Domenica prossima, 5 luglio, si annuncia una giornata complicata per chi dovrà volare dagli aeroporti di Roma e da Milano Malpensa. FAST Confsal ha proclamato due distinte azioni di sciopero che potrebbero avere ripercussioni pesanti sul traffico aereo e sui passeggeri in partenza o in transito.
A Roma, lo stop riguarderà per otto ore gli addetti alla sicurezza degli scali di Fiumicino e Ciampino, dalle 10 alle 18. Una fascia oraria delicatissima, durante la quale potrebbero non essere garantiti i controlli di sicurezza e, di conseguenza, l’imbarco dei passeggeri sui voli in partenza o in transito dagli aeroporti romani.
La vetrina è brillante, il confronto molto meno
“Ci sono società che amano lucidare la propria immagine pubblica, presentandosi come modelli di efficienza, responsabilità e dialogo. Poi, però, quando il confronto si sposta sui problemi concreti dei lavoratori, il tavolo sembra diventare più stretto e gli interlocutori meno graditi“.
È questo, secondo FAST Confsal, il punto politico e sindacale della vertenza con Aeroporti di Roma Security: una società che, a giudizio dell’organizzazione, continuerebbe a non riconoscere un confronto pieno con il sindacato che rivendica il maggior numero di adesioni all’interno dell’azienda.
Il sospetto denunciato dal sindacato è quello di relazioni sindacali a geometria variabile, dove il dialogo sembra funzionare solo con chi risulta più comodo. Ma in un settore delicato come quello aeroportuale la rappresentanza non può essere scelta a piacimento: va rispettata quando esprime una parte significativa dei lavoratori.
La contestazione non è astratta. Sul tavolo ci sono turnazioni, riposi, carichi di lavoro e condizioni operative quotidiane: temi che, secondo FAST Confsal, continuano a pesare sul personale e che non trovano risposte proprio per l’assenza di un confronto reale. Quando il tavolo non si apre, la tensione finisce inevitabilmente sulla pista. Da qui la decisione di proclamare lo sciopero.
Malpensa, l’altro fronte aperto
Roma non sarà però l’unico scalo interessato. A Milano Malpensa è stata proclamata anche un’astensione dal lavoro dei controllori di volo. In questo caso la vertenza riguarda la mancata piena applicazione di un accordo sindacale firmato due anni fa con ENAV, in cui le parti avrebbero riconosciuto le particolarità dello scalo varesino.
Malpensa, infatti, non è un aeroporto come gli altri. Lo scalo è circondato da comuni che chiedono procedure antirumore sempre più stringenti, con effetti diretti sul lavoro dei controllori del traffico aereo chiamati a gestire quello spazio aereo in condizioni particolarmente complesse.
Essendo la seconda azione di protesta sullo stesso tema, questa volta lo sciopero avrà una durata più ampia: 24 ore, dalla mezzanotte di domenica alla mezzanotte di lunedì.
L’avviso ai passeggeri
FAST Confsal si scusa con l’utenza per i disagi, ma avverte che la mobilitazione potrebbe avere un’adesione significativa, trattandosi del sindacato più rappresentativo negli scali interessati.
Da qui l’invito rivolto a tutti i viaggiatori: prima di recarsi in aeroporto, verificare con la compagnia aerea lo stato del proprio volo.
Una domenica che, per chi dovrà partire da Roma o da Milano Malpensa, potrebbe trasformarsi in una lunga giornata di attese, cancellazioni e disagi. E sullo sfondo resta una domanda: quanto può durare un modello aziendale che cura l’immagine all’esterno, ma evita il confronto con chi rappresenta davvero i lavoratori?