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05 Dicembre 2020

Pubblicato il

Ora lo stop

Big che si annullano a vicenda, avanti Roma e Napoli: i temi della 7^ di Serie A

di Enrico Salvi

Mkhitaryan in versione Mandrake, il Milan che si salva all'ultimo, l'exploit dello Spezia, ma anche i vergognosi casi di tamponi e ASL in ordine sparso

Mkhitaryan 7° Serie A
Mkhitaryan As Roma Serie A

Inversione di tendenza al termine della 7^ giornata di Serie A: con l’arrivo di tanti big match e della fatica accumulata, fioccano gli 0-0 e rallentano in molte, soprattutto la capolista.

Il Milan ha accusato il colpo di coppa

Nel posticipo serale il Milan nel recupero raggiunge un gran bel Verona e non prende margine sul Sassuolo secondo in classifica, fermato venerdì dall’Udinese. Due disattenzioni nel primo tempo hanno portato i gialloblu 2-0: dopo i fantasmi di coppa contro il Lille il Milan ha fatto fatica a riprendersi. Una ripresa diversa ha portato i rossoneri a raggiungere il pari con Ibrahimovic, reo però di non aver pareggiato su rigore a metà tempo. Sono già tre gli errori dal dischetto dello svedese. In fin dei conti, il Diavolo tiene botta, non allunga ma va alla sosta da prima e imbattuta.

Lazio, Juve, Atalanta e Inter: col fiatone alla sosta, ma che equilibrio

Il Milan approfitta anche dei pari nelle sfide di cartello, che vedevano gli scontri diretti tra le italiane di Champions. All’ora di pranzo una solida Juventus esce dall’Olimpico con l’amaro in bocca per aver perso due punti, vista la prestazione. Ma nella Lazio, in difficoltà soprattutto nel primo tempo, c’è il solito Caicedo che con l’ennesimo guizzo nel recupero pareggia i conti. La Juve crea ma non la chiude, negli ultimi 20 secondi sbaglia e subisce il pari. Da migliorare anche la mentalità contro una Lazio che, in difficoltà per mille motivi, riesce sempre a venirne a capo.

Poche ore dopo, anche le due nerazzurre si annullano, ma anche qui è l’Inter ad avere qualche rammarico in più. In assenza di Lukaku, in questa settimana è salito in cattedra Lautaro, ma l’Inter ha vinto solo una delle ultime 8 partite giocate: la pausa farà bene a Conte, per trovare prima gli uomini, poi tutto il resto. La Dea si salva e, nel finale, avrebbe potuto anche ribaltarla del tutto, ma dopo la cinquina subita dal Liverpool una boccata d’ossigeno.

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Roma e Napoli vincono e convincono: terze a braccetto

A Genova la Roma di Fonseca batte il Genoa e, approfittando dei rallentamenti altrui, si lancia al terzo posto in classifica. Una partita, quella dell’omaggio a Gigi Proietti anche sulla maglia, che ha visto Henrikh Mkhitaryan fare il vero Mandrake. Traversa con il tiro da fuori e tre gol: colpo di testa, tap-in volante e in semiacrobazia. Tutto il repertorio dell’armeno in bella mostra per una prestazione anche di squadra convincente.

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Così come la vittoria, seppur di misura, del Napoli a Bologna. Anche qui un colpo di testa vincente, quello di Osihmen ed un risultato non giustissimo per ciò che si è visto in campo. Dopo la brutta copia di Fiume in Europa League, Gattuso torna a candidarsi per un posto di prim’ordine. Insieme alla Roma sono al terzo posto a braccetto, ma se dovessero andare bene i ricorsi dei giallorossi per il caso Diawara e degli azzurri per il caso ASL Napoli1, allora il braccetto potrebbe continuare al secondo posto con il Sassuolo.

Ci Piace e Non Ci Piace: lo Spezia di Italiano ed il caos tamponi-ASL

Il premio Top di giornata va allo Spezia, che nell’anticipo del sabato tra neopromosse schianta a domicilio il Benevento per 3-0. Se nelle prime giornate erano i sanniti ad essere incensati come splendida piccola realtà, gli spezzini dominano la squadra di Inzaghi con la prima doppietta in Serie A di Nzola. Per il Benevento arriva la conferma di un gioco bello e propositivo, ma con la difesa da registrare completamente: la peggiore del campionato, con 20 gol subiti in 7 partite.

Il premio Flop invece è generale: il calcio italiano che sta affrontando il Covid con evidenti falle nel sistema. Furbizia, autolesionismo ed egoismo, tra i caos dei tamponi in casa Lazio e le varie comunicazioni sparse di alcune ASL che hanno vietato le nazionali a diversi club di Serie A. Marotta invoca Spadafora, preoccupato per la mancanza di regolarità che si prospetta: servono regole chiare, valide per tutti a tutti i livelli, che vengano rispettate da tutti. Altrimenti, come spesso succede in Italia, ci saranno più polemiche che cose di campo. E in questo periodo storico, la cosa stride ancora di più.

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