ebbe a dichiarare lui stesso in un’intervista all’Herder Korrespondenz dell’estate scorsa.

Come vi abbiamo ampiamente illustrato, papa Benedetto, nel 2013, costretto dai suoi nemici della Mafia di San Gallo a togliersi di mezzo per far posto a Bergoglio, non ha affatto abdicato, bensì si è ritirato in sede impedita (canone 412), una condizione giuridica di prigionia dove il pontefice non è libero di esercitare il proprio potere pratico, ma resta papa a tutti gli effetti. Così, il conclave che, nel 2013, elesse “Francesco” non era valido perché non poteva essere convocato con un papa vivo, non abdicatario e per nulla intenzionato a lasciare la sua carica. Lo pseudo-pontificato di Bergoglio sarà dunque annullato.

Il Codice Ratzinger

La questione canonica non era, tuttavia, facile da scoprire, per questo motivo il Santo Padre nell’arco di nove anni ha disseminato i suoi scritti di informazioni precise, ma appena velate, che, dalla sua sede impedita egli è riuscito a far filtrare per spiegare la situazione canonica in cui si è autoconfinato.

Tale “Codice”, punteggiato perfino da alcuni irresistibili tratti ironici e umoristici, gli ha consentito di dire sempre la verità, in una dimensione super-trasparente ed essenziale: tale linguaggio, ispirato a quello di Cristo con i Suoi accusatori, è stato certificato da diversi specialisti ed è esposto nel volume citato.

Ora, molti di questi messaggi sono chiarissimi, alla portata di tutti, altri invece sono colti e raffinati. Sono, però, tutte tessere di un mosaico esploso, pezzi di un puzzle da ricomporre con dedizione e pazienza per cogliere uno scenario d’insieme geometricamente coerente e, soprattutto, sublime.

Il sistema del codice Ratzinger è, quindi, assolutamente perfetto per selezionare, scremare un “esercito” di cattolici veri e in gamba e di laici intellettualmente onesti. Infatti, per approcciarsi alla questione, sono indispensabili alcune qualità umane, intellettuali e di cuore.

  1. Il buon senso logico: chiunque capisce che se Benedetto ripete da nove anni “il papa è uno solo”, ma non spiega mai quale, c’è qualcosa sotto. Tutto il codice è intessuto grazie alla Logica.
  1. L’intuito: non occorre essere particolarmente colti o intelligenti per cogliere, alla distanza di circa 3 km, che Bergoglio non è e non potrebbe mai essere papa, per le cose che dice e che fa. Quindi, se “il papa è uno solo”, e Benedetto impartisce la sua benedizione apostolica, prerogativa del papa regnante, chi mai sarà questo unico papa?
  1. La fede: il papa è assistito dallo Spirito Santo e, siccome l’ultimo papa sicuro è Benedetto XVI, egli certo non poteva essere stato abbandonato dalla Terza Persona trinitaria in un atto così importante come la Declaratio del 2013.
  1. L’amore filiale e il rispetto per il papa, Vicario di Cristo: occorre nutrire piena fiducia nel Sommo Pontefice Benedetto XVI per avere la pazienza e la buona volontà di leggere, informarsi e capire i suoi messaggi.
  1. Lo stupore: solo chi ha gli occhi di un bambino, pronti a sgranarsi di fronte a qualcosa di inaspettato, di soprannaturale, ha l’apertura mentale per cogliere questo straordinario evento storico. “Se non tornerete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli”…
  1. Il coraggio e la forza: per proclamare una simile verità, dopo averla studiata e capita, c’è bisogno di fegato, soprattutto se si indossa l’abito ecclesiastico, o se si lavora in contesti cattolici. Siano d’esempio Don Minutella e gli altri sacerdoti eroici che si stanno facendo scomunicare e punire in massa per rimanere fedeli al vero papa. Del resto, questa è una guerra antipapale in tutto e per tutto, e bisogna scegliere da che parte stare. Per i credenti, in ballo c’è il destino eterno della propria anima.
  1. La speranza: virtù teologale, essa non lascia che il fedele si abbandoni alla disperazione nel vedere la Chiesa distrutta e una fede millenaria annichilita dalla nuova religione mondialista – e anticristica – del Bergogliesimo.
  1. L’amore per gli altri: c’è un miliardo e 285 milione di persone (i cattolici nel mondo) che stanno seguendo inconsapevolmente un pifferaio di Hamelin che ha una spiritualità anni luce lontana dal Cattolicesimo. Chi testimonia la verità fa loro il dono più grande, dato che veritas summa charitas est.
  1. Il patriottismo: vi sembrerà strano, ma l’antipapato bergogliano è un enorme rischio per la sovranità dei paesi occidentali, dato che l’obiettivo dell’antipapa è quello di realizzare una nuova religione mondialista al servizio di una oscura riorganizzazione politica, sociale e antropologica, di matrice massonica, volta a distruggere le identità nazionali.

L’esercito di Papa Benedetto XVI

Si potrebbe continuare ancora a lungo… Diciamo che il modulo per arruolarsi nell’ “esercito” di papa Benedetto è costituito dalla lettura dell’inchiesta, messa gratuitamente a disposizione su ByoBlu, o dall’acquisto del libro “Codice Ratzinger”. Sì: lo scriviamo apposta, in modo che tutti quelli “non idonei all’arruolamento” possano malignare che l’autore stia promuovendo questa campagna per lucrarvi sopra (dopo aver investito gratis circa 800 ore di lavoro per realizzare l’inchiesta). Come insegna Pascal, bisogna lasciare sempre un tanto d’ombra per gli increduli.

Infatti, nell’esercito di papa Benedetto non c’è posto per intelligenze rachitiche, insufficienze toraciche logiche, cuori asfittici, perspicacie paralizzate, spiriti depressi, fedi vulnerate, intuiti imbolsiti, o per chiunque si voglia imboscare accampando scuse del tipo “tengo famiglia”, “è solo un’ipotesi”, “chi siamo noi per giudicare”, “Ratzinger è modernista”, “Cionci ciancia”, “munus e ministerium sono sinonimi”, “sono solo fantasie complottiste”. Tutti costoro sono da considerarsi automaticamente e naturalmente “riformati”.

L’esercito di papa Benedetto non è affatto “inclusivo”, ma meritocratico e auto-selettivo, così come nel Regno dei Cieli entrano solo i buoni e/o i penitenti, in modo del tutto opposto all’eresia dell’Apocatastasi promanata da Bergoglio, meglio nota col seducente nome di “misericordismo”.

Non è un caso che antipapa Francesco abbia modificato il Gloria che prima recitava: “e pace in terra agli uomini di buona volontà”. Ora è diventato: “e pace in terra agli uomini, amati dal Signore”. Siccome tutti gli uomini sono amati dal Signore, la pace di Dio, secondo lui, verrebbe distribuita così, a spaglio, senza merito, come il sei politico di 68ina memoria. Magari fosse: si potrebbe peccare quanto si vuole, impunemente.

Capire Papa Ratzinger

No. Per capire papa Benedetto bisogna essere armati di buona volontà, occorre leggere tutta l’inchiesta, che pure è piuttosto chiara e divulgativa, togliersi tutti i dubbi, fare terra bruciata intorno alla falsa chiesa bergogliana, anche a costo di rinunciare a qualche abitudine, e di discutere con qualche amico. Infine, diffondere la verità, gridarla dai tetti.

Come “uomini di buona volontà”, ne avrete subito un grande senso di pace: la tranquillità di fare il proprio dovere di cattolici (se lo si è), o di cittadini, per tutelare il vostro Paese; scenderà nel vostro animo la certezza che il Vicario ha già risolto tutto; la consapevolezza che Cristo non ha abbandonato il Suo popolo e che “infera non praevalebunt”. Non sarete più scandalizzati e angosciati dalle demolizioni esplosive di Bergoglio perché è tutto invalido, tutto nullo, crollerà presto come qualcosa di edificato sulla sabbia. Vi basterà tagliare i ponti con tutto ciò che è legato al falso papa.

Il Santo Padre Benedetto XVI, sotto l’apparenza di un vecchino mite e fragile, è uno dei più grandi pontefici-guerrieri della storia e ha predisposto un piano escatologico per la purificazione della Chiesa e la salvezza del mondo. Le apparenze ingannano: del resto, tutta la faccenda non è partita con un indifeso neonato in una mangiatoia?

Papa Ratzinger ci ha posto di fronte a un bivio: o con Cristo, o contro Cristo; o con la verità, o con la menzogna, o con la legge, o col deep state; o per l’identità europea, o per il suo annichilimento.

Chi si sente pronto a combattere questa ultima, immensa crociata finale, alzi la mano e faccia un passo avanti.