28 Luglio 2021

Pubblicato il

Auditorium Parco della Musica Eduardo De Crescenzo in concerto

di Redazione

Un progetto che rappresenta un personale bisogno del cantautore e vocalist partenopeo di ritrovare "l'essenza" dell'emozione

Eduardo De Crescenzo voce e fisarmonica, con Essenze Jazz Event, sabato 20 febbraio a Roma, Auditorium Parco della Musica, Sala  Sinopoli, con una straordinaria formazione che lo accompagna sul palco: Enrico Rava tromba, Enzo Pietropaoli contrabbasso, Marcello Di Leonardo batteria, Stefano Sabatini pianoforte, Daniele Scannapieco sassofono, Lamberto Curtoni violoncello. 

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Eduardo De Crescenzo presenta Essenze Jazz Event, un progetto che rappresenta un personale bisogno del cantautore e vocalist partenopeo di ritrovare "l'essenza" dell'emozione, la ricerca di un suono che potesse rappresentarlo oggi e che invece è riuscito a materializzare e a fondere con sorprendente naturalezza e coerenza tutto il suo cammino artistico. Essenze jazz è un concerto acustico, rigoroso eppure appassionato, antico e modernissimo perché porta in scena solo “l’essenza” dell’arte: l’emozione.

Intreccia passato e futuro; i “generi musicali” hanno confini sfumati, relativi. Del jazz cattura le atmosfere, il gusto per la composizione estemporanea, lascia vivere con toccante emozione quella straordinaria capacità di Eduardo di far “suonare la voce”, di piegarla ora alle esigenze “del fisarmonicista”, ora a quelle del “vocalist” o “dell’interprete”. Un repertorio costruito nel tempo che, pur toccando vette internazionali di popolarità, non ha mai cavalcato le lusinghe del “mercato facile” e che oggi vive di nuove magie con una straordinaria formazione di jazzisti che lo accompagna sul palco. Il progetto rispecchia L'amore di Eduardo per il live, la sua particolare capacità di improvvisare sul palco, di "far suonare la voce", di fonderla con la musica, trascurando quasi la canzone che diventa così solo un pretesto per comunicare emozioni.

"Il concerto è fatica, impegna molte energie fisiche e mentali, ma dopo un po' che non suono mi intristisco, mi svuoto. Dal palco si scende felici o malinconici, sereni o arrabbiati, rilassati o pensierosi e queste vibrazioni interiori le trasmetti al tuo pubblico che può tornare a casa con una di queste emozioni o con niente. Gli spagnoli, per definire questa magia, usano la parola "duende", lo spirito dell'arte. In apparenza io canto, i musicisti suonano e il pubblico ascolta; in realtà aspettiamo insieme "il duende". Non sappiamo se arriverà e che tipo di emozione ci porterà quella sera"

 
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