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17 Maggio 2022

Pubblicato il

Scambio di neonati

Bergamo, mamma torna a casa dall’ospedale con neonata “errata”: la svista

di Lorenzo Villanetti
"Siamo semplicemente sotto choc. Errare è umano, ce ne rendiamo conto. Quello che speriamo è che incidenti simili non capitino più"
Ospedale Papa Giovanni XXIII, Bergamo (Foto asst-pg23.it)
Ospedale Papa Giovanni XXIII, Bergamo (Foto asst-pg23.it)

Come riportato dall’Eco di Bergamo, lo scorso martedì, una coppia di neogenitori residenti nella Bergamasca, è tornata a casa dall’ospedale Papa Giovanni XXIII con i loro gemellini, maschio e femmina, nati quattro giorni prima. Fin qui, ovviamente, nulla di rilevante, se non fosse per il braccialetto della “figlia”, che ha un nome e un cognome diverso.

La madre: “Non abbiamo mai fatto caso al braccialetto”

Già, perché durante la prima notte nella culla di casa, gli operatori sanitari hanno subito avvertito i genitori della “svista” commessa in ospedale. Un vero e proprio scambio di neonati. “Lì ho capito. Mi sono ricordata di quando avevo espresso dubbi, di quando mi ero stranita nel vedere capelli e ciglia scure” racconta la madre. “La mia bimba appena nata aveva colori chiari, come i miei. Ma quella che ho accudito sin dal giorno dopo il parto, invece, era mora. Non era lei, la mia gemellina. Non abbiamo mai fatto caso al braccialettino“.

“Non siamo arrabbiati, errare è umano”

Siamo volati al Papa Giovanni martedì notte e lì abbiamo incrociato la mamma che, al posto nostro, aveva accudito per giorni la nostra bimba mentre noi cullavamo la sua. Evidentemente le due piccole sono state scambiate di culla, senza che il braccialettino fosse verificato. Ma non siamo arrabbiati. Siamo semplicemente sotto choc. Errare è umano, ce ne rendiamo conto. Quello che speriamo è che incidenti simili non capitino più”.

Le scuse dell’ospedale: “Situazione eccezionale”

Come spiegato successivamente dall’ospedale in una nota: “L’errore è stato favorito dal fatto che le bambine sono nate a poche ore di distanza, con peso sovrapponibile e una storia clinica molto simile. Si è trattato di una situazione eccezionale, mai verificatasi in precedenza nel nostro punto nascita dove vengono alla luce più di 4 mila bambini ogni anno, generata dal mancato rispetto della procedura in essere, che prevede la verifica dei braccialetti identificativi della coppia mamma/neonato al momento dell’arrivo del bambino nella stanza di degenza della mamma dopo essere transitato dal Nido”.

 

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