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30 Gennaio 2023

Pubblicato il

Clan Casamonica, la conferma in Appello: “È mafia”, la difesa: “Giudici conformisti”

di Redazione
"L’indagine ha posto fine allo strapotere dei Casamonica. Un clan da anni a braccetto con Banda della Magliana e poteri forti della capitale"
Sgombero villette Casamonica, Roma 2
Sgombero villette Casamonica, Roma (foto Dire)

La Corte d’Appello di Roma ha confermato l’accusa di mafia per il clan Casamonica. La sentenza è arrivata dopo oltre sei ore di camera di consiglio. Con la sentenza pronunciata nel pomeriggio del 29 novembre nell’aula bunker di Rebibbia, i giudici hanno confermato l’impianto accusatorio accogliendo il ricorso della procura su quattro posizioni riconoscendo il 416bis, escludendo soltanto l’aggravante di essere un’associazione armata.

A rappresentare l’accusa nel maxiprocesso il sostituto procuratore generale Francesco Mollace, con i pm Giovanni Musarò e Stefano Luciani applicati nel procedimento, che nel corso della loro requisitoria avevano ribadito le accuse per il clan: dall’associazione mafiosa dedita al traffico e allo spaccio di droga, all’estorsione, l’usura alla detenzione illegale di armi.

“Fine dello strapotere dei Casamonica”

L’indagine della procura di Roma ha posto fine allo strapotere dei Casamonica. Un clan da anni a braccetto con Banda della Magliana e poteri forti della capitale”, aveva detto Mollace nel suo intervento nelle scorse udienze. Un clan, aveva sottolineato il pm Musarò, “con una forza di intimidazione impressionante. La ‘galassia’ Casamonica è quella peculiare struttura dell’organizzazione che porta i diversi gruppi ad unirsi quando c’è ‘bisogno’”.

In primo grado, il 20 settembre 2021, erano state comminate 44 condanne per oltre 400 anni carcere. Al maxiprocesso si è arrivati dopo gli arresti compiuti dai carabinieri del Comando provinciale di Roma nell’ambito dell’indagine ‘Gramigna’, coordinata dal procuratore aggiunto della Dda Michele Prestipino e dai sostituti procuratori Musarò e Luciani.

La condanna a Domenico Casamonica

La condanna più alta, a 30 anni, è andata a Domenico Casamonica, ai vertici del clan romano. Condanne pesanti anche per Massimiliano Casamonica 28 anni e 10 mesi, 24 anni a Pasquale Casamonica, 26 anni e 2 mesi a Salvatore Casamonica, 15 anni e 8 mesi a Liliana Casamonica, 16 anni e 2 mesi a Giuseppe Casamonica, 16 anni e 6 mesi a Guerrino Casamonica.

“E’ una sentenza equilibrata. Sono state escluse alcune aggravanti e altre confermate, è stata confermata l’impostazione accusatoria. La procura di Roma ha svolto un gran lavoro e questo è un grande risultato”. A dirlo il sostituto procuratore generale di Roma Francesco Mollace commentando la sentenza d’Appello. “Una sentenza che si incanala nel solco di altre sentenze come quelle sui clan Spada, Fasciani, Gambacurta che hanno riconosciuto l’esistenza della mafia nel territorio laziale”, ha aggiunto Mollace.

“Non credevo che i giudici potessero essere più conformisti di quelli di primo grado, ma ci sono riusciti. Sono deluso”. A dirlo l’avvocato Giosuè Bruno Naso difensore, tra gli altri, di Domenico Casamonica, dopo la sentenza d’Appello del maxiprocesso. “Il problema non sono le accuse dei pm ma – prosegue – il conformismo dei giudici”.

 
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