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Aumento multe, Presidente ACI Sticchi Damiani: “Fatto per far guadagnare i comuni”

La nostra intervista ad Angelo Sticchi Damiani: “In periodo di inflazione è una cosa normale, ma potrà esserci un ripensamento”

Angelo Sticchi Damiani

Angelo Sticchi Damiani

A partire da gennaio passare col rosso o parcheggiare in divieto di sosta potrebbe costarci molto di più. Sono in arrivo infatti aumenti per le multe o sanzioni perpetrate in virtù di non osservanza alle regole della strada.

automobilista multato

Questo in virtù di quanto stabilito dal Codice della strada che sta per prevedere un adeguamento, al rialzo, degli importi delle multe stradali. I rincari, dovrebbero consistere in una maggiorazione dell’11%. Tutto questo, come detto a partire dal primo mese dell’anno venturo.

Come cambiano le tariffe

Per fare degli esempi si consideri che la sanzione per Il divieto di sosta passerebbe dai 42 euro attuali ai 46 euro, l’utilizzo del cellulare alla guida da una attuale sanzione di 165 euro a 183 euro. O ad esempio,  l’accesso vietato alla ztl da 83 euro a 92 euro, così come il mancato utilizzo del casco o delle cinture che salirebbe dagli attuali 83 euro a 92 euro.


Per le infrazioni più commesse, come passare con il semaforo rosso, ci sarà un aumento da 167 a 185 euro, o l’aumento per superamento di limiti di velocità di oltre 60 km/h, passerebbe da 845 a 938 euro.

Infine, la guida in stato di ebbrezza avrà un rincaro che dagli attuali 543 euro, passerà a 602 euro, o  il parcheggio in divieto su posti per disabili costerà 186 euro e non più 168 euro. Per una mancata revisione del veicolo invece, ci sarà un aumento che passerà da 173 a 190 euro.

Conducenti di auto, moto o veicoli in genere sono dunque avvisati. Ma qual è la natura di questi aumenti? Nascono da una reale esigenza? Per comprenderlo meglio, abbiamo sentito Angelo Sticchi Damiani, Presidente ACI.

“L’adeguamento Istat, purtroppo è inevitabile, soprattutto in un periodo di inflazione” – ha detto Sticchi Damiani – “E’ un segnale, non può che accompagnarci in questa fase, fino a che avremo questa inflazione così alta è normale“.


E’ una regolamentazione definitiva?

“Al di là di quelle che possono essere le azioni e le rimodulazioni dovute, ci potrà essere comunque un ripensamento su alcune questioni che ancora riguardano l’utilizzo degli autovelox“.

Voi di Aci che posizione avete sul tema?

“Per noi non è sempre giusto. Spesso sono dei bancomat per i comuni e diventano opportunità di lucro. Ci vorrebbe da parte delle autorità che controllano, i comuni, i prefetti che approvano la localizzazione, una maggiore attenzione. Spesso non sono collocati nei punti giusti. Per esempio, quando viene posizionato in strade con 4 corsie, dove è facile superare i 90 km/h. Così è facile fare cassa. Senza uno storico di incidenti o di situazioni oggettivamente pericolose, diventa un’occasione persa per utilizzare quello strumento. Che di fatto serve per salvare vite umane. C’è uno storico indiscutibile, ed è quello che andrebbe seguito. Se usati bene hanno permesso, proprio sulle autostrade, di far crollare il numero degli incidenti, soprattutto quelli mortali“.

Cosa bisognerebbe fare, dunque?

“Bisognerebbe fare tesoro dei disastri che sono accaduti. Non considero corretto pensare di sistemare i bilanci dei comuni con questo sistema. Ripeto, mettiamoli ma nel modo giusto“.

Recentemente con ACI avete sostenuto una campagna di sensibilizzazione per combattere l’utilizzo di cellulari e dispositivi elettronici alla guida…

“I cellulari alla guida sono una delle principali cause di incidenti stradali. Quando lei vede una persona da sola, che comincia a sbandare e commette infrazioni dipende molto spesso da questo. Una volta scoppiavano gli pneumatici, oggi i problemi sono altri.  Si compone un numero, si manda un sms, si adopera lo smartphone in generale. Siamo distratti da tutto questo, perciò non abbiamo più alternative. Oggi serve veramente continuare queste campagne di sensibilizzazione“.