17 Settembre 2021

Pubblicato il

La versione di Cesare

Bingo! Indennità d’accompagno, Pensione d’invalidità e Reddito di cittadinanza

di Redazione
C'è chi ha confessato che percepisce l’indennità di accompagno, la pensione di invalidità e dulcis in fundo anche il reddito di cittadinanza
INPS - Istituto Nazionale Previdenza Sociale
L'Istituto Nazionale Previdenza Sociale (INPS)

Per inoltrare la domanda di ottenimento del reddito di cittadinanza il nucleo familiare deve avere un ISEE di 9.360,00 euro. Il patrimonio immobiliare in Italia e all’estero non superiore ai 30mila euro, diverso dalla casa di abitazione, e un patrimonio immobiliare non superiore a 6 mila euro per una sola persona. La domanda va presentata all’INPS, che è l’ente preposto alla verifica della sussistenza dei requisiti previsti dalla legge.

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Inps e i requisiti di legge

L’ente non è capace o forse non vuole svolgere le attività di routine per un controllo a priori sul possesso dei requisiti di legge. In questo modo si creano le condizioni per un voto di scambio a favore dei pentastellati, ideatori di questa assurda legge. Pur di non lavorare accettano le autocertificazioni quasi sempre false. Immaginate quanti comunitari pur proprietari di diversi immobili nel loro Paese di origine, immobili che naturalmente non dichiarano, sapendo perfettamente che in Italia non funziona nulla e non verranno mai scovati.

Il Paese dei furbi

I controlli a posteriori effettuati dalla Guardia di finanza fanno emergere un quadro terrificante di quanti cittadini italiani e non, facciano i furbi. Un cittadino Italiano ha confessato che il nipote percepisce l’indennità di accompagno, la pensione di invalidità e dulcis in fundo anche il reddito di cittadinanza. Se ciò rispondesse al vero tutti i responsabili di queste pratiche Inps dovrebbero essere licenziati in tronco e spediti a occuparsi dell’orto. Così non potranno più commettere queste nefandezze a discapito della popolazione che paga le tasse.

Sono fannulloni incapaci di accendere il cervello e assolvere ai compiti di verifica incrociando i dati con altri enti pubblici. Su i percettori del reddito di cittadinanza si è scritto e letto un’ infinità di porcate, ma con questa vicenda l’INPS ha veramente toccato il fondo. Suggeriamo loro di presentare una domanda di licenziamento collettivo per dare soddisfazione a milioni di onesti cittadini che pagano le tasse per mantenervi e non lo meritate.

Cesare Giubbi

 
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