Prima pagina » Cronaca » Anno 2024, ancora oggi le donne sono costrette a scegliere tra la carriera o essere madri

Anno 2024, ancora oggi le donne sono costrette a scegliere tra la carriera o essere madri

Donne sempre al bivio: dedicarsi al bambino e cercare di essere una buona madre o rinunciare ai figli e abbracciare totalmente il lavoro?

Donna in maternità che ordina gli abitini da bambino

Ancora oggi, agli albori del 2024, ci troviamo a dover discutere dell’annoso problema della maternità come alternativa alla carriera. Desiderare di avere un figlio in quest’epoca storica, nonostante le sollecitazioni che ci arrivano dalla Presidente del consiglio, mamma all’apice della sua carriera, sembra per molte giovani donne una scelta che porterà a un bivio: dedicarsi al bambino e cercare di essere una buona madre o rinunciare ai figli e dedicarsi totalmente al lavoro?

La responsabilità di diventare genitori

Non esiste il bianco o il nero e se si desidera diventare genitori significa che è arrivato il momento giusto per allargare la famiglia. Qualche rinuncia bisognerà farla ma se c’è armonia e equa distribuzione dei compiti, se si ha la fortuna di avere un nonno o una nonna disposti a dedicarsi alcune ore al bimbo e se non c’è il rischio che gravi tutto il peso su un unico soggetto, la maternità sarà un evento unico e straordinario. Ci sono mamme lavoratrici che si annullano per dedicarsi alla famiglia e i figli diventano l’unica ragione di vita investendo fin troppa energia, proiettando su di loro desideri irrealizzati.

Al contrario, ci sono mamme in carriera che non rinunciano al lavoro, investono molto del loro tempo alla formazione per poter crescere professionalmente e dedicano tempi ristretti alla famiglia delegando ai nonni o alla baby sitter gli impegni quotidiani legati alla prole. Non esistono madri perfette, esistono invece madri sufficientemente buone per dirla alla Winnicott. Una madre sufficientemente buona non è una donna infallibile, è colei che è in grado di creare un ambiente idoneo ai bisogni del figlio e che è capace di mettere al primo posto i bisogni della prole quando è necessario.

E’ in grado di recuperare i propri spazi senza far mancare la sua presenza. Una madre soddisfatta del suo lavoro e impegnata in vari progetti e anche una madre serena che non vive la frustrazione di aver rinunciato a qualcosa per la maternità. Ciò che rende il quadro quasi perfetto è la presenza costante di un compagno attento e capace di capire che ognuno ha bisogno di realizzare i propri desideri\obiettivi. Se poi affrontiamo il discorso della carriera politica, per le donne è ancor più impegnativo e spesso ci si trova a dover fare una doppia scelta che riguarda la sottrazione del tempo alla famiglia e al proprio lavoro principale.

Le donne e la politica

Inoltre non sarà facile difendersi da coloro che ancora oggi ritengono che le donne non riescono a impegnarsi pienamente nell’attività politica perché troppo impegnate in altri ruoli quali quello di madre e di figlia di genitori anziani. Qualche anno fa una giovane assessora di Oderzo in provincia di Treviso rassegnò le dimissioni dal suo incarico in occasione della nascita del suo secondo figlio. Una decisione dolorosa presa a malincuore sostenendo che è stata una scelta obbligata perché “il nostro paese non aiuta chi ha figli”.

Oggi qualcosa sta cambiando, il covid ci ha restituito la consapevolezza che si può fare un buon lavoro anche a distanza. A Roma, alcuni mesi fa, il Consiglio Comunale, in aula Giulio Cesare ha deliberato una modifica del proprio regolamento per permettere alle neo mamme e ai caregiver familiari di poter seguire i lavori dell’assemblea in videoconferenza. Come sottolinea la consigliera Converti: “sono consapevole di godere di un privilegio, di un diritto che a tante e tanti viene negato, perché costretti a dover scegliere tra genitorialità e carriera, tra genitorialità e lavoro stesso”.

Il lavoro agile, gli asili nido gratuiti, i nidi aziendali sono temi che devono essere affrontati in maniera prioritaria dalla politica per far fronte al grave problema della scarsa natalità in Italia.