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Biblioteche di Roma al collasso

I sindacati lanciano un appello disperato: farsi riconoscere il limite minimo di sopravvivenza di finanziamento

Piazza del Campidoglio, anche oggi, è teatro di proteste. I numeri non sono quelli dell’altro ieri, ma categoria professionale e istanze sono in parte le stesse.

Fabio Moscovini, CGIL, si occupa di seguire le problematiche dei dipendenti di Biblioteche di Roma che, come spiega, “oltre ai problemi che hanno come dipendenti comunali, accomunabili a quelli che hanno tutti gli altri e che sono stati chiaramente espressi nella manifestazione dell’altro giorno e quindi il taglio del salario accessorio, vivono da un anno senza governo”. A un anno dall’insediamento della Giunta Marino, l’istituzione biblioteche, che dovrebbe esser diretta e gestita da un Consiglio di Amministrazione, un Presidente e un Direttore, attualmente si trova “senza CdA, senza Presidente e con un Direttore pro tempore che non si sa se rimarrà, e tutti i problemi che abbiamo oggi non sappiamo con chi affrontarli” – dichiara Moscovini.

Tornando al deficit di bilancio, che colpisce tra le altre cose anche il pagamento dei salari accessori, lo stanziamento attualmente previsto è di 15milioni mentre per poter svolgere le loro funzioni le biblioteche hanno bisogno di almeno 21milioni di euro. “Con questa cifra si arriva a settembre, dopo di che non si è più in grado di garantire i servizi, le biblioteche dovranno ridurre i loro servizi o addirittura chiuderli” – prosegue Moscovini. “Le biblioteche offrono un servizio ad intera giornata anche con iniziative serali, sono un punto di riferimento per tutti i quartieri, da quelli centrali a quelli periferici – dichiara Moscovini che sottolinea come – Ciò è possibile grazie alla disponibilità dei lavoratori che ovviamente hanno un compenso in funzione di questa disponibilità, se i compensi vengono a mancare, se non ci sono i soldi per riparare i computer piuttosto che per riparare e acquistare i libri la funzione delle biblioteche implode”.

Pietro Costabile, per la UIL FPL, presente anche lui alla protesta, osserva come dalla diminuzione del salario accessorio derivi una forte penalizzazione soprattutto per i cittadini, poiché va a colpire i compensi stabiliti per le aperture extra, e cioè “fino alle 19, il sabato, il sabato pomeriggio ed in alcuni casi anche la domenica ed aperture serali”. Insomma tutte le attività svolte oltre il normale servizio del Comune che termina alle ore 18, riducendo quelli che secondo Costabile sono proprio “i servizi più apprezzati da tutta l’utenza”. Un ulteriore impoverimento riguarderà le risorse umane poiché l’istituzione biblioteche è legata a Zétema da un contratto di servizio che fornisce circa 80 persone. “Ormai sono anni che questi colleghi lavorano per l’istituzione, affianco ai colleghi del Comune, svolgendo con grande preparazione questo servizio e sono assolutamente essenziali per il proseguimento di tutte le attività delle biblioteche” – osserva Costabile.

Quello che i dipendenti di Biblioteche di Roma chiedono oggi è “il riconoscimento del limite minimo di sopravvivenza di finanziamento, fissato a 21milioni e mezzo di euro, tutto quello che è stato messo finora in bilancio è assolutamente insufficiente – dichiara Costabile.

Attualmente i rappresentanti sindacali hanno avuto contatti diretti con Barca e Di Biase, rispettivamente Assessore alla Cultura e Responsabile della relativa Commissione, parlare “direttamente con il Sindaco non è stato possibile” – conclude Costabile.

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