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12 Agosto 2022

Pubblicato il

Codice Ratzinger

Altro disastro del prof. Zenone: “Benedetto XVI o antipapa Bergoglio per me pari sono”

di Andrea Cionci
"Peggio la toppa del buco” per il prof. Giovanni Zenone, il quale, non pago di aver rimediato una pessima figura con l’attacco inconsulto e non argomentato a “Codice Ratzinger”, demolito nei commenti anche dai suoi stessi lettori, ci riprova con questo secondo video
Prof. Giovanni Zenone
Prof. Giovanni Zenone

“Pèso el tacon del buso”, “peggio la toppa del buco” dicono dalle parti del prof. Giovanni Zenone, il quale, non pago di aver rimediato una pessima figura con l’attacco inconsulto e non argomentato a “Codice Ratzinger” (ByoBlu ed.), demolito nei commenti anche dai suoi stessi lettori, ci riprova con questo secondo video, zuccheroso e disfatto, col quale tenta di farci passare nuovamente per fessi.

Polemiche e Zenone

Prof. Giovanni Zenone
Prof. Giovanni Zenone

“Le polemiche che hanno coinvolto anche me, con accuse, interpretazioni sulle mie intenzioni…” esordisce Zenone. Ma guardi, Professore, che la polemica l’ha scatenata Lei dando del cretino al sottoscritto, definendo “bestialità” un’inchiesta che ha portato alla luce una realtà tragica e millenaria. Ora che fa, lancia il sasso e nasconde la mano?

Ma l’implosione freudiana che anima tutto l’intervento di Zenone compare subito dopo: “Purtroppo a volte la nostra umanità prende il sopravvento e più che volare alto come il nostro caro e amato Barone Rosso (giocherella con un modellino di triplano Fokker), neanche voliamo raso terra e spariamo contro gli avversari – che quella è una cosa buonissima – ma sguazziamo nel fango di inutili polemiche intraecclesiali”.

Caro Zenone, il Barone Rosso forse sarà amato da Lei, io non so in che schieramento combattessero i suoi nonni, ma il mio, ufficiale di artiglieria sul Piave, sarebbe stato volentieri mitragliato dall’asso Manfred von Richtofen che, per quanto valoroso, era nostro nemico nella Grande Guerra. Lei che è “Ph.D.” e “visiting professor” alla prestigiosa università di Scutari (Albania) dovrebbe saperlo: cosa insegna a scuola, a i suoi ragazzi? Pur essendo questa una battuta, la dice lunga sulla Sua disponibilità a fare amicizia col nemico.

Poi afferma che “va benissimo sparare contro gli avversari”, però censura e sfugge le polemiche (scatenate da Lei stesso): insomma, si decida.

E ancora, prosegue Zenone, con nobile sdegno: “Ma che spettacolo diamo davanti al mondo, far vedere ai pagani che dicono «guardate come si odiano, come si scannano», anche su questioni importantissime. Io scuoto la polvere dai miei sandali e lascio che si scannino fra di loro”.

Caro Professore, da tempo, con la massima cortesia e urbanità, cerchiamo di sollecitare intellettuali e vaticanisti per un civile dibattito su una questione – guarda caso – importantissima, di una gravità millenaria, per ricevere in cambio snobistici silenzi e insulti, come ha fatto anche Lei. Riportiamo dal Suo penultimo intervento: “Vogliono tirarmi dalla loro parte  perché io mi faccia diffusore di queste CRETINATE. Questo è assolutamente falso e non credibile. Non propagherò queste BESTIALITÀ. Non date retta a questo COMPLOTTISMO ECCLESIALE che fa ridere i polli”.

Lettera alla Bussola

E ora legga la lettera cortesissima e correttissima indirizzata dal sottoscritto alla Bussola Quotidiana, e ci dica chi è che attacca briga e che “dà spettacolo”.

Il vero spettacolo ignominioso ai pagani lo date voi “una cum”, rifiutando di dibattere civilmente e professionalmente su una “questioncella da nulla” come chi sia il vero papa, chi abbia ricevuto l’investitura da Dio per custodire la fede e confermare i fratelli.

Lei, con fare ieratico, cita continuamente Gesù Cristo, ma sembra non aver assimilato neanche le basi del Suo messaggio: chiedere scusa quando si sbaglia, essere pronti a sacrificarsi per la fede, credere nello Spirito Santo che assiste il vero papa.

Prosegue con i “ma-anchismi” veltroniani: “Certo, se c’è qualcuno che sta distruggendo tutto e minaccia la mia famiglia è mio dovere difenderla e mettere il nemico ingiusto in grado di non più nuocere”. Ecco, appunto, Professore, è esattamente per questo che da due anni cerchiamo di farvi ragionare. Non so se ha messo bene a fuoco la questione: dopo un lavoro durissimo di inchiesta, affermiamo che il vero Vicario di Cristo Benedetto XVI è stato costretto a togliersi di mezzo, ma lui si è ritirato in sede impedita, è rimasto il papa, non ha abdicato, lasciando che i nemici del Cattolicesimo convocassero un conclave nullo per eleggere un usurpatore, il quale non solo è un antipapa, ma sta rovesciando come un calzino la fede cattolica.

Chieda informazioni al Suo collega “una cum” il direttore Riccardo Cascioli, che descrive questa realtà tutti i giorni, sulla Bussola quotidiana, ma poi, se gli si parla di illegittimità di Bergoglio, cassa il tutto come “fantomatiche inchieste”.

Ora, mentre Lei si “scuote la polvere dai calzari” (doveva dire piuttosto che “se ne lava le mani” come Pilato) la Chiesa viaggia a tutta velocità e a fari spenti contro un muro: un prossimo falso conclave che comprenda i 95 non-cardinali nominati da antipapa Bergoglio eleggerà un altro terrificante antipapa che porterà a compimento la distruzione definitiva del Cattolicesimo. Ne parli col prof. Viglione che sa tutto in merito. Ha capito di cosa stiamo parlando? Siamo noi, piuttosto, che ci scuotiamo la polvere dai sandali, dopo aver tentato in tutti i modi di coinvolgere voi “intellettuali cattolici” che avete deciso – purtroppo è oggettivo – di passare alla storia come i collaborazionisti dell’antipapa.

“Basta con i cristiani che si odiano fra di loro”

Inoltre, questa melassa buonista del “basta con i cristiani che si odiano fra di loro” potrebbe risparmiarcela. Noi non odiamo nessuno, nemmeno Bergoglio, tanto che non ci azzardiamo a offenderlo definendolo “psicopatico” come si fa, invece, sul blog di Aldo Maria Valli.

Ma Lei, che insegna a scuola religione, dovrebbe sapere che nella Chiesa ci sono stati 40 antipapi e continue lotte con l’eresia, sacrifici e martirii di santi per difendere la legittimità del papa e l’integrità della fede. Lei, invece, parla della Magna Quaestio come di “un pizzico di peperoncino che ogni tanto non guasta”: ma sta scherzando, o cosa?

“Basta polemizzare fra quello che fa la liturgia in italiano, quello la fa in latino, quello con la stola di un colore, quello con la multicolore, quello è il papa, quello non è il papa”. Eh già, certo, che importanza ha chi sia il papa, è come indossare una stola viola o arcobaleno: torniamo alla legge della giungla, per cui se un usurpatore in combutta con la massoneria ecclesiastica e i poteri forti costringe con la forza il Vicario di Gesù a togliersi di mezzo va bene lo stesso, che problema c’è? Se poi, coerentemente con il fatto di non essere assistito dallo Spirito Santo, questi intronizza divinità pagane, benedice le unioni sodomitiche e rovescia il Padre Nostro, che volete che sia … l’importante è far vedere agli indù che nella Chiesa “tutto va ben madama la marchesa”. Ma si rende conto di quello che sta dicendo?

Ci perdoni la scivolata goliardica, ma dalla nostra memoria erompe irresistibile quella battuta di un film di Verdone: “Manco le basi, Alfio!”.

Su una sola cosa dobbiamo darle ragione, quando dice “E Fede e cultura, che io indegnamente guido…”. Giusto: qui non c’è né fede, né cultura: Lei attacca in modo offensivo chi difende il vero Vicario di Cristo e, al contempo, non possiede alcuna preparazione per entrare nel merito di una polemica sollevata da Lei stesso. Il suo secondo intervento è stato ancora più autoqualificante del primo: un tentativo di svagare, sfuggendo alle Sue stesse provocazioni, provando ai mettere d’accordo tutti, dicendo tutto e il contrario di tutto, proprio nello stile di Bergoglio e, forse, del don Basilio rossiniano: “Vengan danari, al resto son qua io”.

“Qualunque cosa vera si pronunci viene dallo Spirito Santo, non farò l’elitario, non lo disprezzerò”, insiste, poi però quando Le si parla di Codice Ratzinger mica si interroga se possa essere una cosa vera o no: la definisce una “bestialità” tout court e non chiama nemmeno per nome i suoi interlocutori.

“La nostra vita cambierà, e forse se ne gioverà anche il nostro fegato” conclude circonfuso da un nimbo di zucchero filato. Appunto, il Suo fegato professore, dato l’intervento bilioso con cui ha inizialmente attaccato l’inchiesta.

“Codice Ratzinger”

L’unica cosa che avrebbe salvato il nome della Sua casa editrice era dire: “Ok, scusate, sono stato un po’ emotivo nel mio giudizio iniziale su “Codice Ratzinger”, leggerò il libro, ringrazio l’autore per avermelo inviato e adesso, o vi contesterò duramente nel merito, per difendere papa Francesco dallo scandalo, oppure sarò dei vostri fino alla fine per difendere papa Benedetto, anche a costo di rimetterci dei quattrini”. Questo doveva dire, caro Professore: lasci perdere l’aeroplanino Fokker del nemico Richtofen, qui non ci trastulliamo con modellini per bambini. Questo è un gioco duro, per uomini adulti: ci sono sacerdoti eroici che hanno perso tutto per difendere il vero papa, preti che Lei si permette di trattare con sufficienza derubricando la madornale Magna Quaestio a una bagattella.

Prenda la “baionetta”, piuttosto – se se la sente – e faccia il Suo sacrosanto dovere di cattolico, o per papa Francesco, o per papa Benedetto, perché il papa è uno solo: Cristo ha detto “Tu sei Pietro”, non “Voi due siete Pietro”.

P.S. Alla catechista signora Dorotea Lancellotti, che inneggia a Zenone nei commenti: Le abbiamo offerto spazio per replicare alle Sue accuse circa il fatto che il metodo di Cionci sia “falso, perverso e diabolico”. Stiamo ancora aspettando una Sua argomentazione.

 

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