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29 Novembre 2021

Pubblicato il

Prevenzione cancro

Cancro alla prostata: il farmaco che riduce del 31% il rischio di morte

di Ileana Caselli
Il tumore alla prostata è il secondo tumore più comune negli uomini
lotta al cancro

Novembre è il mese dedicato alla salute maschile, e il tumore della prostata è il secondo tumore più comunemente diagnosticato negli uomini. Si tratta della quinta causa di morte per cancro nei maschi, a livello mondiale.

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Ogni anno, in Italia, si stimano circa 37mila nuovi casi di tumore della prostata. Grazie ai farmaci sviluppati negli ultimi anni, più del 90% sopravvive a 5 anni dalla diagnosi.

Combattere con i farmaci il cancro alla prostata

Daniele Santini, ordinario di Oncologia medica all’università Campus Bio-Medico di Roma, spiega come sia importante disporre di farmaci efficaci come la darolutamide per aiutare i pazienti con tumore della prostata a vivere meglio.

Al momento della scelta del trattamento è importante valutare farmaci come darolutamide che aiutano ad aumentare la durata di vita, riducendo il rischio complicanze correlate alla ripresa di malattia con un ottimo profilo di tollerabilità”. Dichiara il luminare.

La difficoltà sta nel diagnosticare questo tipo di cancro. Gli uomini affetti da carcinoma della prostata non metastatico resistente alla castrazione, sono generalmente attivi e non presentano sintomi, ma sono a rischio elevato di sviluppare la malattia metastatica.

Il farmaco che riduce il rischio di morte

Gli ultimi risultati presentati confermano che il trattamento con darolutamide per un periodo prolungato permette ai pazienti di mantenere una vita sociale e lavorativa attiva”. Afferma l’oncologo Santini.

Lo studio di fase III ARAMIS, darolutamide, inibitore orale del recettore per gli androgeni, ha dimostrato di ridurre il rischio di morte del 31% e di migliorare la sopravvivenza libera da metastasi, senza compromettere la qualità di vita dei pazienti.

I dati di queste analisi forniscono evidenza che confermano l’efficacia e la tollerabilità del darolutamide nei pazienti. Capire il profilo di tollerabilità di una terapia aiuta a prevenire e a gestire gli effetti indesiderati quali fatica, deficit cognitivo e ipertensione.

 
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