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01 Ottobre 2022

Pubblicato il

Alice, uccisa dal fratello: Procura di Genova apre fascicolo per negligenza della polizia

di Redazione
L'intervento delle forze dell'ordine, in base al resoconto dei genitori, avrebbe potuto salvare la vita di Alice dalla furia del fratello
Alice Scagni
Alice Scagni

Alice Scagni, 35 anni, è stata uccisa a coltellate Genova nel quartiere di Quinto, durante l’ennesima lite con il fratello. È successo in strada mentre portava a spasso il cane. A chiamare la polizia alcuni testimoni che dalle finestre hanno assistito al diverbio tra la giovane donna e il fratello, Alberto Scagni. L’uomo l’ha colpita con un coltello e poi ha tentato di fuggire ma è stato fermato lontano dalle volanti della polizia.

Alice Scagni

Alice, uccisa dal fratello dopo anni di minacce e aggressioni

L’uomo, disoccupato, 42 anni, era seguito per problemi psichiatrici. Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, Alberto Scagni viveva con un buono da 50 euro del supermercato, che la famiglia gli passava per fare la spesa. Ma continuava a rivolgere richieste di soldi alla famiglia. Alcuni giorni prima di uccidere la sorella aveva tentato di bruciare la porta di casa della nonna. Da anni Alberto perseguitava la famiglia, come racconta anche il marito della vittima.

Secondo quanto riporta La Stampa, per la procura di Genova l’uomo aveva già compiuto minacce e aggressioni alla famiglia.

“Se non mi date i soldi vi taglio la gola” aveva detto, l’omicida “aveva manifestato intenti omicidiari nei confronti dei familiari e in particolare della figlia e del genero (parole del giudice Faggioni, ndr)”.

Ma nonostante le richieste d’aiuto dei genitori alla polizia, nessuno ha preso sul serio la situazione. Il 30 aprile, il giorno prima dell’assassinio, la madre Antonella aveva rilasciato un verbale agli agenti: il figlio si era introdotto furtivamente nella sua abitazione e l’aveva minacciata per ottenere soldi.

Procura di Genova apre inchiesta per mancato intervento della Polizia

“Mi raccomando, non ci fate fare la fine dei genitori di Benno Neumar” aveva detto la donna ai militari, (riferendosi al trentunenne altoatesino che nel gennaio 2021 uccise mamma e papà occultando i cadaveri). L’agente aveva risposto: “Signora, non famola tragica”. L’esistenza di questo verbale viene resa nota dal giudice Paola Faggioni nell’ordinanza di custodia cautelare con cui convalida l’arresto di Alberto Scagni. Il documento motiva l’inchiesta parallela che la Procura della Repubblica di Genova ha aperto per il mancato intervento delle forze dell’ordine. L’intervento delle forze dell’ordine in base al resoconto dei genitori di Alice, avrebbe potuto salvare la vita della figlia.

Il procuratore Francesco Pinto e il sostituto Paola Crispo ipotizzano due reati per i poliziotti che hanno seguito il caso: omissione di atti d’ufficio e omissione di denuncia di polizia giudiziaria.

L’omicidio di Alice Scagni è stato volontario e premeditato, con le ulteriori aggravanti come il vincolo di parentela. La procura ha configurato il reato chiedendo al gip di fissare l’udienza di convalida. L‘interrogatorio di garanzia è stato fissato per la mattinata di mercoledì, come riporta Genova24.it. Scagni da ieri mattina si trova nel reparto di psichiatria del carcere di Marassi.

 

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